LA POTENZA DELL’IMMAGINE – Doug Aitken: station to station

2013-06-20-StationtoStationTrainRenderingCDougAitken

Probabilmente sulla dicitura “idee rivoluzionarie” qualcuno potrebbe storcere il naso dicendo: non esageriamo… ma uno dei più sorprendenti e creativi artisti americani è questo Doug Aitken. Promotore della Land-art del nuovo millennio è riuscito a riportare l’arte al pubblico e il pubblico all’arte, così come hanno sintetizzato i critici di tutto il mondo, sperimentando con le più recenti avanguardie tecnologiche e realizzando strutture cinetiche le quali,  insieme, interagiscono con l’ambiente circostante coinvolgendo i performer con gli spettatori. L’insiemistica delle espressività è tale da assorbirti completamente, da trascinarti dentro a spazi diversi senza perdere l’intensità dell’azione, anzi, l’arte così come la conoscevamo viene ribaltata, deistituzionalizzata, portata nei luoghi dell’anima e lontano dai paletti fisici, mentali, canonici, dove eravamo abituati a consumarla: “sono molto interessato  al fatto che un’opera ti possa prendere alla sprovvista, ti spiazzi e come reazione ti possa dare energia, calore, vita dove c’è vita, che ti trascini dentro a un dialogo, dentro a un luogo. Non mi piace per niente l’idea di guardare l’arte con una distanza e un atteggiamento difensivo, intellettualizzato”. Infatti non è casuale che tutte le sue opere riescono a concentrare spettacolo e funzione estetica insieme ai paesaggi che ci siamo costruiti intorno, o al contrario ciò che abbiamo ingabbiato viene liberato definitivamente.
L’ultima sua idea, per esempio, intitolata Station to station – A Nomadic Happening, nasce dalla volontà, attraverso un “treno insallazione”, di collegare le due coste (est-ovest) degli Stati Uniti con delle carrozze concepite come una scultura al neon in movimento, mentre i loro interni sono stati trasformati come dei set per performance di tutti i tipi a cui hanno collaborato e partecipato musicisti ed artisti mondiali di ogni genere: da Urs Fischer Ed Rucha, da Olafur Eliasson Kenneth Anger, da Meschac Gaba a Carsten Holler, da Christian Jankowski a Beck, da Ernesto Neto a Ritkrit Tiravanija,  da Lawrence Weiner a Giorgio Moroder e altri, tanti altri. Se poi consideriamo cha ad ogni fermata (in totale 10: New York, Pittsburgh, Minneapolis, Chicago, Kansas City, Santa Fe, Winslow, Barstow, Los Angeles-San Francisco) si sono svolti eventi di ogni genere con la collaborazione dei migliori musei d’Arte Moderna americani e altrettanti artisti, spingendo la cultura a contatto di ogni situazione sociale, riusciamo a concepire la volontà partecipativa di Doug Aitken nel voler, come una sorta di catena collettiva,  un’unione di tutte le creatività in mezzo alla gente comune, unendo le due coste del paese a stelle-e-strisce. Un progetto di arte pubblica reso possibile dal sostegno della Levi’s che raccoglierà fondi per supportare la programmazione dei musei di tutto il paese.

se andate a questo link troverete performance per performance alle varie fermate di un incredibile viaggio “coast to coast”

http://stationtostation.com

Ma Doug Aitken non è solo questo, Continua a leggere