ANDREA DE ALBERTI – Dall’interno della specie

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Sapiens

L’antieroe è venuto dal freddo, se ne infischia del
sociale.
Ciò che conta sono deboli tracce di un modello.
L’uomo sapiens avanza, cattura, non nasconde,
uccide animali, un po’ nel pomeriggio pensa di riposare.
L’universo non si espande
in prossimità di una luce rallentata e senza fine.
L’evoluzione della specie è un fallimento amoroso
fra la scimmia e una persona

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Sapiens sapiens

Non ti hanno mai comprato il motorino
perché facevi i compiti sdraiato per terra,
rifiutavi l’eccessiva mole di lavoro,
il controllo sul manubrio della bicicletta.
Ti sarebbe piaciuto sfogare allo stadio Leopardi.
Questa foto non fa ben sperare nel progresso
di alcune tue aree mentali sottosviluppate.
Vedi, tieni il badile dalla parte sbagliata
come se dovessi dissotterrare nuvole di patate.

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Lucy

Questo scheletro incompleto divenne Lucy nel ’74
e luce per alcuni antropologi americani,
ma è un materiale troppo scarso per poterci offrire
un quadro delle prime fasi dell’evoluzione umana.
Una coincidenza l’anno in cui a maggio
nacqui un mese prima del dovuto,
tre milioni di anni contro un trentasette sulla Terra
testimoniano ragnatele d’infinito
tra un fossile e una scimmia che mi segue
negli angoli più bui di una storia già confusa.

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King Kong

Forse ti hanno fatto una caricatura del bene
raccontandoti il male pochi giorni prima di morire,
hanno brevettato questa fine per mancanza di fondi
mostrandoti come un uomo andare a pezzi.

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Tribù

Non hanno fatto nulla per tenerlo nascosto,
una nuova cosmesi inizia dal fango,
muovono la polvere per un’elemosina di pioggia.
Gli uomini del lego non riescono a scavare
dentro a un taglio della malta,
rapinano sabbia sotto sabbia.
Altissime gru come totem
volano alte su campi svuotati,
trasportano ciò che abbandonano,
costruiscono villaggi vacanze
per sofferenze ereditate dai grandi,
conoscenze da bagnaschiuma,
depressioni contenute
in un quartiere senza tempo.

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Altri animali

Non sapremo mai a chi sia venuta la brillante idea
di vendere vita dentro a una latta senza apriscatole,
non conosceremo le vittime e nemmeno i carnefici
in questa dimensione bruciata che è già archeologia
di carne viva.
In televisione prende forme di mollica
l’agghiacciante mondo a capinculo:
i semimorti, i fantasmi di nuova cittadinanza,
il tempo di notte, gli uomini vermi,
si accontentano di ciò che passa nei canali costituiti
per il piscio della povera gente.
La nuova manna ricopre le differenze,
l’etica generazionale punta sulla delusione,
tutto ristagna ma l’odore delle nostre case
ancora non si sente

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Ikea

Non pensare a una sala massaggio, a un isolato con parco,
a una piazza con alberi, a un nido aziendale,
a un acquario di luci, a un orario flessibile;
a uno stipendio importante,
a un clima sociale scandinavo,
a un posto di comando.
Promuovi una casa con dentro una doccia,
un termostato autonomo, un clima temperato caldo.
Non pensare più in grande di uno specchio da muro,
di una sedia rossa smontabile, di un tavolino laccato,
di una cassapanca portatile dove controllare
la situazione di perenne decentramento
da ogni situazione stabile.

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All’interno della specie

Eppure nel frammento di ogni memoria,
nella natura di un sorriso che supera a volte il nostro
sguardo
accarezziamo la vertigine con una mano
nello scandalo innaturale che ci trattiene,
oppure, dall’interno della specie,
ognuno tenta di lenire il proprio male con una scheggia,
con le prove concepite fuori ogni possibile
orizzonte di stupore.

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Super-sapiens

Nell’universo Marvel la morte è apparente.
Non credeva alla mia lunga descrizione:
un antro è tenebra e lampo,
lo sforzo di dimostrare
che chi non sa farsi figlio nel padre
ferma lì dentro lo scorrere del tempo.

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Anello mancante

L’anello mancante è una parola di riconoscimento,
un obbiettivo comune, una sofferenza condivisa,
una questione di giustizia, l’anello mancante è stima
sociale,
un reciproco amore, un dialogo pregnante,
una prospettiva lunghissima, un’opportunità per chi
sta male,
una felicità disponibile, un diritto inderogabile,
il disgusto per la crudeltà,
l’anello mancante non è un essere umano,
un primitivo nascosto nel cuore di una caverna,
ma è un’assenza che genera linfa per una nuova terra.

Andrea De’ Alberti
(“Dall’interno della specie” – Einaudi Editore)

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Tutte le foto sono tratte dal web

 

 

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21 thoughts on “ANDREA DE ALBERTI – Dall’interno della specie

  1. Quando leggo “Lucy”, inevitabilmente mi torna alla mente il film di Luc Besson, con Scarlett Johansson. Sono questioni che, da sempre, colpiscono l’uomo in profondità e sono ricche, sempre, di nuove sfumature.
    L’augurio per una serena domenica a te.
    ^____^

  2. Sono tutte poesie bellissime. E mi torna anche in mente la Pavia dei miei studi. È inevitabile…

    Imperfetto è ciò che si è trovato,
    l’opera incompleta è trasformata in desiderio
    e ha una propria e viva collazione,
    essere utile nelle ossa ai nostri simili,
    salvaguardare ciò che ci rimane per restare
    in uno spazio che si fonda su se stesso
    e sotto ha un qualcosa che sprofonda.

    Il testo di Resti mi commuove.

    Grazie per regalare sempre queste chicche.

  3. Sto ascoltando, da ieri, il meraviglioso lavoro dei Baustelle, di cui è uscito il seguito proprio… ieri. “L’amore e la violenza”: un manifesto culturale e artistico dedicato, in molti pezzi, alla donna, in ogni sua sfumatura. Sonorità che ricordano il miglior Battiato, testi intensi e originali, una voce che posso accostare a quella di De André. Immagino che nella tua immensa e sconfinata conoscenza musicale, io non ti dica nulla di nuovo. Ma avevo piacere di farteli presente, in ogni caso.
    In attesa del tuo “ritorno”.
    ^_____^

    • Ti ringrazio… in effetti i Baustelle sono uno dei migliori gruppi italiani, proprio perché stanno sciolinando un lavoro migliore dopo l’altro. Io solitamente parlo poco della musica del nostro paese, ma dovrei iniziarlo a fare, proprio per dare merito a coloro che invece di essere derivativi, scavano e ricercano le meraviglie delle regioni in cui vivono, ricchissime di valori mai portati all’evidenza che meritano, o perlomeno, non pubblicizzate come dovrebbero.
      Grazie comunque del consiglio, lo seguirò.
      A proposito… sono tornato !

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