ECKER & MEULYZER – Carbon

koenraad ecker & frederick meulyzer carbon

La “non-recensione” di questo album prevalentemente ambient, andrebbe letta con il sottofondo dello stesso, giusto per amalgamarsi con tutte le mie elucubrazioni fra musica ed ecologia, fra espressioni sintetizzate e un’attualità incombente, perché in queste note siamo tutti coinvolti, proprio per esorcizzare un futuro che ci sta venendo addosso.
Link traccia d’ascolto
In realtà Koenraad Ecker e Frederik Meulyzer, già resesi protagonisti di progetti analoghi fra sperimentazione impro-jazz e avanguardia, legata a svariati spettacoli, eseguono da anni un lavoro di ricerca musicale particolare, il quale scava nel fondo di un’anima lacerata dalla modernità, la quale sta accerchiando la vita del nostro pianeta.

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NICK CAVE – Ghosteen

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Non è facile esprimersi di fronte al dolore e non è facile giudicarlo a priori, perché la spirale delle emozioni è talmente personale da rimanere dentro se stessi, in una sorta di decantazione in cui nessuno si può avvicinare. Soltanto al tocco delle dita, il freddo esagerato provocherebbe un’ustione. Il problema è il rapporto fra una perdita (in questo caso terribile come la morte di un figlio), e la reazione dell’artista, il quale ha la possibilità di costruire un’opera sempre a metà fra la catarsi interiore e la liberazione dai fantasmi che l’avvolgono in quei precisi momenti, come se uno sfogo necessario si riappropriasse delle direttive interne al circuito della vita, uscendo dall’abisso stesso.
Il buio si sa, è fonte di troppi pensieri che condizionano il cervello, il quale riesce forse involontariamente, a prefigurare ogni forma idealizzata proiettandola dentro e fuori il nostro immaginario, come se misteriosi ologrammi o fonti di energia ci venissero incontro per riappacificare l’anima, rendendoci felici e confusi nello stesso tempo.

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CHI HA PAURA DEI LIBRI?

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Chi ha paura dei libri? Già… questa domanda potrebbe essere articolata in così tante maniere da produrre molteplici risposte a seconda delle situazioni. Si è vero, il mercato è cambiato, i giovani sono diversi, internet ha preso il sopravvento, sovvertendo il sistema impadronendosi delle strutture, delle analisi sugli avvenimenti ma, soprattutto della verità. Ecco la verità, quella scritta sulle pagine della Storia. Intendiamoci, anche le Case Editrici possono omettere un fatto e girarlo a loro piacimento, però il mondo del web è un far-west senza controllo, in cui il bene e il male sono direttamente proporzionali al loro utilizzo, relegando la carta scritta a un ruolo da comprimaria, ricca di fascino e di nostalgia. Ma allora, chi ha paura dei libri?

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CAO YUXI – “Oriens” un buco nero dove perdersi e ritrovarsi

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Io non so se in questi giorni l’Italia sta per entrare in un buco nero senza punto di non ritorno; lascio agli specialisti le speculazioni o le divagazioni sul nostro futuro, e come sempre mi affido all’arte, per lasciarmi alle spalle giorni di parole dove si è sentito di tutto. Metaforicamente tutto ritorna e si presta alla perfezione per qualsiasi immaginazione, ecco che l’installazione dell’artista cinese Cao Yuxi proposta al Today Art Museum di Pechino contiene qualcosa di spettacolare. “Oriens” significa “perla orientale” e rappresenta l’immersione totale della nostra percezione sull’inizio e la fine fine e poi ancora l’inizio della vita, proprio per ricordarci che niente di noi ha termine, come se il moto circolare dell’esistenza fosse racchiuso nell’energia che ci circonda, attraverso il ripetersi di quiete e violenza, paura e mistero, bellezza e poesia.

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NEL 2016 ARRIVERA’ L’UOMO DELLA SABBIA?

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Ci sono canzoni che in base alla performance dell’interprete cambiano, non tanto il senso stesso del testo, ma proprio la maniera di trasmettere il significato emotivo dell’insieme. È anche vero che lo stile: pop, rock, metal o jazz, influisce moltissimo sulle derivazioni del nostro cervello, per cui, ognuno di noi è portato in primis, a scegliere il genere con cui ci si abbandona di solito, non tanto per sognare o al contrario, per svegliarsi, ma per sentirsi protetto dalle mura amiche dove solitamente si rifugia. Però, bisogna riconoscere che l’explois di un cantante, può far diventare un singolo già di successo in un “opera d’arte”, o perlomeno, immedesimarsi totalmente con la sua connotazione simbolica, da trasformarla in capolavoro.
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