ALEXA MEADE – Quando l’opera d’arte si confonde con la realtà (e viceversa)

Scusate, ma dopo giorni di finzioni dei nostri politici, avevo bisogno di una “finzione” autentica, e poi, dopo il “buco nero”, cercavo assolutamente un’abbuffata di colori. Come a dire: questa pittrice americana ci capita a “pennello”.
Alexa Meade
è un’artista statunitense, nata a Washington dove tuttora vive e dove ha iniziato la sua carriera artistica, nonostante la passione per la politica. Sostanzialmente si è fatta conoscere con i suoi quadri animati, o perlomeno, pitture apparenti le quali nascono intervenendo sulla realtà, come se la finzione di un dipinto fosse il retrogusto di un qualcosa di vero, pronto ad muoversi al primo battito di ciglia. Lei infatti altera la visione delle tre dimensioni annullando i confini che separano i due mondi, come se un universo variabile si bloccasse di colpo per diventare uno spazio apparente, forse più espressivo dell’originale perché l’originale è il quadro stesso.

Continua a leggere

Annunci

JOY HARJO – Un delta nella pelle

indiani-9

Anchorage

Questa città è fatta di pietra, di sangue e di pesce.
Monti Chugatch a est
a ovest balene e foche.
Non è stato sempre così, perché i ghiacciai
che sono fantasmi di alabastro creano oceani, intagliano la terra
e qui plasmano questa città, col suono.
Nuotano a ritroso nel tempo.

Continua a leggere

ANDREA DE ALBERTI – Dall’interno della specie

evoluzione-3

Sapiens

L’antieroe è venuto dal freddo, se ne infischia del
sociale.
Ciò che conta sono deboli tracce di un modello.
L’uomo sapiens avanza, cattura, non nasconde,
uccide animali, un po’ nel pomeriggio pensa di riposare.
L’universo non si espande
in prossimità di una luce rallentata e senza fine.
L’evoluzione della specie è un fallimento amoroso
fra la scimmia e una persona

Continua a leggere

ALBERTO NESSI – Un sabato senza dolore

treno-clelia-mussariFoto di Clelia Mussari

Un sabato mattina

Un sabato mattina quando più tranquille
scorrono le ore davanti a siepi rigenerate
dall’acqua di maggio madre di campanule
la luce esita tra il si e il no, il ristagno e la gloria
due ragazzi giocano a pallamano tra platani antichi
e la commessa della cartoleria con voce pallida
mi dice: “Arrivederci professore”
un sabato senza dolore….

Continua a leggere

IL NEGOZIO DEGLI AFFETTI di Giancarlo Stoccoro

ilnegoziodegliaffetti-giancarlostoccoro

acarya-78

Non mi risolvo alla partenza
ancora interrogo il tuo gesto
così veloce nel mettere ordine
alle cose scopro parentesi
nella guida forzata del calendario

Mutando i giorni senza pace
non resta che piegarsi al tempo
muovere incessantemente la bocca
come fanno i pesci che non hanno
mai parlato fuori dall’acquario

Proprio venerdì sera, 16 gennaio, al Gruppo Letterario Àcàrya di Como, è stato presentato il libro di poesie “Il negozio degli affetti” di Giancarlo Stoccoro, edizioni “Gattomerlino / Superstripers”
Giancarlo Stoccoro è uno psichiatra che sta proponendo, oltre al suo normale lavoro in ospedale, una terapia chiamata Social Dreaming ovvero: “sognare sociale o sognare insieme”, una condivisione collettiva dei propri sogni scaturita dalla visione di un film, e poi discussi insieme. Chiaramente, le interconnessioni fra le proiezioni personali e i rapporti con le altre persone che hanno condiviso questa esperienza, apre nella mente dei partecipanti tutta una serie di ricordi, i quali, non devono essere interpretati necessariamente alla maniera freudiana, anzi, al contrario, entrano in antitesi con questa teoria del secolo scorso e la superano quasi ad emarginarla, perché annulla il classico rapporto medico/paziente, sempre legato alle interpretazioni personali del professionista, per quanto capace. Oltremodo instaura una sinergia collettiva (o sociale, come dice la parola stessa) già collaudata nelle sedute di gruppo, ma che non era mai stata sperimentata in seguito alla visione di una storia, cinematografata in questo caso, e coinvolgendo i fruitori in maniera totale. E’ chiaro che noi, ultimamente, siamo coinvolti dalla multimedialità; siamo grandi appassionati di film; siamo curiosi di come le storie vengano trasportate sul grande schermo e poi ne parliamo con gli amici, sul web, nei luoghi di scambio culturale. Ecco che se la passione diventa, un’infusione dentro la nostra mente, anche quella più oscura e la si discute insieme, le percezioni diverranno e si apriranno a più livelli, fino ai nostri ricordi estremi, se non addirittura ai ricordi di altre vite, passate o future non importa, ma inevitabilmente interconnessi, o interconnesse con le esperienze di altri, e magari, sempre legati a noi, in un interminabile circuito che ci accomuna e che ci vede partecipi della nostra evoluzione. Il tutto riepilogato in un saggio che il nostro autore ha pubblicato in un libro intitolato: “Gli occhi del sogno” (Fioriti Editore). Continua a leggere

CANTI D’ACQUA NUDA di Cristina Finotto

canti d'acqua nuda-cristina finotto_NEW

Cristina Finotto è una poetessa che si diletta anche con la fotografia, oppure se vogliamo: una fotografa che si diletta a scrivere poesie. Però le due espressività artistiche si compenetrano a vicenda, si equivalgono e si bilanciano vicendevolmente, perché nei suoi scatti esiste tutta un’emozione lirica in cui si respirano le parole nascoste, e nei suoi scritti, si evidenzia una cultura dell’immagine come se fossero delle scene da ammirare con gli occhi, oltre che con l’anima. La sua ultima pubblicazione: Canti d’acqua nuda: titolo bellissimo tra l’altro, evidenzia tutta la passione delle sue visioni le quali, oltre che inscenarsi attraverso percorsi interiori importanti, ripercorrono tutto l’amore per le sue terre: il Polesine, terre di bellezze e di alluvioni,  di partenze e di ricordi, di sogni e di ritorni. Continua a leggere