PILLOLE DI SALAME – part. 3: musica da paura

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Ma la musica può fare paura? Può creare un fenomeno di annientamento mentale o nello stesso tempo unire lo spirito collettivo? Può disperdere o isolare qualcuno a livello etereo? Può fare davvero paura all’individuo quando le sue melodie si fanno pesanti, o al contrario farlo esaltare e caricarlo di adrenalina? E il “sistema”?  Ha paura della musica quando diventa un rito universale trasformando le coscienze, e soprattuto, quando le unisce in un movimento culturale?  Tutto è possibile, soprattutto quando si vuole disperdere le potenzialità espressive della libertà. Provate a chiedervi perché a un certo punto dentro alla “nazione” hippie e successivamente intorno alla furia iconoclasta del punk è comparsa l’eroina al posto della marijuana o dell’hascisc?

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IL COSTO DELLA VITA di Angelo Ferracuti

il costo della vita

Sempre per rimanere in tema di “Lavoro”, un libro molto interessante uscito in questi ultimi mesi è IL COSTO DELLA VITA – Storia di una tragedia operaia di Angelo Ferracuti. Un documento narrativo a cavallo  fra il drammatico reportage e l’impietosa analisi di una tragedia del lavoro: una delle tante, potremmo aggiungere, purtroppo, che ogni anno accadono in Italia. I fatti si riferiscono al 13 marzo del 1987 quando nel porto di Ravenna, nei cantieri navali Mecnavi, morirono 13 uomini (tutti giovanissimi, tra i 19 e i 29 anni, solamente tre ne avevano di più: e per la precisione, 36, 40 e 60: l’unico in regola, che stava per andare in pensione e che si trovò li per caso, per una sostituzione dell’ultimo momento). Questi operai stavano pulendo le stive della Elisabetta Montanari, nave adibita al trasporto di gpl, mentre altri colleghi saldando delle lamiere provocarono con una scintilla un incendio, e tredici uominii, appunto, morirono asfissiati dalle esalazioni di acido cianidrico… morti come topi, nel culo della balena. Continua a leggere

CATHOLIC BOY – Jim Carroll

dry dreams - jim carroll band

Lo so, questa non è la copertina di “Catholic Boy”, (è quella di “Dry Dreams”) però la preferisco ed è lo stesso un grande disco. Il testo di “Ragazzo cattolico” lo dedico a Stan, visto il suo ultimo intervento…
D’altronde, un poeta come Jim Carroll prestato alla musica, è sempre il massimo per chi apprezza queste due arti come se fossero una cosa sola.

CATHOLIC  BOY

Sono nato in una pozzanghera; loro hanno fatto
restare mia madre in piedi.
Ho sputato sul medico e sulla sua mano tremante
quando ho sentito la luce ero peggio che incazzato.
Ho rubato il bisturi al dottore e ho tagliato la corda.
Ero un ragazzo cattolico, redento col dolore e non
con la gioia.
Ero un settimino; mi hanno messo sotto vetro,
ho urlato e terrorizzato i loro bambini
quando le infermiere passavano…
Sono stato arrestato per furto.
Quando sono uscito dal ventre di mia madre,
mi hanno lasciata aperta soltanto la strada
da lì alla tomba.
Mi hanno affamato per settimane, pensando d’insegnarmi
la paura.
Mi sono nutrito dei sogni dei miei compagni di cella e
questo mi ha dato delle idee brillanti.
Quando mi hanno lasciato libero, quei tempi mi sono
tornati utili.
Mi ero fatto alleati in paradiso
e compagni all’inferno.
Ho danzato con gli angeli
e sono caduto ai loro piedi.
Quando entro in una chiesa
i piedi di una statua sanguinano…
Posso prevedere il destino
dei miei nemici,
proprio come fece Cristo nel giardino di
Gethsemani…
Ho avuto modo di vedere i salmi più dolci rubati
da un coro.
Ho sognato ossa di martiri appese a un filo,
ho fatto la mia parte, sono stato assolto.
Ho deciso di purificare la mia anima,
non mi possono più toccare adesso, ho tutti i
sacramenti dietro di me:
il battesimo, la comunione,
la confessione, la cresima
e l’estrema unzione!
Perché sono un ragazzo cattolico…
il sangue scorre rosso, il sangue è caldo
e adesso che sono un cattolico cresciuto
lascio andare la mia lingua
ogni volta che posso.

Jim Carroll

” IL GIARDINO DELLE BESTIE” di Erik Larson

il giardino delle bestie - copertina

Il famoso parco di Berlino denominato GroBer Tiergarten, taducibile nel Giardino degli Animali, in senso traslato può divetare “Il Giardino delle Bestie”: azzeccata metafora per uno dei periodi più bui della storia del ‘900, quando un manipolo di psicopatici prese il potere in Germania e trasformò questa nazione in una terra dell’orrore, esportandolo poi in tutta Europa. Edito in Italia da Neri Pozza e scritto dal giornalista Erik Larson come una sorta saggio-cronaca-romanzo, questo libro è sostanzialmente la storia dell’ambasciatore americano William E. Dodd e della sua famiglia, che venne mandato a Berlino dal presidente Franklin D. Roosevelt (il posto era vacante) subito dopo la nomina di Hitler come Cancelliere e le susseguenti voci dei fatti che stavano accadendo contro gli ebrei in quel Paese. La nomina di Dodd avvenne dopo una infinita serie di rifiuti, e la sua scelta, avvenuta per esclusione, fu purtroppo una scelta sbagliata, perché non aveva le caratteristiche, l’esperienza e le doti diplomatiche per una tale carica. Sostanzialmente il suo compito principale era quello di recuperare l’enorme debito economico che la Germania vantava con gli StatiUniti, ma anche di negoziare sulla situazione internazionale di crisi e infine di testimoniare effettivamente su quello che le voci riportavano sul comportamento di Hitler e dei suoi subalterni. In realtà Dodd e la sua famiglia, inizialmente subirono il fascino di una città come Berlino e della sua favolosa vita notturna: i cabaret, i teatri, i sontuosi ricevimenti,  l’amore e il sesso che travolsero soprattuto la bellissima figlia dell’ambasciatore: Martha, la quale fu amante di molti gerarchi nazisti, ma anche di oppositori del regime, in una sorta di convulsione erotica e mentale che, dapprima le fece subire una forte infatuazione su quella che chiamò “la rivoluzione nazista” ma poi, con il crescente clima di terrore, le fece rivedere tutte le sue convinzioni. Continua a leggere