DA UNA CREPA di Elisa Biagini

la crepa

una pagina è
grande quanto
un sorso,
un
respiro prima
dell’immersione.

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QUANDO LA CULTURA NON SI FERMA…

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Se in questi mesi sono mancato, lasciando libero il locale agli avventori, è perché mi sono dovuto dedicare al progetto di cui sopra: “MAI LA PAROLA RIMANE SOLA – 40 anni fra poesia e cultura”, che vuole festeggiare i 40 anni di attività del Gruppo Letterario Acàrya, un’associazione culturale della città di Como nata nel 1977, per il merito di un nugolo di appassionati di poesia, i quali, nel corso degli anni, hanno raccolto sempre maggiori adesioni ampliando la proposta contaminando l’attività letteraria con altre espressività artistiche; ma soprattutto, facendo dell’amicizia fra i suoi componenti, il valore principale  su cui basarsi.
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I TRE GIORNI DEL BARMAN

condor

Non sono mai stato bravo in matematica: forse sono solo tre giorni, o tre mesi che ho lasciato il Bar in balia degli avventori… ma cosa ci volete fare, se manca il proprietario con chi parlano i clienti? In fondo il bere è tutta una scusa per scambiare due parole o due chiacchiere, perché la vita si valorizza con la comunicazione verbale e con lo scambio di idee fra amici; e tutto questo viene assimilato con i riti alla vita che ogni tanto bisogna assolvere per sentirsi liberi, per sentisi in pace con se stessi. E’ vero… bastano pochi minuti (o qualche ora) per essere qualcuno: magai un eroe qualunque, tanto per mandare a ‘fanculo il mondo. Si… pochi minuti, e la nostra vita riprende vigore: un buon bicchiere, la musica giusta, una lettura ideale di cui parlare, quel poco di attualità e un pizzico di pettegolezzo lasciato al divertimento, perché sapete, d’ironia ci si nutre per mandare a ‘ fanculo il mondo una seconda volta…
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Percorsi di poesia contemporanea

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Per il ciclo “Percorsi di poesia contemporanea”, venerdì 31 marzo a Como, presso la sede del Gruppo Letterario Acàrya, al Centro Civico Comunale in Via Grandi 21, si è tenuto un incontro con la poesia di Ivan Fedeli e Gabriella Colletti, i quali hanno presentato i loro rispettivi libri: “Gli occhiali di Sartre” e “L’occhio al papavero”. Questo incontro non è avvenuto con la classica formula critico-autore-lettura, ma, stando intorno ai due protagonisti, si è cercato di creare un’atmosfera colloquiale in cui, la declamazione delle loro composizioni, è stata contemplata da una sorta di dialogo partecipativo con gli spettatori. Inoltre, i due poeti, aprendosi completamente, ci hanno fatto entrare nelle loro liriche attraverso un viaggio quasi psicanalitico, dove, l’introspezione del loro viaggio interiore, è diventato l’elemento stesso con cui confrontarsi.

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