DUKE GARWOOD – Garden of Ashes

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Visto che Mark Lanegan non si decide a pubblicare un disco tutto suo; che Nick Cave è lontano dei suoi capolavori che lo rappresentano; che Hugo RaceChris Eckman; Howe Gelb stanno ancora aspettando l’ispirazione giusta per un prossimo album, e che Jesus Acedo o i fratelli Curt e Chris Kirkwood insieme a Derrick Boston, si sono persi nel deserto che hanno decantato per anni; ci pensa Duke Garwood a rappresentare quel sound intriso di blues solitari carichi di polvere e solitudine, di storie individuali che cercano un esilio necessario per non confondersi con la confusione e la violenza  delle metropoli. Non è casuale che il nostro protagonista, partito dal Kent nel sud-est  di Londra, si è lasciato affascinare da queste latitudini particolari, dove il vento  e gli orizzonti riescono a parlare alla gente fino a renderli felici in mezzo a questo silenzio, ed è proprio il silenzio che alla fine si trasforma in voce e in suono, in tessuto narrativo fonte sia di ispirazione, che di annichilamento.

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