Le copertine più belle degli album 2018

le più belle cover degli album del 2018

Anche per quest’anno appena trascorso ho voluto selezionare quelle che secondo me, sono le cover più belle degli album 2018. Suddivise in diversi “fogli”, non dico per tematica, ma per gusti estetici che le accomunano, ho poi fatto una scelta successiva, quasi ad arrivare alle tre più belle. Difficilissimo, lo so, ma, giocare non costa nulla, e se volete farlo anche voi, servitevi senza problemi, magari riusciamo insieme a fare una classifica, altrimenti servitevi da bere e lustriamoci gli occhi davanti a tutta questa bellezza, profumi  e aromi compresi ………

P.S. il nome dell’artista e il titolo dell’album vanno da sinistra verso destra e così di seguito

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The Bonnevilles – Cascina Bellaria – Sezzadio (Al) – Live 15/09/18

Andatevi a sentire le derivazioni acide di un rock blues tanto caro alle sonorità della Fat possum, dove la venatura punk della loro spontaneità è una gioia per chi predilige questo tipo di musica. Loro si chiamano “The Bonnevilles” e sono assolutamente d’ascoltare. Un grazie a Massimo che, com il suo “Bamboo Road”, gestisce uno dei più bei blog attualmente in circolazione: schitarrate e letture che puzzano di america con il loro ritmo inarrestabile. Ogni tanto si sconfina (come in questo caso) ma le scenografie easy rider vanno bene per tutte le latitudini…

Bamboo Road

The Bonnevilles

Non parlo quasi mai dei concerti ai quali assisto in quanto reputo quasi inutile scrivere di artisti nella loro versione live quando parli già dei loro dischi, anche perchè in questo ambito abbiamo ormai raggiunto in generale un ottimo livello (non ricordo di aver visto negli ultimi anni un concerto mediocre). In questo caso invece dei loro dischi non ne ho mai parlato (come di molti altri artisti) forse per mancanza di tempo, ma meritano anche se suonano musica di nicchia. Il genere si avvicina a quello che prediligo, ovvero un rock blues rozzo, malsano e di derivazione punk. Il duo, composto da Andrew Mc Gibbon Jr. (chitarra e voce) e Chris Mc Mullan (batteria), ricorda gruppi come The Black Keys e The White Stripes degli esordi ma anche sonorità care ai North Mississippi AllStars, Cedric Burnside (nipote di R.L.) e Lightin’ Malcolm, Left Lane Cruisers, per citarne alcuni e…

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SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME

specchio

Da sempre lo specchio ha affascinato le fantasie degli uomini, a tal punto da diventare il protagonista di storie relative ai nostri sogni e a un’idea di mondi paralleli, talmente vicini a noi,  da poterle trasformarle in letteratura. Intendiamoci, il celeberrimo “specchio, specchio delle mie brame” ci riporta proprio alla caduta dei nostri sensi di fronte alle invidie che sussistono fra noi, come se la bellezza o l’importanza di un’immagine esteriore, fosse l’unica realtà disponibile, fino a farla diventare una fonte di potere, perché in quel riflesso si nasconde il desiderio dell’immortalità, senza capire che proprio al di là c’è quello che non si vede ad occhio nudo, e che un giorno ognuno di noi si troverà veramente di fronte. Proprio per questo Bram Stoker ebbe l’intuizione di non far riflettere il suo vampiro dentro lo specchio, perché in realtà non è la questione di essere un “non-vivo” o un non-morto” a rappresentarlo, ma il nostro desiderio di non morire mai, come se fossimo soltanto noi i depositari dell’eternità riflettendoci sulla sua superficie.

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DESPERADO

Non sono mai stato un fans diretto degli Eagles, perché ritenevo troppo leccatina la loro ricerca musicale, però bisogna riconoscere l’importanza mediatica che hanno suscitato nell’immaginario americano. Autori di hit memorabili, nello stesso ambiente  rappresentavano l’essenza del business e di come si possa costruire una carriera con una pianificazione specifica (chiedete a Jackson Browne…). Ora, che il loro fondatore Glenn Frey ha scelto di proseguire il volo delle aquile, mi viene da pensare che, se l’inizio di quest’anno debba proseguire con questa cadenza, allora, bisogna davvero essere “desperadi”. Un saluto doveroso anche a Glenn… Un brindisi !