I MIGLIORI DISCHI DEL 2018 per il Sourtoe Cocktail Club

i migliori dischi del 2018

i migliori dischi del 2018-live

I migliori dischi del 2018
per il Sourtoe Cocktail Club

Amgala Temple – Invisible Airships
Anna Calvi – 
Hunter
Anna von Hausswolf – Dead Magic
Cloud Nothings – Lass Building Burning
Daughters – You Won’t Get What You Want
Esben and the Witch – Nowhere
Idles – Joy As Act of Resistance
Jjuujjuu – Zionic Muld
Julia Holter – Aviary
Kaanan – Windborne
Loma – Loma
Lonnie Holley – MITH
Mien – Mien
Mythic Sunship – Another Shape of Psychedelic Music
Rolling Blackouts Coastal Fever – Hope Downs
The Beths – Future Me Hates Me
The Liminanas – Shadow People
The Messthetics – The Messthetics
The Soft Moon – Criminal
Weedpecker – III

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Car Seat Headrest – Twin Fantasy  –  (miglior reinterpretazione)
King Crimson – 
Live in Vienna  –  (miglior concerto live)
The Dawarfs of East Agouza – Rats Don’t Eat Synhesizers  –  (miglior performance)
Ty Segall – Fudge Sandwich  –   (miglior disco di cover)

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Come tutti gli anni vi lascio la playlist (in rigoroso ordine alfabetico), di quelli che per me sono i 20 dischi migliori del 2018, anche se nel contesto generale non ci sono state delle uscite eclatanti. Proprio per questo, nella media, sono andato a pescare nella psichedelia-rock, che sostanzialmente è il mio genere preferito, anche se come sempre, ho cercato di variegate la proposta dentro a stili diversi, dal folk all’industrial, giusto per premiare l’impegno di artisti intelligenti. Non è casuale che le mie scelte vogliono evidenziare autori o band, magari di nicchia, ma con delle ricerche creative interessanti, e in alcuni casi anche innovative. Chiaramente il tutto è come sempre accompagnato dagli ottimi cocktail di questo locale, i quali, oltre all’essenza di aromi e profumi che li contraddistinguono, si accomunano all’album prescelto con la loro valenza metaforica legata al significato delle categorie descritte.

Eccovi servita la lista disco per disco

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PILLOLE DI SALAME – Part. 8: musica per cuori solitari

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Bernardo Bertolucci disse che la solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista, decidete voi a seconda delle situazioni da che parte stare.
La musica però è un pianeta diverso che riflette tutti i nostri stati d’animo, ed è giusto avere le priorità se ascoltarla da soli o in compagnia. D’altronde, come diciamo sempre, è una questione individuale dovuta a un particolare momento della nostra vita, o in maniera più semplice, ai desideri di una singola giornata.
Buon ascolto…

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il viaggio continua…

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PILLOLE DI SALAME – part. 7: musica per cuori irrequieti

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Arrabbiatevi pure, incazzatevi con chiunque vi viene a tiro: litigate, scatenatevi ma, gioite quando il ritmo della musica vi sconvolgerà l’anima, quando il volume inizierà a martellare per raggiungere un’estasi personale vicino all’apogeo di tutte le emozioni. Non ci sono numeri che stabiliscono il metro di giudizio per un cuore irrequieto ma, dischi personalismi, i quali, nella loro dimensione dall’alto tasso alcolico, emergono fra tutti proprio per accendere la miccia della vostra ribellione interiore, e non si fermano al semplice primo ascolto: continuano imperterriti fino a incendiare tutto ciò che vi gira intorno.

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PILLOLE DI SALAME – part. 6: musica per cuori appassionati

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Riprendiamo questo giro di aperitivi con delle pillole legate a delle  passionalità di vario genere, in cui la musica, dolce o arrabbiata, fresca o ricercata, è sempre vicino a un’idealizzazione dell’amore, e l’amore si sa, porta gioie e dolori: ventate di entusiasmo o solitudini infinite. Come si dice sempre la bellezza dell’arte consiste nel dare libero sfogo alle fasi creative di ognuno, e la sua completezza immaginifica ci risuona dentro in un continuo gioco di emozioni. La ricerca del bello e dell’impossibile non è una semplice canzone, ma una fase fortunata della vita in cui siamo veramente liberi.

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 il viaggio continua…

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PILLOLE DI SALAME – part. 5: musica per cuori viaggianti

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Tanto per ribadire quello che avevo già detto nelle puntate precedenti, il titolo “pillole di salame” è una scelta ironica derivata da un vecchio film, il quale sosteneva che  in un futuro prossimo venturo, avremmo mangiato soltanto pillole, e chiaramente, per chi vorrebbe ancora delle pietanze nostrane (aggiungo io), ci  saranno anche le pillole dei contadini. Sta di fatto che un excursus veloce sulle uscite musicali di quest’anno, non poteva che essere fatto a piccole dosi, utilizzando sempre il sorriso per non prendersi troppo sul serio, perché in fondo, se un suono di chitarre elettriche o le percussioni della base ritmica, sono alla base della nostra passione, allora, perché non scegliere quel poco di buono pubblicato quest’anno?  Diviso ancora in quattro parti, inizieremo con un brevissimo giro per il mondo, pizzicando qua e là, come se un aperitivo fosse lì ad aspettarci insieme al viso pulito di una bella ragazza e, tra un sorso e l’altro, la degustazione è assicurata.

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Partiamo allora…

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CAR SEAT HEADREST – Twin Fantasy (Face to Face)

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A volte lasciarsi andare fa bene, soprattutto in un’estate magra di uscite e di novità per niente eccezionali. Per questo motivo la ripubblicazione di questo “Twin Fantasy”, che potremmo definire un “remake” o meglio ancora un “remaster”, fortemente voluto da Will Toledo, il quale, con i suoi Car Seat Headrest, lo riporta in auge, con una vera e propria dichiarazione d’intenti definendolo uno dei suoi lavori più amati, scritto e autoprodotto all’età di 19 anni e ora rivisitato a 25 sotto l’etichetta della Matador.
Questo ragazzo è sostanzialmente quello che potremmo definire un genio precoce, e il tempo deciderà se come un novello Rimbaud sarà stato un artista che si è bruciato troppo in fretta, o a tutti gli effetti, potenzialmente, diventerà uno dei rocker di punta della nuova scena americana. Anche se ora questa domanda non ci interessa perché il futuro può aspettare. Il presente rappresenta la spontaneità miscelata dentro a un calderone di suoni, sempre a metà fra la freschezza dell’adolescenza e la consapevolezza dell’età adulta, giusto per riprendere le redini del rock’n’roll e riproporlo alla sua maniera: tutto in una volta, perché il tutto è già stato creato e, rimetterlo insieme, fa parte dei sogni di chi vuole crescere con la musica che ha sempre ascoltato.

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FATOUMATA DIAWARA – Fenfo

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Giusto per rimanere nelle terre africane, e creare il giusto passaggio fra sonorità etniche e ritmi occidentali, un album che ho ascoltato molto quest’estate è l’ultimo lavoro di Fatoumata Diawara, anche se dire “ultimo” è un eufemismo, perché di fatto è il suo secondo lavoro solista. Questa venere nera del Mali sostanzialmente si è diversificata collaborando con innumerevoli artisti internazionali, è anche attrice, musicista, ballerina, attivista e da anni impegnata per mettere in evidenza la condizione femminile del suo pese d’origine, da cui è dovuta fuggire, ma che le ha permesso d’inseguire i suoi sogni, realizzandosi pienamente.

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