CAR SEAT HEADREST – Twin Fantasy (Face to Face)

car-seat-headrest-TwinFantasy_packshot

A volte lasciarsi andare fa bene, soprattutto in un’estate magra di uscite e di novità per niente eccezionali. Per questo motivo la ripubblicazione di questo “Twin Fantasy”, che potremmo definire un “remake” o meglio ancora un “remaster”, fortemente voluto da Will Toledo, il quale, con i suoi Car Seat Headrest, lo riporta in auge, con una vera e propria dichiarazione d’intenti definendolo uno dei suoi lavori più amati, scritto e autoprodotto all’età di 19 anni e ora rivisitato a 25 sotto l’etichetta della Matador.
Questo ragazzo è sostanzialmente quello che potremmo definire un genio precoce, e il tempo deciderà se come un novello Rimbaud sarà stato un artista che si è bruciato troppo in fretta, o a tutti gli effetti, potenzialmente, diventerà uno dei rocker di punta della nuova scena americana. Anche se ora questa domanda non ci interessa perché il futuro può aspettare. Il presente rappresenta la spontaneità miscelata dentro a un calderone di suoni, sempre a metà fra la freschezza dell’adolescenza e la consapevolezza dell’età adulta, giusto per riprendere le redini del rock’n’roll e riproporlo alla sua maniera: tutto in una volta, perché il tutto è già stato creato e, rimetterlo insieme, fa parte dei sogni di chi vuole crescere con la musica che ha sempre ascoltato.

Continua a leggere

Annunci

FATOUMATA DIAWARA – Fenfo

fatoumata diawara-fenfo

Giusto per rimanere nelle terre africane, e creare il giusto passaggio fra sonorità etniche e ritmi occidentali, un album che ho ascoltato molto quest’estate è l’ultimo lavoro di Fatoumata Diawara, anche se dire “ultimo” è un eufemismo, perché di fatto è il suo secondo lavoro solista. Questa venere nera del Mali sostanzialmente si è diversificata collaborando con innumerevoli artisti internazionali, è anche attrice, musicista, ballerina, attivista e da anni impegnata per mettere in evidenza la condizione femminile del suo pese d’origine, da cui è dovuta fuggire, ma che le ha permesso d’inseguire i suoi sogni, realizzandosi pienamente.

Continua a leggere

SABA ANGLANA -Ye Katama Hod / The Belly of the City

saba-anglana-copertina-album

Era il 1993, in tempi non sospetti, quando, insieme al Gruppo Letterario Acàrya di Como, organizzammo un ciclo di eventi denominato “LE TRACCE DELL’ARCOBALENO – Le culture che ci vengono incontro”, dove si analizzavano tutti i retroscena artistici derivati dalle masse migratorie che subentravano in paesi altri. Naturalmente partimmo dagli Stati Uniti, nazione madre di tutte gli emigranti, per poi arrivare in Europa e in Italia, sottolineando come, la fusione di culture diverse potesse generare sviluppi sorprendenti, soprattutto legati alle varie espressività creative. La musica in questo caso è sempre un esempio straordinario per evidenziare le ragioni di un melting pot sempre vincente nella miscellanea di stili che esaltano le originalità di un prodotto, e la cantante italo-somala Saba Anglana rappresenta l’incarnazione di queste bellezze e di come, due terre così apparentemente distanti, possano fornire la genesi di un mondo veramente fascinoso.

Continua a leggere

GYPSY SUN REVIVAL – Journey Outside of Time

gypsy sun revival

Non so se qualcuno di voi si ricorda le vicende che hanno portato sulle scene i Quicksilver Messenger Service. Il fondatore della band, lo songwriter Dino Valenti, che era sostanzialmente il frontman del gruppo, venne incarcerato prima che pubblicassero il loro primo album, dando così ambia libertà ai due chitarristi: John Cipollina e Gary Duncan, i quali, pur non essendo dei compositori d’eccezione, erano dei performer pazzeschi. Non è casuale che la loro leggenda è conosciuta proprio per l’esecuzione delle jam che li consacrarono come un mito (anche se defilato) dell’epopea psichedelica dei sixties, proprio perché, ritornato nell’organico il sopracitato “malfattore”, imponendo il suo cliché, snaturò quella libertà creativa che i due alfieri delle sei corde avevano così anarchicamente improvvisato, costringendoli nei recinti di un forma canzone per niente adatta al loro modo di suonare, finendo per impoverirli fino a smontare il blasone del loro marchio. Non mi dilungo perché ci sarebbe da parlare ancora più dettagliatamente, ma questo riferimento era necessario perché questi Gypsy Sun Revilval, provenienti dal Texas, sono adatti al paragone descritto per il semplice fatto che il loro cantante, un certo Mario Rodriguez, prende troppo il sopravvento sui suoi comprimari, considerando che la chitarra di Will Weise e il basso di Lee Ryan, sono due cavalli di razza dalla bravura altrettanto pazzesca, e a mio avviso potrebbero incendiare tutte le pianure di questo pezzo degli States, se non avessero le briglie al collo, all’interno di una band dalle potenzialità enormi.

Continua a leggere

BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB – Wrong Creatures

BRMC-wrong-creatures

Quando inaspettatamente ti ritrovi fra le mani un album di una bellezza sconvolgente, la sorpresa è piacevolmente destabilizzante, nel senso che ti assale una gioia interiore così contagiosa, da farti esclamare quanto il rock’n’roll sia veramente una dolce ossessione, o se vogliamo esagerare, l’esplosione dell’amore paragonabile alla forza che genera la vita. Un boato che ti ringiovanisce, ogni volta, come una boccata d’aria dopo una lunghissima apnea, o un sorso d’acqua freschissima nel mezzo della canicola estiva. Non è roba da tutti i giorni ma, quando capita, è sicuramente salutare.
Certo, probabilmente sto esagerando, eppure, in un presente dove l’appiattimento dei valori è diventato la norma, anche un disco al di sopra della media, risulta un prodotto di notevole fattura e come tale, va registrato, col sorriso fra le labbra !

Continua a leggere

DAVID BYRNE – American Utopia

david-byrne-american-utopia-1

Un tempo la Terra era popolata da giganti, personaggi mitici che da soli scrivevano la storia del mondo e la plasmavano a loro piacimento. Dei e semidei pronti a generare sapienza e creatività da regalare agli umani, quasi a fondersi insieme, creando un ibrido dove, l’arte e la voglia di vivere, erano una sorta di dono millenario simile al fuoco, o alla ruota, o meglio ancora a quell’emozione che avvicinava un mortale alle soglie di un ipotetico paradiso. C’erano anche degli scontri fra titani ma, quest’idee contrapposte generavano a loro volta altra creatività che fecondava infiniti territori inesplorati, come se anche il sangue fosse necessario per concimare un giardino, e non un campo di battaglia. Non so se potremmo chiamarla età dell’oro o kritayuga, o più semplicemente nuovo rinascimento che, periodicamente, ritorna in una sorta di ciclo vitale necessario all’esistenza, ma sta di fatto che questi esseri hanno scritto una mitologia ormai legata ad un’idea d’eternità minima, molto vicina a noi, tanto l’abbiamo vissuta.

Continua a leggere

I MIGLIORI DISCHI DEL 2017 per il Sourtoe Cocktail Club

i migliori album del 2017-2-doc

i migliori dischi live del 2017-immagine

I MIGLIORI ALBUM DEL 2017

GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR – Luciferian Towers
THE DREAM SYNDICATE – How Did I Find Myself Here?
ALGIERS – The Underside of Power
ROBERT PLANT – Carry Fire
CHUCK PROPHET – Bobby Fuller Died For Your Sins Out Now
NADINE SHAH – Holiday Destination
LORDE – Melodrama
MELANIE DE BIASIO – Lilies
EMIDIO CLEMENTI / CORRADO NUCCINI – Quattro Quartetti
DA CAPTAIN TRIPS – Adventures in the Upside Down
FLAT WORMS – Flat Worms
LCD SOUNDSYSTEM – American Dream
GROUP DOUEH & CHEVEU – Dakhla Sahara Session
TAMIKREST – Kidal
SAMSARA BLUES EXPERIMENT – One With the Universe
MYTHIC SUNSHIP – Land Between Rivers
ROGER WATERS – Is This the Life We Really Want?
DUKE GARWOOD – Garden of Ashes
LAURA MARLING – Semper Femina
ZIMPEL / ZIOLEK – Zimpel Ziolek

MIGLIORI DISCHI LIVE

GIOBIA – Live Freak Valley
KING CRIMSON – Live in Chicago

MIGLIOR RISTAMPA

GERMAN OAK – Down In The Bunker

MIGLIOR RISTAMPA INEDITA LIVE

JACO PASTORIUS – Truth, Liberty & Soul… Live in NYC

***********

Anche per il 2017 ho redatto una classifica dei migliori album pubblicati, cercando di raffigurare stili e correnti diversi, nonostante siano sempre i miei gusti personali e i miei ascolti a prendere il sopravvento, ampliando per quest’anno la proposta inserendo i migliori live e la miglior ristampa. Chiaramente, la mia è una classifica trasversale, nel senso che non ho tenuto conto delle proposte della critica ufficiale, o del mercato discografico, perché nonostante ritorni importanti come quello dei The War on Drugs o dei The National si siano inseriti nelle liste annuali, io preferisco proposte meno pop e soprattutto più creative e più alternative, d’altro canto, album sperimentali come quello degli Yowie: “Synchromysticism”, sicuramente eccezionale e interessante, l’ho ritenuto troppo esagerato nella sua evoluzione, perché arrivare alle fine dell’ascolto è stato molto difficoltoso. Sostanzialmente, un disco dev’essere anche un piacere per le orecchie e per l’anima. Non è casuale che il secondo lavoro del britannico King Krule: “The OOZ”, premiato dalle riviste del settore, è stato secondo me sopravvalutato sulla scia del suo bellissimo esordio del 2013, che allora inserii nella mia lista di quell’anno. Ma si sa, i gusti sono sempre diversissimi, e ognuno di noi potrebbe stilare una sua classifica, sindacandola in ogni sua forma. Questa è la mia: tutti sullo stesso piano, senza distinzioni di podio, con gli abbinamenti necessari al mio locale e alla musica diffusa che ascolterete sempre fra queste mura. I miei clienti lo sanno…
Bona lettura e buon ascolto !

Continua a leggere