Anche la musica salva la vita

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Farà anche caldo, ma con questi dischi fra le mani, com’è dolce naufragar in questa musica……….

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SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME

specchio

Da sempre lo specchio ha affascinato le fantasie degli uomini, a tal punto da diventare il protagonista di storie relative ai nostri sogni e a un’idea di mondi paralleli, talmente vicini a noi,  da poterle trasformarle in letteratura. Intendiamoci, il celeberrimo “specchio, specchio delle mie brame” ci riporta proprio alla caduta dei nostri sensi di fronte alle invidie che sussistono fra noi, come se la bellezza o l’importanza di un’immagine esteriore, fosse l’unica realtà disponibile, fino a farla diventare una fonte di potere, perché in quel riflesso si nasconde il desiderio dell’immortalità, senza capire che proprio al di là c’è quello che non si vede ad occhio nudo, e che un giorno ognuno di noi si troverà veramente di fronte. Proprio per questo Bram Stoker ebbe l’intuizione di non far riflettere il suo vampiro dentro lo specchio, perché in realtà non è la questione di essere un “non-vivo” o un non-morto” a rappresentarlo, ma il nostro desiderio di non morire mai, come se fossimo soltanto noi i depositari dell’eternità riflettendoci sulla sua superficie.

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DESPERADO

Non sono mai stato un fans diretto degli Eagles, perché ritenevo troppo leccatina la loro ricerca musicale, però bisogna riconoscere l’importanza mediatica che hanno suscitato nell’immaginario americano. Autori di hit memorabili, nello stesso ambiente  rappresentavano l’essenza del business e di come si possa costruire una carriera con una pianificazione specifica (chiedete a Jackson Browne…). Ora, che il loro fondatore Glenn Frey ha scelto di proseguire il volo delle aquile, mi viene da pensare che, se l’inizio di quest’anno debba proseguire con questa cadenza, allora, bisogna davvero essere “desperadi”. Un saluto doveroso anche a Glenn… Un brindisi !

IL COSTO DELLA VITA di Angelo Ferracuti

Visto che per impegni in questo ultimo periodo ho postato poco, ribloggo un articolo che scrissi nel 2013 in occasione di un bel libro, il quale, analizzava una delle tante tragedie sul lavoro che sono avvenute in Italia. Perché vi chiederete voi? Semplicemente perché innanzitutto ricordare è proprio un ridare slancio alla memoria per evitare che tutto cada nel dimenticatoio, ma soprattutto, perché proprio in questi giorni dove è di scena il teatrino elettorale con le solite buffonate, è passata sotto silenzio l’ennesima sentenza della “vergogna”, quella relativa alla tragedia della ThyssenKrupp, dove nel 2007 morirono bruciati 7 operai che lavoravano nell’acciaieria di questa multinazionale. Ebbene, l’ennesimo sconto di pena per gli imputati sancito dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, dopo un’ulteriore ripetizione del processo, ridotte dai nove anni iniziali ai quattro attuali, ha fatto gridare dai parenti delle vittime tutta la loro rabbia. Sono tra l’altro significative le parole della sorella di uno dei poveretti che hanno perso la vita, la quale, giustamente ha sottolineato come per Maurizio Corona, per quattro foto fatte a quattro puttane quattro puttanieri, gli sono stati affibbiati più di dieci anni, mentre invece per i responsabili di questi omicidi che sono tutt’ora a piede libero, finirà ora che arriveranno in Cassazione con la beffa della prescrizione.
Come al solito non ci sono parole…

Sourtoe Cocktail Club

il costo della vita

Sempre per rimanere in tema di “Lavoro”, un libro molto interessante uscito in questi ultimi mesi è IL COSTO DELLA VITA – Storia di una tragedia operaia di Angelo Ferracuti. Un documento narrativo a cavallo  fra il drammatico reportage e l’impietosa analisi di una tragedia del lavoro: una delle tante, potremmo aggiungere, purtroppo, che ogni anno accadono in Italia. I fatti si riferiscono al 13 marzo del 1987 quando nel porto di Ravenna, nei cantieri navali Mecnavi, morirono 13 uomini (tutti giovanissimi, tra i 19 e i 29 anni, solamente tre ne avevano di più: e per la precisione, 36, 40 e 60: l’unico in regola, che stava per andare in pensione e che si trovò li per caso, per una sostituzione dell’ultimo momento). Questi operai stavano pulendo le stive della Elisabetta Montanari, nave adibita al trasporto di gpl, mentre altri colleghi saldando delle lamiere provocarono con una scintilla un…

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