L’anima del rock’n’roll

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Subito dopo la scomparsa di un grande poeta come Derek Walcott, ci ha lasciato anche Chuck Berry, reso immortale più che dalle sue celeberrime canzoni, dall’immaginario che si era costruito intorno a lui. Considerando il fatto che l’eredità del rock’n’roll, nonostante l’assioma con tanti altri artisti degli anni ’50: da Big Joe Turner a Bo Diddley, da Little Richard a Elvis Presley, o altri grandi interpreti come Bill Haley o Jerry Lee Lewis, si era formata proprio con le sue memorabili performance: i ritmi forsennati che nacquero da quelle chitarre elettriche, ci hanno lasciato un’eco che dura tutt’ora e hanno impregnato l’aria di una sonorità che ha sconvolto il mondo. Probabilmente la parola “sconvolto” potrebbe far sorridere molti lettori, ma io sono convinto che la vera rivoluzione del ‘900 è stata proprio questa, soprattutto per l’impatto mondiale che si è protratta su un’infinita serie di generazioni giovanili e non solo, cambiando la società.

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Da un poeta a un altro

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Tutti quelli che continuano a citare il ritornello: “anno bisesto-anno funesto”, probabilmente hanno ragione, perché se metto in file tutte le morti illustri di questo 2016 mi vengono i brividi, soprattutto nel mondo della musica. Se per un’ironia della sorte è stato dato il Nobel a Dylan, dall’altra parte c’è stata una falcidia di nomi veramente da non credere. Per ultimo proprio Leonard Cohen: un’altro poeta prestato alla canzone d’autore.
Di lui potremmo versare fiumi d’inchiostro, perché oltre alla pubblicazione dei suoi dischi, ha pubblicato molte raccolte di liriche veramente emozionanti,  veramente uniche. Bisognerebbe fare un post chilometrico per riuscire a delineare una personalità come la sua. Però, come spesso succede, a volte, basta una frase per circoscrivere un sentimento, per sottolineare un’idea di vita

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UNA STRISCIA NERA SUGLI AEROPLANI JEFFERSON

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Andando avanti di questo passo rischio di trasformare questo blog in un necrologio continuo, ma come si fa a non parlare della scomparsa di Paul Kantner, fondatore di quel gruppo: i Jefferson Airplane, divenuti a loro modo l’icona di una generazione? Avevo già parlato di loro in un post di qualche anno fa inserito nella serie “musica estiva“, proprio per le loro potenzialità straordinarie, legate forse a quella “estate dell’amore” poi mitizzata come sempre per tramutare un marchio in business. In realtà la grandezza dei Jefferson era legata all’incredibile unione dei componenti: Jack Casady, Jorma Kaukomen, Marty Balin, Spencer Dryden, la splendida Grace Slick e appunto Paul, colui che li aveva messi insieme.

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DESPERADO

Non sono mai stato un fans diretto degli Eagles, perché ritenevo troppo leccatina la loro ricerca musicale, però bisogna riconoscere l’importanza mediatica che hanno suscitato nell’immaginario americano. Autori di hit memorabili, nello stesso ambiente  rappresentavano l’essenza del business e di come si possa costruire una carriera con una pianificazione specifica (chiedete a Jackson Browne…). Ora, che il loro fondatore Glenn Frey ha scelto di proseguire il volo delle aquile, mi viene da pensare che, se l’inizio di quest’anno debba proseguire con questa cadenza, allora, bisogna davvero essere “desperadi”. Un saluto doveroso anche a Glenn… Un brindisi !

EROE PER UN GIORNO EROE PER SEMPRE

Purtroppo è notizia di oggi ma ci ha lasciato anche David Bowie. In fondo, si può essere vicini o lontani dalla sua ricerca musicale ma, si deve riconoscere che la sua figura è stata importantissima per l’evoluzione del rock  di questi ultimi 50 anni. Grande interprete, grande carisma, grande impatto visivo; i suoi personaggi rimarranno nella nostra memoria senza scomodare le stelle; la trasposizione sonora di grandi capolavori della letteratura nelle sue opere, non ha eguali nel circuito internazionale, se non in altri pochi casi. Artista visuale, produttore, trasformista, attore di se stesso e in alcuni casi anche sul grande schermo, la sua figura è diventata un’icona proprio perché la gente come noi ha bisogno di eroi per continuare a vivere. Eroi comuni, per ogni giorno, per tutti i giorni, perché almeno si ha qualcosa in cui credere, qualcosa in cui ci può riconoscere per gioire, per pensare, per vivere un attimo di sana rabbia o di dolce poesia. Poi, è sempre così, si può essere eroi per un giorno o per sempre, ma la vita continua perché le opere di un artista non moriranno mai, e come tali, continueranno dentro la nostra inesauribile memoria.

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