Le più belle copertine di dischi del 2016

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Sono tato pungolato lo so… perché sapete, quando si apre un locale anche l’immagine è importante, anzi, scusate il gioco di parole, ma prima di tutto è tutto. La grafica è una delle mie passioni e allora tuffiamoci nelle migliori copertine di dischi del 2016, le quali possono abbellire le pareti di questo bar, perché quando gli artisti decidono di vestire bene un prodotto, lo fanno sempre nel migliore dei modi. Non è casuale che la fortuna del “vinile” è stata proprio le bellezza delle sue confezioni, dove si è sbizzarrita la fantasia degli addetti ai lavori , trasformando un involucro contenente un semplice disco, in un’opera d’arte. Purtroppo con l’avvento del CD si è persa questa dimensione immaginifica dove gli appassionati trovavano uno stimolo in più per godere della propria musica. Ma al di là di questo, la bellezza intrinseca delle cover è rimasta indelebile nelle schiere di chi coltiva un’emozione. In sintesi il 2016 è stato un anno in bianco e nero, per via di tutte le dipartite che ci sono state in questo campo, ma alla fine la fa da padrone sempre il “colore”, e come tale ci fa sempre ritornare a sorridere.

Ho selezionato 50 tra le più belle immagini utilizzate per abbellire la musica che preferiamo, e il risultato è veramente un’esplosione di creatività.
Cliccate qui sotto e godetevi quest’orgia cromatica dalla bellezza sconvolgente

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PILLOLE DI SALAME – part 4: musica da mordere

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Concludiamo questa carrellata di ottimi album pubblicati nel 2016, con quelli da mordere, sia nel bene che nel male, perché ognuno di noi ha la sua reazione di fronte al proprio credo. In fondo, la musica è una comunione vissuta intensamente, come tutta l’eucarestia che precede il rito dell’ascolto: una celebrazione che inizia dal corpo fino al raggiungimento dello spirito. Ma la messa non finisce con il segno della croce, continua imperterrita, in ogni momento della giornata, e non si stanca mai d’incontrare i nostri stati d’animo: li rigenera, li porta al vero miracolo degno di esser ricordato.
Solo una curiosità: il titolo di questa rubrica era riferito a un ricordo della mia adolescenza, in cui, mi è rimasta in mente la sequenza di un film di fantascienza molto ironico, dove, si anticipava l’avvento degli anni 2000 con un cibo sostituito dalle pillole. La trovata stava nel fatto che il protagonista ad un certo punto pronunciava la frase: “oggi ho voglia di qualcosa di nostrano, mi prendo delle pillole di salame”. Non mi ricordo il titolo di questa pellicola ma non importa, non fateci caso, ognuno di noi porta dentro di sé i suoi ricordi nei cassetti della memoria, anche i più stupidi.

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PILLOLE DI SALAME – part. 2: musica per stupire

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La musica qualche volta è anche un gioco di prestigio: non perché possa avere necessariamente un trucco nascosto (anche se qualche volta ce l’ha), ma sostanzialmente perché deve sorprendere e stupire, soprattutto quando è fatta con classe. Rimane dentro all’ascoltatore non tanto un effetto illusionistico, ma la consapevolezza di trovarsi di fronte un professionista coi fiocchi, il quale, oltre ad ammaliarci con la sua arte, crea intorno ad essa un effetto visivo, gustativo, olfattivo e addirittura tattile; si perché, quando le vibrazioni degli strumenti che usa per provocarci un’emozione, sono talmente intrisi della loro anima da sembrare vivi, allora, intorno alle loro note si crea tutto un mondo dove perdersi e ritrovarsi. Poi lo spettacolo finisce, ma la musica rimane: inalterata, viva, fremente  e pulsante, docile al nostro palato, fresca nell’ipotesi di poterla addirittura toccare, pronta per stupirci di nuovo…
Ci sarà stato qualcosa del genere in questo 2016?

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PILLOLE DI SALAME – parte 1: musica da gustare

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L’aver lasciato chiuso il locale per diversi mesi, come ho già anticipato, mi ha lasciato molto indietro nelle recensioni musicali di quest’anno, dovrò quindi farvi assaggiare qualche specialità per rimettermi in carreggiata, visto che di qui a poco, arriveranno anche le classifiche dei migliori dischi del 2016. E’ un po’ come l’aperitivo fatto per sorridere, o la pausa pranzo eseguita non dico di corsa, ma veloce per poi riprendere il lavoro, o la scampagnata fatta in compagnia nell’osteria di turno, perché ogni tanto, anche un bel panino, un salame nostrano con un bicchier di vino, sono sempre una soddisfazione.
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BACI E ABBRACCI – “Alt- J” – Mark Lanegan” – “Carlot-ta” – “Gravenhurst” – “Soqquadro Italiano”

Si chiude così il 2014, e dopo i botti, cerchiamo un po’ di baci e un po’ di abbracci… nella speranza di riconciliarci con l’anima, anche se, per inseguire una carezza, spesso come in questi casi, non si riesce a raggiungere un’elevata qualità. Ma tant’è, accontentiamoci di un sorriso e di un luogo comune… In fondo, perché non dovrei dirvi buon 2015 !!!?

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ALT-J
“This Is All Yours”
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MUSICA ESTIVA 8 – String Cheese Incident

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Di questa formazione proveniente dal Colorado si può dire di tutto, nel senso che incarna con un 10 e lode tutte le dinamiche necessarie per l’ascolto di una musica senza pensieri. Partiti dal un country-bluegrass dinamico e allegramente sostanziale, si sono via via tramutati in una jam-band più evoluta diventando veramente una macchina tritastili: rock, calypso, funk, jazz, reggae, psichedelia e sonorità latine, si miscelano nelle loro contorsioni sonore riuscendo a diventare “piacioni” quanto basta, specialmente nella stagione calda e nel momento in cui l’ascolto si fa allegramente variegato, quando soprattutto vogliamo ascoltare dei pezzi si sottofondo, solamente per il gusto di accompagnarci con della musica. Vai in macchina:  vanno bene ! Fai le pulizie di casa:  vanno bene!  Vuoi leggere un bel libro con un sottofondo:  vanno bene!  Vuoi solamente riposare sul divano senza persieri:  vanno bene !   Insomma… non ti creano alcun problema, a tal punto che potresti ascoltarli per ore senza nessun fastidio. Intendiamoci, nessun paragone con band agguerrite o politicamente impegnate; sono allegri e basta… stop !!! Li ascoltate solo per il gusto di ascoltarli, è questo che conta  d’estate e a volte o spesso è quello che ci vuole. Alla fine non c’è nessun problema, si possono togliere dal lettore e rimetterli a vostro piacimento. Continua a leggere

CLUB DES BELUGAS – Live

club des belugas live

Questo ensemble tedesco nato nel 2002 è stato erroneamente associato a un Nu-jazz con variegature da lounge-bar per troppo tempo, in realtà non è sempre detto che l’eventuale fruibilità di un certo tipo di musica, si debba per forza tradurre nelle etichette facili della sua commercializzazione. All’interno di questi autentici professionisti esiste una smisurata voglia di suonare dentro i molteplici stili che la compongono, sia che entrino nei territori del bop o del cool, del soul o della bossanova. Di conseguenza, per chi ama un certo tipo di jazz suonato divinamente e cantato ancora meglio, questo live del 2010 è un album da non perdere. Godevolissimo, coinvolgente, a tratti sensuale e a tratti spettacolare, ricchissimo d’entusiasmo, che alterna pezzi sudati a canzoni senza tempo. Le due voci che si elevano a protagoniste: Anna Luca, bianca, e Brenda Boykin, nera, rappresentano la sintesi della musica nella sua totalità e se vogliamo, anche nella sua storia, perché se le tradizione dell’espressività europea la si può riassumere nella melodia, e invece quella americana di colore nell’incedere focoso del ritmo, allora in queste quasi due ore di performance ci troviamo tutta la sua essenza. Continua a leggere