NEIL YOUNG & CRAZY HORSE – Colorado

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Ci sono artisti che sono imprescindibili per la propria vita: per affinità emozionali, per coincidenze musicali, per vissuti personali, per orizzonti immaginati, per schitarrate che ti senti dentro e altro ancora. Ecco che il Neil Young elettrico, e sottolineo “elettrico” (!!!), proprio con i fidati Crazy Horse: compagni di un’esistenza, è stato, anzi, sono stati coloro che mi hanno sconvolto l’anima da ragazzo e non si sono più fermati, nonostante l’evoluzione del rock, fra punk, new wave, funky e avanguardia. Ogni volta che i “cavalli pazzi” ritornavano sulle scene, personalmente entravo in fibrillazione ascoltando quelle lunghe cavalcate cariche di elettricità e di vibrazioni.

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini solidali

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Non fasciamoci troppo la testa, esistono anche i vicini solidali, quelli simpatici, quelli che finalmente hanno un briciolo d’intelligenza e con cui parliamo volentieri, perché in fondo la vita ci offre sempre delle belle sorprese, anche inaspettate. Così ci può capitare che un vicino, il quale credevamo fosse vivo culturalmente, invece risulterà proprio il contrario, mentre un’altro a cui non davi nemmeno un cent, ti potrà sorprendere piacevolmente. Alla fine quello che conta è un bel sorriso e quella gentilezza che nella solidarietà più rispettosa, dimostra che la qualità migliore di tutte, è proprio l’altruismo. Magari di una bella ragazza, come una bella canzone…

musica per vicini solidali-incipitConcludiamo questo breve giro di aperitivi musicali, con qualcosa di più vicino a noi, riguardante delle uscite italiane significative, perché anche dietro l’angolo di ogni giorno, esiste un mondo da scoprire.

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini pericolosi

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Viviamo in un mondo dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e spesso, non ci rendiamo conto se il nostro vicino è una brava persona o un assassino seriale, o forse, sto guardando troppa televisione piena di omicidi e di risvolti noir. Per fortuna che l’horror non è il mio genere, altrimenti con questa inflazione di film sempre densi di immagini splatter la situazione peggiorerebbe. E allora perché vanno di moda questi generi? Forse perché le aspettative del pubblico si concentrano sopra un’ora di ansia esasperata, per poi sincerarsi di essere protetti dalle mura della propria casa. In fondo, chi di noi non ha provato una certa tensione variabile fra l’eccitazione e lo sbigottimento, quando trasmettono in diretta riprese che registrano una catastrofe? E quando seduti tranquillamente sul nostro divano guardiamo morbosamente una morte in diretta sicuri che a noi non capiterà mai…. Un momento, stanno suonando alla mia porta, ma chi mi cerca a quest’ora della notte?

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Anche la musica non è immune ad atmosfere che acuiscono il momento di emozioni prossime al delirio, o alla tensione, o proprio alla paura, in una sorta di passaggio medianico fra un mondo e l’altro. E giusto per non farci mancare niente, entriamo nelle stanze buie di un 2019 oscuro e inquietante… Buon ascolto (!)

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini curiosi

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Avete ragione, di vicini curiosi ce ne sono fin sopra i capelli, ed è difficile difendersi. Poi, se vogliamo vedere, oggi come oggi, la tanto decantata privacy è solo un miraggio lasciato nei retroterra del passato. Non è casuale che Andy Warhol disse la famosa frase in cui ognuno di noi in un ipotetico futuro avrebbe avuto i suoi 15 minuti di popolarità, e ora, che questo futuro è arrivato, Banksy gli ha risposto dicendo che in un ipotetico futuro, chissà se ognuno di noi avrà i suoi 15 minuti di anonimato. Perché è così, la rete ci ha unito in una corta di circuito interattivo dove ognuno sa tutto dell’altro, e non c’è via di scampo, i vicini curiosi sbucano da tutte le parti. Cerchiamo d’intendere questa voglia di scoprire fin troppo morbosa, come la scoperta di prodotti musicali un po’ particolari, che non siano necessariamente difficili, ma che s’inoltrano in una ricerca artistica la quale richiede qualche ascolto in più, e che gli inguaribili curiosi persistono nell’inseguirli proprio per un desiderio di conoscenza.

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Bisogna comportarsi in maniera adulta e fare della musica un bene primario da poter condividere, perché la valenza delle sue emozioni e delle sue vibrazioni, è qualcosa che possiamo decidere se viverlo da soli o con il gruppo di amici che preferiamo. Buon ascolto…

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini rumorosi

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Come vi avevo preannunciato, dopo il disco di Cave avevo bisogno qualcosa di forte, per riportare l’umore sopra altri livelli. Di conseguenza, giusto il tempo per iniziare questa mia rubrica, il volume si deve alzare a costo di svegliare tutto il condominio. In fondo, se il salame metaforizza qualcosa di paesano in questa nostra società che, a tutti i costi, vuole uniformarsi appiattendo qualsiasi cosa per genuflettersi alle multinazionali, non ci resta la ricerca di quei prodotti i quali conservano ancora il fascino del gusto, e potremmo aggiungere l’aggettivo, “genuino”, proprio perché qualcosa di buono è rimasto. Così come in musica, perché nella marea di proposte avvenuta nel 2019, la selezione della qualità d’ascoltare ci può tenere svegli a suon di decibel con gli amplificatori regolati al massimo.

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E allora partiamo per questo primo viaggio diviso in 4 parti a seconda della particolarità dei nostri vicini, perché, loro malgrado, dovranno sopportarci come noi sopportiamo loro.

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NICK CAVE – Ghosteen

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Non è facile esprimersi di fronte al dolore e non è facile giudicarlo a priori, perché la spirale delle emozioni è talmente personale da rimanere dentro se stessi, in una sorta di decantazione in cui nessuno si può avvicinare. Soltanto al tocco delle dita, il freddo esagerato provocherebbe un’ustione. Il problema è il rapporto fra una perdita (in questo caso terribile come la morte di un figlio), e la reazione dell’artista, il quale ha la possibilità di costruire un’opera sempre a metà fra la catarsi interiore e la liberazione dai fantasmi che l’avvolgono in quei precisi momenti, come se uno sfogo necessario si riappropriasse delle direttive interne al circuito della vita, uscendo dall’abisso stesso.
Il buio si sa, è fonte di troppi pensieri che condizionano il cervello, il quale riesce forse involontariamente, a prefigurare ogni forma idealizzata proiettandola dentro e fuori il nostro immaginario, come se misteriosi ologrammi o fonti di energia ci venissero incontro per riappacificare l’anima, rendendoci felici e confusi nello stesso tempo.

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JAMBINAI – Onda

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In questi ultimi anni, si è sentito molto spesso parlare di “musica etnica” o di “world music”, come se etichettare un genere fosse necessario a tutti i cosi, dimenticando che anche la nostra, o quella americana, fa parte di un angolo di mondo, e non deve necessariamente essere quella che si è appropriata di termini in cui tutte le altre le girano intorno. D’accordo che bisogna indirizzare l’ascoltatore, e fin qui va bene, ma poi bisogna parlare di musica come parte di noi e delle nostre stesse emozioni, senza distinzioni. Ecco che questo ensemble sudcoreano può introdurre l’argomento proprio a suon di note, facendo parlare gli strumenti, anch’essi originali, ma che fanno parte di quel patrimonio importante dei popoli. Jambinai è il loro nome, i quali, miscelando le sonorità delle loro origini, riescono a trovare un varco per quello che chiameremo più semplicemente folk-apocalittico intinto di post-rock, giusto per essere più sinceri con noi stessi, senza circoscriverli dentro ad ambiti particolari, ed elevandoli insieme allo loro magia per un sound originalissimo.

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