HUGE MOLASSES TANK EXPLODES

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Questo nome particolare per una band, cela in realtà un’italianissima formazione proveniente da Milano, la quale ha deciso d’inondarci con una miscela di kraut-rock psichedelico dal piacevolissimo ascolto. Giacomo Tota alla batteria, Luca Umidi al basso, Fabrizio De Felice e Gabriele Arnolfo alle chitarre, fanno al caso nostro mentre la temperatura esterna non si decide a regalarci un po’ di fresco. Ecco che il miracolo delle sette note (e oltre) si lascia immaginare dentro a un flusso dove coesistono tutte le sfumature possibili per esaltarsi o rilassarsi. E oggi partiamo dalla città lombarda per fare un giro dall’imprevedibile fantasia.

huge molasses tank explodeshuge molasses tank explodes – foto dal web

Il viaggio di questi ragazzi non è iniziato oggi, ma dopo esperienze con un organico differente, si rigenerano con questo album che potemmo definire il primo (anche se non è così, perché nel 2013 esordirono in trio con “Bicephalous”) di una nuova formazione, correggendo anche le sfumature stilistiche con un espressionismo proprio, che nel disco in questione, diventano un quadro dalle tinte forti ma, pennellate con amore.
La misura space che s’infiltra fra le tracce nelle varie dinamiche è soltanto una variazione appropriata, per dare al rock un impulso degno dei migliori cavalieri cosmici. Non è casuale che la prima traccia,  Home, è proprio giostrata sopra un’estetica che viaggia dalle visioni illuminate dei teutonici Ash Ra Templel fino alle estensioni psyhc dei californiani Black Angels, attraverso ritmi ben congeniali e vibrazioni chitarristiche sempre in evoluzione. Le susseguenti Shapeless, Shared e Black Gall alternano un interscambio fra basso batteria decisamente effervescente, mentre le sei corde spaziano verso luoghi immaginifici, i quali, infondono un senso di positività e di evasione.

link traccia d’ascolto

La facciata B si apre con Within and Without, appropriato incipit sixties, e non è casuale che la solarità dell’insieme emerge con un sound la quale sembra aprirsi sotto territori dove si percepisce la libertà dell’oceano; Slow è invece un’apoteosi in cui un’escursione new wave preannuncia echi pre-punk, in cui fanno capolino anche velati riferimenti alla New York dei primi ’70. Unwound preannuncia le innumerevoli divagazioni shoegaze che da lì in poi saranno sempre più in evidenza. Stessa amplificazione con Plastic Meadowsweet, anche se la ritmica esplode e diventa come un tessuto su cui stendere una ricamatura lisergica dall’epica potente. Così come per Electrons, in cui tutto rivive dentro a un caleidoscopio da capogiro, per concludere con Brown Sugar, giusto epilogo dove ricondurre il fruitore attraverso tutte queste meraviglie, dall’inizio alla fine: imprevedibilità e dolcezza con il punto esclamativo (!) rock e psichedelia con due punti esclamativi (!!)

link traccia d’ascolto

Ma se il nome del gruppo si riferisce a un disastro avvenuto a Boston nel 1919 in cui esplosero dei serbatoi di melassa inondando le zone circostanti, la valenza della loro creatività vuole proprio regalarci qualcosa a metà fra una dolce deflagrazione e un evento inconsueto con il retrogusto distruttivo, dove estetica e musica ci coinvolgono come un’onda travolgente. In questo caso le metafore si sprecano, perché se dalla distillazione della melassa si ottengono delle varietà di Rum, come possiamo interagire di fronte a uno spargimento di materiale simile al miele, in cui si poteva anche affogare? Niente paura, il miracolo della musica è sempre servito sopra continue sovrapposizioni dalle molteplici libertà, in cui, basta solo il desiderio di vivere tutte le emozioni possibili per essere al di sopra delle cose e degli eventi. Questi milanesi sanno il fatto loro e ci propongono il loro sound con la malizia di chi sa di esibirsi in un’epoca dove probabilmente, quel retrogusto dolce, ci serve proprio per caricarci ed esplodere di gioia.

Boston-Molasses-Disaster
l’inondazione della melassa a Boston nel 1919 – foto dal web

Inoltre, se l’approssimarsi delle ferie ci regalerà un’ulteriore varietà della meraviglia , mi raccomando, caricatevi con la voglia di vivere più bella del mondo, perché il momento è propizio, e se non lo fate in questo periodo, ubriacatevi più che potete… noi, ci rivedremo a settembre. E oggi, proprio perché siamo in tema, vi offro un bel Cuba Libre.

Salute ragazzi !

il Barman del Club

 

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