ARRIVAL – di Denis Villeneuve

arrival-1

L’arrivo di una razza extraterrestre sul nostro pianeta ha da sempre affascinato scrittori e registri di ogni genere, facendoli divagare sempre nelle ovvietà che portavano a scontri apocalittici, o a mostri inimmaginabili, o a derive pericolose riconducibili alla nostra stessa natura guerrafondaia, perché in fondo, se la  paura è di finire come noi stessi abbiamo trattato le culture dell’Africa, dell’Australia o peggio ancora, delle Americhe, allora, questa colpa che ci portiamo dentro, ha una radice radicata negli abissi della psiche umana, e non nello spazio profondo. Non è il caso di “Arrival”, straordinaria pellicola del canadese Denis Villeneuve che cerca di superare i classici filoni della fantascienza con un’idea intelligente, carica di filosofia e poesia, pur mantenendo intatta tutta l’adrenalina e la suspense che una trama di questo tipo deve asservire per coinvolgere lo spettatore.

Continua a leggere

Annunci

BLACK MIRROR – 3 stagione

black-mirror-season-3

Di questa splendida serie televisiva ideata e sceneggiata da Charlie Brooker ve ne ho già parlato: sia della prima stagione che della seconda, autentici capolavori d’intelligenza creativa, autentici specchi della nuova società prossima ventura. Ma se i nuovi specchi dell’era moderna sono quelli dei monitor che ormai circondano la nostra vita, come potremmo regolarci con i nostri sentimenti? Difficile rispondere… ma è proprio inseguendo queste ipotesi, che il critico televisivo inglese, propone degli interrogativi i quali lasciano il segno. La bellezza di questi episodi, sin dagli esordi, è tutta racchiusa nella loro sintesi: tutti autoconclusivi, nello stile dei celeberrimi “ai confini della realtà”, quasi a proseguire quell’eredità importante che ha cambiato per sempre le regole del piccolo schermo legate al colpo di scena finale. Non è casuale che negli anni ’80,  in Inghilterra proseguirono con un’altra serie tradotta in Italia con il titolo “il brivido dell’imprevisto”, in cui, ogni episodio, lasciava sempre lo spettatore con quel senso di smarrimento e di attesa fino all’ultimo minuto: dove si svelava con una sorpresa letale, tutto il gioco della trama. Un po’ come fece prima Alfred Hitchcock in America, e poi, sempre negli Stati Uniti, a varie riprese, fino al 2007, con la messa in onda dei “master of science-fiction”, titolo probabilmente non azzeccato, forse troppo pseudo-documentaristico, perché i bassi ascolti non lasciarono il segno sulla loro programmazione, eppure vi lascio il link del primo episodio intitolato “Una fuga perfetta” perché è assolutamente da vedere, talmente è fatto bene nella sua drammaticità: un capolavoro d’intuizione e suspence, dal risvolto terribilmente psicologico.

Continua a leggere

LES REVENANTS – A VOLTE RITORNANO

les-revenants2

Se dovessi decidere in questo momento cosa mi è rimasto in mente dell’anno appena passato a livello di “movie” (visto anche il mio poco tempo nel passare davanti alla televisione), opterei per questo intelligente serial di produzione francese: “Les Revenants”, trasmesso in chiaro su La Effe (canale 50). La traduzione originaria dalla sua lingua madre equivale a “fantasmi” ma, in realtà, è qualcosa di più, perché a livello letterario potremmo tradurlo come “i ritornati” e, in senso più ampio: i ritornati dall’al di là. I “revenants” erano appunto, nella tradizione medioevale, soprattutto contadina o pagana, coloro che ritornavano dalla morte per un risarcimento dovuto, o per una vendetta personale, o semplicemente per ammonire i “vivi” di eventuali sbagli o di un eventuale pericolo. Credenze che si sono sviluppate in tutte le culture dando origine alle varie tipologie di morti viventi, zombi, spettri, oscure figure, fino ad arrivare al vampiro classico che doveva nutrirsi del sangue o della carne di chi era ancora in vita, proprio per continuare la sua”forma di esistenza”. In realtà questa superstizione era radicata nella mente degli uomini fin dalla notte dei tempi, a tal punto che l’occidente cristiano cercò di censurare a tutti i costi questa credenza attribuendola al demonio.

Continua a leggere

INTERSTELLAR – di Christopher Nolan

interstellar

Christopher Nolan è sostanzialmente un ragazzo fortunato oltre che un talentoso regista; non è casuale che il suo esordio cinematografico avvenuto con Following e successivamente con Memento, lo hanno subito proiettato per l’originalità delle sceneggiature (del fratello Jonathan tra l’altro) nella sfera gravitazionale di Hollywood, inanellando una serie di successi straordinari: InsomniaThe Prestige; la trilogia dove ha riscritto la figura di Batman, realizzando con Il cavaliere oscuro, una delle più interessanti trascrizioni di questo personaggio. Una trascrizione in chiave moderna che, se anche debitore dai fumetti di Frank Miller, si è rivelata basilare per la sua carriera, proseguita poi con il suo film più bello: Inception, dove i meandri del sogno si rivelarono angoli prolifici per ambientare una trama atipica, contorta, a tratti fantasiosa e a tratti ricercata, quasi a far coincidere dentro ad una storia originalissima, noir realtà surreali. L’ossimoro è dovuto perché, ogni sua trascrizione o adattamento, o produzione in senso lato, hanno da sempre sfruttato idee nuove e avvincenti al tempo stesso, viaggiando sempre sul confine indefinito fra l’immaginazione e il quotidiano che la genera.
Per tutto questo e altro ancora, essendo io stesso un appassionato di fantascienza, ho atteso la sua ultima fatica: Interstellar, con un’ansia contagiosa, sicuro di ritrovarmi di fronte all’ennesimo capolavoro e ad un’altra bellezza, tutta da seguire; attesa però delusa dalla visione del film stesso che, secondo il mio parere, presenta numerose forzature all’interno di un percorso non facile d’accordo, il quale, per la struttura completa di una vicenda così intrigante, forse, doveva seguire delle carte “interstellari”, diciamo così tanto per rimanere in tema, più alternative. Continua a leggere

SENTINELLA di Fredric Brown

la sentinella 2

Proprio prima delle ferie parlavamo con i miei amici di quelle antologie  che negli anni ’70/’80, per gli Oscar Mondadori, uscirono raggruppando i migliori racconti del genere fantascientifico e non (nel “non” sono intesi anche il “giallo”, il “noir” e “l’alternativo”). Così mi è venuta la voglia di andare a cercare ancora qualcosa di questo tipo, Continua a leggere

AFTER.LIFE – dentro al mistero della vita e della morte

after_life05

Sempre in tema di film particolari, questo After.Life del 2009, opera prima della regista polacca Agnieszka Wòjtowicz-Vosloo, lo ritengo un thriller psicologico veramente interessante, il quale, s’inserisce nella difficile tematica della vita e della morte, con la costruzione di una trama alquanto particolare e di una sceneggiatura decisamente inquietante.

after_life02
La storia inizia con il difficile rapporto di Anna e Paul, infatti, dopo una lite, lei fugge in automobile in preda al nervosismo e viene coinvolta in un incidente mortale. Si “risveglierà”, per così dire, all’interno della camera mortuaria di un impresario di pompe funebri: Eliot, il quale le spiegherà che possiede delle doti paranormali e può comunicare con i morti, per aiutarli a capire il difficile momento del trapasso e condurli alla sepoltura in pace con se stessi. In realtà il dubbio che assale lo spettatore è che invece Eliot sia un pazzo psicopatico, Continua a leggere

LASCIAMI ENTRARE di Tomas Alfredson

lasciami entrare4Qualche anno fa organizzai a Como un ciclo sui vampiri, non tanto perché sono un appassionato del genere orror, anzi, questo filone cinematografico non mi ha mai attirato più di tanto, salvo qualche classico, così come in letteratura, però la mia curiosità cadde sul fatto che questi esseri leggendari, puntualmente, tornavano sempre di moda, spesso raccontati da scrittrici donne:  Stephenie Meyer, Anne Rice, Laurelle K. Hamilton, Charlaine Harris, Tanya Hoff, Collen Gleason, Lisa Jane Smith, e la lista potrebbe continuare, non a caso la fama del vampiro, chiamato anche il “mostro seducente”, ha da sempre affascinato la figure femminili, e oltre a una punta d’invidia per queste ragazze che in maniera molto suadente porgevano il loro collo al sopracitato personaggio con i brividi della sensualità, mi ero chiesto il perché di tale successo, e di conseguenza era necessaria una ricerca storico-sociologica attraverso la leggenda, la letteratura appunto, la filmografia, l’ironia e la mutazione che il vampiro stesso ha subito in questi ultimi anni: dall’incarnazione delle nostre paure al quasi eroe salvifico calato nella quotidianità. Così quando dovetti scegliere un film che lo rappresentasse, invece che i soliti triti e riciclati, scelsi di proiettare questo bellissimo “LASCIAMI ENTRARE”  (del 2008) dello svedese Tomas Alfredson, tratto dal romanzo di John Ajvide Lindquist (questa volta uomo) autore anche della sceneggiatura.

lasciami entrare1
Sostanzialmente in questa pellicola la figura del vampiro (vampira in questo caso, rappresentata da un’adolescente dodicenne), è solamente una metafora per parlare del disagio giovanile dei figli di genitori separati e della loro solitudine. Il film è un’opera poetica straordinaria che miscela sapientemente tutti i risvolti classici legati alla mitologia dei non-morti con le problematiche sociali di una civiltà industrializzata.

La storia si svolge in un paesino della provincia svedese, durante il periodo invernale con le sue poche ore di luce. Protagonista è un timido ed emarginato adolescente: Oskar, Continua a leggere