QUANDO LA CULTURA NON SI FERMA…

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Se in questi mesi sono mancato, lasciando libero il locale agli avventori, è perché mi sono dovuto dedicare al progetto di cui sopra: “MAI LA PAROLA RIMANE SOLA – 40 anni fra poesia e cultura”, che vuole festeggiare i 40 anni di attività del Gruppo Letterario Acàrya, un’associazione culturale della città di Como nata nel 1977, per il merito di un nugolo di appassionati di poesia, i quali, nel corso degli anni, hanno raccolto sempre maggiori adesioni ampliando la proposta contaminando l’attività letteraria con altre espressività artistiche; ma soprattutto, facendo dell’amicizia fra i suoi componenti, il valore principale  su cui basarsi.
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AMORE MENO ZERO di Stefano Rizzo

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Sull’onda lunga del Nobel a Dylan diventa quasi obbligatorio parlare di questo romanzo di Stefano Rizzo, pubblicato da Mincione Editore, di cui, dal poeta statunitense, più che un debito relativo al titolo stesso, rientra in un gioco di rimandi e di continui intrecci interpretativi, proprio come la canzone stessa: “Love minus zero / No limit”.
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Bob Dylan e il Premio Nobel

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Essendo questo un blog (o un bar) dove si parla di musica e di poesia, non potevo esimermi anch’io dal parlare del Nobel assegnato a Dylan, che premetto, mi dato un piacere immenso, soprattutto per il carattere simbolico che assume e per quella linea di confine che, finalmente,  è stata superata. Ma, bisogna fare una premessa necessaria: bisogna credere ancora alla valenza di questo riconoscimento? Perché è sempre il solito discorso: i detrattori che ieri o l’altro ieri (il riferimento va anche a Dario Fo) hanno accusato gli accademici svedesi di aver dato troppa importanza a un qualcosa estraneo alla letteratura, sono degli ipocriti, perché al Nobel o ci si crede sempre o non ci si crede affatto, e se qualcuno esulta per un suo autore preferito o riconosce il valore culturale di una scelta, lo deve fare anche quando un personaggio non è nella cerchia delle sue preferenze, anche se sono lontane dai suoi territori di competenza: basta leggerlo e capirlo, o al limite informarsi degnamente e non sparare cazzate senza senso.

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TANTO PER AVERE LA TESTA NEL PALLONE

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Quando nel 1997 lessi questo libro di Galeano, fondamentalmente ebbi la conferma di ciò che si sapeva  da tempo, eppure, attraverso queste pagine si ritrova a pieno titolo lo specchio della nostra società, soprattutto quella italiana, qui descritta impietosamente attraverso la passione del football, ma nello stesso tempo, corrotta fino allo spasimo, nonostante, dopo lo scandalo scommesse datato ormai 1980 (o giù di lì), qualcuno pensava (o lo pensa ancora) ad una redenzione degli immacolati della purezza. Tra l’altro, l’avvento di Berlusconi, che dopo il calcio aveva ormai invaso anche la politica, è qui descritta in maniera reale quanto profetica, tanto per citare il marciume che di lì a poco sarebbe venuto a galla senza nessuna remissione. Continua a leggere

CIO’ CHE DIO UNISCE di Sacha Naspini

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Mi piacciono sempre quegli editori alternativi come questo Piano B per esempio, che hanno il coraggio di pubblicare romanzi diversi dal solito cliché modaiolo. Ciò che Dio unisce di Sacha Naspini infatti, è un libro diverso, non tanto perché parla di un matrimonio, anzi della prima notte degli sposi, in maniera grottesca, ma perché riesce a entrare in maniera originale: a tratti con il gusto del divertimento, e a tratti con un ironia devastante, in quelli che sono, non tanto i rapporti di coppia, ma i difetti in cui la coppia irrimediabilmente non riesce a superare, le caratteristiche opposte nella maniera di vedere anche un piccolo dettaglio, sia da parte femminile che maschile, e nell’impossibile raggiungimento di un equilibrio che la differenza dei sessi, non riuscirà mai a coniugare, o perlomeno a capire. Se poi a tutto questo aggiungiamo degli amici burloni in vena di piccole vendette e invidie altrettanto piccole, allora, il gioco è fatto… e mi dispiace ma, non avrete scampo.
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ANCHE QUESTA E’ MEMORIA

 

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On The Rocks – Letteratura necessaria

 

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Venerdì sera, 23 gennaio, presso la sede del Gruppo Acàrya di Como,  si è tenuta una serata sul giorno della memoria che è voluta andare al di là della retorica con cui solitamente vengono gestite queste rappresentazioni, anzi, ha integrato nel suo insieme tutta la presentazione con una multimedialità interessante fra poesia, letteratura e musica, coordinata dal poeta Francesco Maria Gottardi.

Si è iniziato presentando il libro dei giornalisti  Giovanna Caldara e Mauro Colombo dedicato alla storia della comasca Ines Figiniclasse 1922, scampata all’esperienza dei campi di sterminio. La sua è una storia che andava raccontata e che possiede un aneddoto bellissimo che poi è alla base di tutto il racconto, autentico, il quale inizia nell’adolescenza della protagonista.
Ines, infatti, era una ragazzina esuberante, sicura di se stessa, intraprendente, al contrario delle sue sorelle più timide e riservate; non è casuale che la loro madre non si preoccupava se la piccola si allontanava da casa, mentre faceva il contrario per le sue altre figlie. Proprio per questa differenza in giorno Ines incuriosita chiese alla mamma perché non la aspettava mai quando mancava dalla loro abitazione, mentre si preoccupava tantissimo per le sue sorelle, ebbene, la risposta della madre fu: “perché tanto io so che tu torni sempre”. Continua a leggere

PRIMA CHE ARRIVI L’URAGANO di James Lee Burke

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Questo libro non l’ho scelto a caso, perché nonostante sia stato scritto da James Lee Burke nel 2006 e pubblicato in Italia da Meridiano Zero nel 2008, conserva nel titolo: Prima che l’uragano arrivi, tutta la potenza di una metafora inquietante e bellissima al tempo stesso, anche perché, dal mio punto di vista, per iniziare a intraprendere una lunga serie di recensioni musicali, bisogna per forza scomodare l’uragano, e questo libro ne è la splendida conferma. Continua a leggere