KURSAAL – di Angelo Maugeri

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Amaro come sa
il sapore
un bacio strappato
alla bocca
o la tromba che gioca
con la scimmia mancando
la parola in questo cavo
suono di mezzanotte


immerso nei suoi sogni
incerto per il freddo
scivolando svincolando
verso un doppio futuro
come un doppio tentare
ciò che siamo
adesso o mai più

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Così andando
dietro a un nome
non riuscendo
a staccarsene come si fosse
ricevuto
in consegna e smarrito
nel deposito dei nomi propri
dentro la mente càpita di leggere
onda od ombra del cerchio
la voce propria con
la voce di un altro

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Le credibili esecuzioni i colpi di mano
tutto essendo credibile come un inganno
lo spazio celeste in cui si affollano
famiglie di piccoli rapaci
senza aggiungere nulla che possa cambiare
pericolosamente rose dalle correnti
l’effetto dell’insieme il colpo d’occhio
dei personaggi fissi

Una sala di cura un vestibolo bianco
nel solo avvicendarsi poi che tutte le cose
erano già accadute e uscendo
da quel luogo indistinto da quel tenero guscio
perfino il mondo non poteva sfuggire

Era il miglior legame conoscendo
quanto i nostri fossero sguardi quanto muti
gli uni contro gli altri ma felici…

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In un campo che è fuori
ma noi lo vediamo benissimo oltre
la cornice che lo sprofonda per farlo
risalire dal buio di questo cielo chiuso
per nascondere armi e amanti
non dobbiamo lasciarci ingannare dove nessuno
è sicuro di nulla dove ogni viso
è privo di nome e margine e vi sono
deboli prove oggetti estranei
ma resistenti
alle disposizioni dei legislatori

Per questo ripetiamo gli stessi insuccessi
nei gesti successivi a quel tanto
in cui passa un’ombra
nell’ombra di un uomo e la sigilla
sulle vetrate delle stazioni appena scatta
la suoneria in quel continuo
movimento di macchine e labbra

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Come uno che odia e ama
la sua città
e se ne va in un’altra e in un’altra ancora
poi ancora in un’altra e da tutte
si sente abitato e ricorda
come un’aurora confusa al tramonto
sempre più il paese dov’è nato e per questo
dentro di sé crescere sente
a briciole e scintille e vuoti d’aria
il paese senza senso
senza dove e senza quando
del suo incompiuto partire

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Non dire niente non parlare di addii
quando qui dormono gli alibi
degli inquilini anche quando
sul punto di coricarsi
caricano gli orologi…

Lahore Metal Asylum  1

Ora c’è un forte contrasto ma anche così
ormai senza pensare
non volendo che si spengano
nel possesso dei mezzi espressivi
le domande dei messaggeri non rivelano
la solitudine che conosce
chi contempla la sabbia chi trae
fortuna dalle parole

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tutte le foto sono prese dal web

Il cielo che non rise
e la rosa
la rosa che non smise
di esercitarsi a vuoto
al davanzale

Angelo Maugeri

Kursaal in tedesco è “sala nella casa di cura, per danze, spettacoli, intrattenimenti”. Il termine, pur nel suo allargamento semantico in “casa da giuoco”, viene qui assunto in funzione essenzialmente simbolica. Nei testi di Kursaal l’idea composta di “sala” e di “cura” è calata in una realtà intenzionalmente purgatoriale: qualcosa che travalichi il sentimento della sofferenza o della convalescenza, avendo come dimensione il “divertimento”, ossia l’immaginazione della felicità, attraverso il senso dell’attesa.
(dalle note di copertina)

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