RITRATTI DI CITTA’ – Villa Olmo – Como

ritratti di città

Ci sono mostre d’arte che hanno la capacità di emozionare soltanto per delle semplici intuizioni, nel senso basta un’intelligenza artistica capace di superare quella visione da copertina molto sfruttata in questi ultimi anni. Infatti, il percorso intrapreso l’anno scorso dall’assessore alla cultura Luigi Cavadini, ha cercato e voluto confezionare un’idea basata sulla realtà della città, percorso che idealmente si concluderà con l’inaugurazione dell’EXPO di Milano l’anno prossimo.
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VIAGGIO NELLE TERRE DEL BAROLO – Le Langhe e il concerto di Neil Young

barolo 3Foto dal web

Il viaggio in attesa dell’esibizione di Neil Young, inizia magnificamente la mattina con un excursus nelle terre del Barolo: le Langhe, splendido inseguirsi di colline e vigneti. Un luogo incantevole dove, andare a rilassarsi per riprendere fiato e gustare vino e cucina locale, è l’ideale per ricaricare le batterie. Tra l’altro se qualcuno di voi volesse andare da quelle parti consiglio vivamente l’agriturismo Bricco dei Cogni dalla bellezza sopraffina. Situato nel paese di La Morra, sopra una collina dalla bellissima vista e un’accoglie familiare veramente squisita, è un piccolo angolo di paradiso che non riuscirete a dimenticare. Le camere in stile antico sono molto carine e caratterizzano tutta la struttura (tra l’altro dotata anche di piscina) per un relax perfetto. Chi ama la lettura intrisa con un buon bicchiere ha trovato il suo ambiente ideale… garantito !

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LES MURRAY – Un arcobaleno perfettamente normale

les murray-un arcobaleno perfettamente normale

Purtroppo per una indisposizione del relatore, la serata sul poeta australiano Les Murray che si doveva tenere ieri sera al Gruppo Letterario Acàrya di Como, è stata rinviata e verrà recuperata nel prossimo programma primavera-estate 2013 – per informazioni:
http://www.acarya.it
http://www.facebook.com/Acarya.Como

Yvette Mattem - from one to many Yvette Mattem – “From One the Many” –
installatione per il Transmediale 2010 di Berlino

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UN ARCOBALENO PERFETTAMENTE NORMALE

La voce circola da Repins,
se ne sussurra da Lorenzinis,
al Tattersalls alzano gli occhi da paginate di numeri,
i lavagnisti della Borsa dimenticano il gesso che hanno in mano
e c’è chi lascia il Club Greco con le tasche piene di pane:
un tizio sta piangendo a Martin Place. Non cè verso di farlo smettere.

In George Street il traffico è bloccato per un chilometro o quasi,
paralizzato. La folla discute nervosa e altra ne sta arrivando.
Tanti accorrono per strade secondarie additando:
c’è un tizio laggiù che piange. Non si riesce a farlo smettere.
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TERRAMADRE di Andrea Temporelli

Per il ciclo L’altra Italia – percorsi di poesia contemporanea, venerdì 19 ottobre presso la sede del Gruppo Letterario Acàrya in Via Grandi 21 a Como (alle ore 21,30) si terrà il secondo appuntamento, con la presentazione del libro di poesie Terramadre (edizioni Il Ponte del Sale) di Andrea Temporelli, uno degli autori giovani più interessanti del panorama culturale del nostro paese.
Andrea era già stato nostro ospite con il Il cielo di Marte (edito da Einaudi)  la sua precedente splendida raccolta di liriche (già recensita in questo blog), e si ripropone al pubblico di Como con questa sua ultima opera. “Sono due libri che fanno parte del medesimo percorso, dice l’autore, e rappresentano due polarità, il primo la figura paterna e maschile, il secondo il mio lato femminile e la mia attenzione alla figura materna”. Non è un caso che il nome, Andrea Temporelli appunto, è sostanzialmente uno pseudonimo nato dal cognome da nubile della madre scomparsa prematuramente e dal nome del fratello morto in giovane età. Continua a leggere

NEL BOSCO di Elisa Biagini

Presso la sede del Gruppo Letterario Acàrya in Via grandi 21 a Como, venerdì 5 ottobre alle ore 21,15 ci sarà un incontro con la poetessa Elisa Biagini. Inserito nel ciclo denominato L’ altra Italia – percorsi di poesia contemporanea, la serata di venerdì avrà come protagonista una delle voci più interessanti del panorama letterario nazionale. Tuttora ha pubblicato sei raccolte di poesia (alcune bilingui), fra cui L’ ospite (Einaudi, 2004); Fiato, parole per musica (Edizionidif, 2006) e Nel bosco (Einaudi, 2007). Sue poesie sono tradotte in moltissime lingue e ha partecipato a importanti festival letterari nazionali e internazionali. Ha insegnato negli Stati Uniti ed è anche traduttrice di poesia americana e oltre ad alcune raccolte di poetesse statunitensi contemporanee, ha curato il volume Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006). Insegna scrittura creativa e Storia dell’Arte in Italia e all’estero. Inoltre ha collaborato e collabora con artisti di varie discipline, dalla musica alle performance multimediali. E’ anche lei autrice di installazioni e opere artistico-visuali. Continua a leggere

BILL VIOLA – “Reflections”

Nella pregevole cornice di Villa Panza a Varese, sono appena andato a visitare la retrospettiva di uno dei più interessanti artisti di questi ultimi anni, Bill Viola. Nato a New York nel 1951 è a tutti gli effetti considerato un genio lirico e poetico della “videoespressività”,  avendo sperimentato questa tecnica agli inizi degli anni ’70 insieme a maestri del genere come Bruce Nauman e Nam June Paik. Partito dalla tecnica filmica in formato videotape, via via si è poi evoluto utilizzando sempre tecnologie più sofisticate e futuribili, avvalendosi di autentici specialisti del settore ed entrando in un discorso cinematografico di autentica qualità, per la ricerca della funzionalità e della trasposizione del colore e dell’ impatto emotivo che questo provoca insieme alla costruzione scenica; anche se fermarsi alla molteplicità dell’ analisi cromatica della fotografia è riduttivo, perché questa è soltanto la base di partenza per una “sceneggiatura” dell’ insieme, che trasporta lo spettatore nell’ universo della sua percezione: il tutto per interagire con il fruitore delle immagini e trasportarlo in esse. Allestita dallo stesso artista e dalla moglie Kira Perov, questa mostra è stata pensata appositamente per dialogare con l’ architettura del luogo e la Collezione Panza, splendido luogo di luci e riflessi che Giuseppe Panza ha raccolto fin dagli anni ’50, e il tutto interagisce alla perfezione: stanze, natura, figure.
“Una delle caratteristiche degli esseri viventi – dice Bill Viola – è di possedere molti  io, identità molteplici fatte di momenti contraddittori e capaci di trasformarsi all’ istante (…) Il lavoro dell’ artista mi ha insegnato che il vero materiale grezzo non sono la telecamera e il monitor, ma il tempo  e l’ esperienza stessa, e che il vero luogo in cui esiste l’ opera non è la superficie dello schermo, ma la mente e il cuore della persona che la osserva. E’ là che tutte le immagini vivono”. Non è un caso che i visitatori sono calati all’ interno di un percorso (le videointallazioni sono undici, e ognuna di esse ha bisogno di un ampio “tempo di osservazione” che varia dai dieci minuti alla mezz’ora, in base alla durata del “messaggio”) affascinate, fatto di spiritualità e di energia e dove le tematiche della vita e della morte e della trascendenza, si fondono insieme per giungere alla conoscenza di se stessi. Avendo la capacità di essere dei veri e propri quadri in movimento, ognuno di noi è trasportato all’ interno della sua essenza, esplorando tutto il fenomeno della percezione e della riflessione.  Della prima serie di opere: Reflecting Pool (1977 – 1979)  e  The Darker Side of Dawn (2005),  quelle che mi hanno colpito sono state la serie Transfigurations (2007 – 2008), e soprattutto quella intitolata Three Women,  dove si vedono tre figure femminili (probabilmente una madre con le sue due figlie di varie età), dapprima impercettibili come ombre nel buio, e poi man mano che si avvicinano ai primi piani sempre più distinguibili, fino a che, improvviso, un “confine d’ acqua” le porta alla luce; a questo punto dall’ iniziale bianconero emerge un colore magnifico realizzato con le più avanzate tecniche digitali. L’ emozione è fortissima, come se tutti gli anni delle esistenze roteassero intorno a questo elemento primario come simbolo di transizione fra la nascita e la nostra scomparsa e, successivamente, alla purificazione. Poi si torna indietro, e si ritorna nell’ ombra.

L’ esposizione prosegue sempre intorno alle tematiche esistenziali della dissoluzione e della rinascita e della loro contrapposizione che, in opere come  “Nantes Triptych”  (1992) evidenziano come si “partorisca con dolore” e si muoia in silenzio, mentre nel “mezzo” il liquido amniotico è soltanto un passaggio fra i due mondi. L’ acqua è la nostra necessità permanete, il nostro vero e unico universo dove tutto inizia e tutto finisce, per liberare e ricercare l’ anima, fra tecnologia ed emotività, dimensione interiore e dimensione estetica, raffinata modernità e spiritualità.
Nella mostra è presente anche la celeberrima “Emergence” (2002) dove, attraverso un rallenty quasi “esasperante” e cognitivo, due donne (Maria e Maddalena) piangono un Cristo che lentamente emergerà dalle “acque” del sepolcro ma, l’ illusoria resurrezione, è presto vanificata dal realismo della morte che non lascia scampo. Un omaggio ai grandi capolavori del passato,  realizzato con stupendi colori che ricordano gli affreschi del rinascimento e della tradizione pittorica italiana, idealmente, Bill Viola lo ha dedicato per questa occasione, ai dipinti di Masolino da Panicale  della Collegiata di Castiglione Olona.

Un critico ha scritto che la bellezza dei suoi video è tutta nell’ assenza di retorica, nell’ apparente minimalismo delle inquadrature, nella teatralità raffinata ed elegante che non stanca ma sa intrigare le aspettative dello spettatore, e io aggiungerei: mai banali, con un “effetto sorpresa” che non sa mai di troppa ricercatezza, ma al contrario, seduce e coinvolge, e non stanca mai, anzi, il filmato lo si rivede con piacere.
Anche se non è messa in senso cronologico l’ ultima installazione “The Sleepers, idealmente chiude l’ esposizione perché dei bidoni con dentro  video che riprendono volti di gente che dorme, rappresenta, insieme all’ acqua che li sommerge e che si muove percettibilmente, lo spazio onirico della nostra resa di fronte alla realtà, o quell’ inconsapevole pausa della nostra vita dove esistiamo solo come corpo; forse, il nostro spirito, finalmente è libero di gioire o di fuggire altrove, magari solo per poche ore, perché al risveglio qualcosa di noi deve rimanere, incancellabile, per lasciare qualcosa a chi verrà dopo di noi… “L’ esistenza è una grande avventura creativa, nel segno della comunione tra soggetti che provano a sconfiggere l’ effimero, attraverso la potenza dei segni, dei gesti, tracce che lasciamo dietro di noi, al mondo degli altri”. E se Bill Viola ha lasciato veramente qualcosa, anch’io inizialmente avevo postato alcuni suoi video per farveli vedere, ma siccome erano incompleti, o filmati da appassionati occasionali con semplici videocamere, tutti perdevano almeno del 90% di quel’ effetto fantasmagorico che hanno quando si guardano dal vivo.  Se volete cercarli su youtube potete farlo senza nessun problema, anche per farvi un’ idea, ma il consiglio che posso darvi è quello di non perdervi la prossima volta che questo grande videoartista tornerà in Italia. Vedere per credere… in fondo, quest’anno che rimane in equilibrio attorno alle tematiche della vita e della morte, continua inarrestabile trasformando i giorni in una successione di domande, e le risposte sono sempre nascoste nelle nostre emozioni più profonde, e da cui non possiamo fuggire.

LA TERRA DESOLATA

In un’ atmosfera particolare si è svolto sabato 27 agosto 2011 a Como il reaging della poetessa berlinese Birgit v. Criegern.
Testi sociali, attuali, a volte duri ma, legati insieme da una introspezione e un’ analisi tipicamente femminie.  Versi asciutti e spolpati da ogni orpello manieristico. Delle carezze che sembravano schiaffi
dentro a un tessuto narrativo che non lasciava scampo a nessuna interpretazione personale: la realtà sbattuta in faccia come il pane quotidiano, un pasto amaro e insipido che, morso dopo morso,
affrontava il nostro tempo con lucida introspezione, con la semplicità e il coraggio di una donna dall’ aspetto minuto e dolce
e nello stesso tempo, tenace e combattivo. Sempre in prima linea, per non arretrare mai dalle sue convinzioni, dalle sue battaglie.


Il titolo del reading:  “DAS KALTE LAND”  tradotto letteralmente
“Il paese freddo”, in senso traslato poteva diventare: la terra fredda, un ideale collegamento alla  “Terra desolata”  di Eliot, perché,
questa europa che ci appartiene e che ci vive intorno, schiava del suo benessere e delle sue contraddizioni, rappresenta il luogo e lo specchio
di una generazione troppo occupata a pensare alla sua futilità.
Non è un casuale se guardiamo alle rivolte che hanno devastato le periferie londinesi, perchè i negozi saccheggianti non erano del pane o di generi alimentari, ma degli ultimi cellulari alla moda.

                                                                              
Nelle foto sopra a partire da sinistra verso destra:
il jazzista  Marco Bianchi,
la poetessa  Birgit v. Criegern
e l’ attrice milanese Domitilla Colombo