BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB – Wrong Creatures

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Quando inaspettatamente ti ritrovi fra le mani un album di una bellezza sconvolgente, la sorpresa è piacevolmente destabilizzante, nel senso che ti assale una gioia interiore così contagiosa, da farti esclamare quanto il rock’n’roll sia veramente una dolce ossessione, o se vogliamo esagerare, l’esplosione dell’amore paragonabile alla forza che genera la vita. Un boato che ti ringiovanisce, ogni volta, come una boccata d’aria dopo una lunghissima apnea, o un sorso d’acqua freschissima nel mezzo della canicola estiva. Non è roba da tutti i giorni ma, quando capita, è sicuramente salutare.
Certo, probabilmente sto esagerando, eppure, in un presente dove l’appiattimento dei valori è diventato la norma, anche un disco al di sopra della media, risulta un prodotto di notevole fattura e come tale, va registrato, col sorriso fra le labbra !

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MA QUALE LAVORO CI ASPETTA ?

Ogni tanto ribloggare fa bene alla memoria…

Sourtoe Cocktail Club

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Appena terminata la festa del 1° maggio e si ritorna al nostro pane quotidiano: il lavoro. Ora, sulle nostre miserie e sulle nostre nobiltà si potrebbe dire di tutto: su chi lavora per necessità o chi invece ha un’occupazione nata dalle sue passioni e dalle sue potenzialità. Ma la domanda vera è, quale lavoro ci aspetta ? Recentemente al Festival cinematografico di Venezia il regista Terry Gilliam (l’autore di Brazil L’esercito delle 12 scimmie, per intenderci) ha presentato il suo ultimo lavoro: The Zero Theorem, ambientato in un futuro distopico-fantascientifico dove, gli abitanti della Terra, accettano qualsiasi condizione pur di lavorare, incentrando la metafora dell’insieme sopra i significati di amore e caos.

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DAVID BYRNE – American Utopia

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Un tempo la Terra era popolata da giganti, personaggi mitici che da soli scrivevano la storia del mondo e la plasmavano a loro piacimento. Dei e semidei pronti a generare sapienza e creatività da regalare agli umani, quasi a fondersi insieme, creando un ibrido dove, l’arte e la voglia di vivere, erano una sorta di dono millenario simile al fuoco, o alla ruota, o meglio ancora a quell’emozione che avvicinava un mortale alle soglie di un ipotetico paradiso. C’erano anche degli scontri fra titani ma, quest’idee contrapposte generavano a loro volta altra creatività che fecondava infiniti territori inesplorati, come se anche il sangue fosse necessario per concimare un giardino, e non un campo di battaglia. Non so se potremmo chiamarla età dell’oro o kritayuga, o più semplicemente nuovo rinascimento che, periodicamente, ritorna in una sorta di ciclo vitale necessario all’esistenza, ma sta di fatto che questi esseri hanno scritto una mitologia ormai legata ad un’idea d’eternità minima, molto vicina a noi, tanto l’abbiamo vissuta.

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ANNIENTAMENTO di Alex Garland

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Quando seppi della trasposizione cinematografica della trilogia dell’ Area X (Annientamento; Autorità; Accettazione) di Jeff VanderMeer, istintivamente ebbi dei dubbi per come si potessero adattare in un’ora e mezza, le complessità di tre libri così particolari e originali, soprattutto pensando alle difficoltà intrinseche e filosofiche sempre ostiche da tradurre in una realtà fantascientifica. Un conto è la letteratura, un conto è la figurazione sul grande schermo. Però, pensando al talento di Alex Garland, già sceneggiatore di film particolari quali “28 giorni dopo e “Sunshine, e regista dello splendido Ex-Machina: una delle più belle pellicole di science-fiction degli ultimi anni, allora, le speranze erano passate al rialzo, consapevole della sua bravura.

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29 GIORNI DI BUIO

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Ne mancava soltanto uno per emulare il film in questione ma, tant’è, rimanere senza internet per così tanti giorni, è stato come inabissarsi nell’oscurità di quel villaggio ai confini del mondo, in cui, l’assenza della luce per tutto quel tempo, aveva fatto uscire dai loro nascondigli, una razza di vampiri assetata come sempre del sangue dei viventi. Che poi sia l’Alaska o la punta estrema della Patagonia non importa, la lotta fra il bene e il male si combatte in ogni latitudine del globo e la rete ormai ha condizionato le vite di tutti noi. D’altro-canto qualcuno ha detto che in realtà i vampiri sono proprio all’interno di questo sistema, o in tutti i sistemi che si creano intorno a noi, quasi ad affermare che l’allerta delle nostre difese, dev’essere innalzato in ogni momento e in qualsiasi situazione del nostro presente.

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ANDREA DE ALBERTI – Dall’interno della specie

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Sapiens

L’antieroe è venuto dal freddo, se ne infischia del
sociale.
Ciò che conta sono deboli tracce di un modello.
L’uomo sapiens avanza, cattura, non nasconde,
uccide animali, un po’ nel pomeriggio pensa di riposare.
L’universo non si espande
in prossimità di una luce rallentata e senza fine.
L’evoluzione della specie è un fallimento amoroso
fra la scimmia e una persona

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