Le più belle copertine di dischi del 2016

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Sono tato pungolato lo so… perché sapete, quando si apre un locale anche l’immagine è importante, anzi, scusate il gioco di parole, ma prima di tutto è tutto. La grafica è una delle mie passioni e allora tuffiamoci nelle migliori copertine di dischi del 2016, le quali possono abbellire le pareti di questo bar, perché quando gli artisti decidono di vestire bene un prodotto, lo fanno sempre nel migliore dei modi. Non è casuale che la fortuna del “vinile” è stata proprio le bellezza delle sue confezioni, dove si è sbizzarrita la fantasia degli addetti ai lavori , trasformando un involucro contenente un semplice disco, in un’opera d’arte. Purtroppo con l’avvento del CD si è persa questa dimensione immaginifica dove gli appassionati trovavano uno stimolo in più per godere della propria musica. Ma al di là di questo, la bellezza intrinseca delle cover è rimasta indelebile nelle schiere di chi coltiva un’emozione. In sintesi il 2016 è stato un anno in bianco e nero, per via di tutte le dipartite che ci sono state in questo campo, ma alla fine la fa da padrone sempre il “colore”, e come tale ci fa sempre ritornare a sorridere.

Ho selezionato 50 tra le più belle immagini utilizzate per abbellire la musica che preferiamo, e il risultato è veramente un’esplosione di creatività.
Cliccate qui sotto e godetevi quest’orgia cromatica dalla bellezza sconvolgente

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potete anche scegliere la vostra preferita, perché ognuno di noi vive nella potenza dell’immagine la propria emozione perfetta, perché dove c’è arte, c’è vita !

Ancora auguri
con un anno pieno di colori

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

sempre per servirvi
il Barman del Club

cocktail-auguri-2017-4
(tutte le immagini sono prese dal web)

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41 thoughts on “Le più belle copertine di dischi del 2016

  1. Ma che bello! E hai ragione, le custodie del vinile erano veri e propri quadri.
    Ammiro i tuoi colori sorseggiando due dita di whisky (mi piace il Lagavulin) rigorosamente senza ghiaccio.
    Cheers 😊
    Primula

    • Wow !!! il Lavagulin ! vedo che non scherzi in fatto di qualità,,,,,,,,,
      Il vinile è veramente un capolavoro artistico e come tale annovera ancora una lunga scia di appassionati. Ci sono dei locali a Milano (e non solo) con le pareti tappezzate con i vinili e sono veramente emozionali, Tra l’altro, arredano di brutto…
      Cin cin……. 🙂 ❤

  2. Questo tuo gradevolissimo e caleidoscopico post, che forse nelle tue intenzioni doveva essere quasi una pausa dagli intensi articoli precedenti, densissimi di informazioni e recensioni (le quattro Pillole di Salame sono un tesoretto ed una somma di intellighenzia musicale senza pari), ha avuto invece in me un effetto quasi lisergico, a metà tra il viaggio nostalgico (per una forma d’arte un tempo a misura di sguardo umano ed oggi ridotto al rango di squallide thumbnail su qualche sito di scaricamento, anche a pagamento) ed il sogno artistico della pop-art che diventa visual, concept e design: tutti gli appassionati di musica come te, infatti, sanno bene che un tempo, all’epoca degli album in vinile, la musica la si comprava con gli occhi ancora prima che con le orecchie, sfogliando quella sorta di mini-poster evocativi che erano i vecchi LP, infilati nelle cassette di legno, sui banchi dei negozi di dischi.
    Ci sono dischi che ha davvero fatto la storia non solo per il loro contenuto, ma per la forma con cui si presentava la confezione di vendita.
    Senza ripercorrere una storia intera di copertine mitiche (che diverrebbe poi un catalogo di studi grafici e di moda), ti dico solo che in un’ipotetica classifica, questa che segue è sempre stata tra le miei preferite in assoluto…

    • Bellissima! Tu viaggi dentro a grandi artisti come l’autore di questa splendida iconografia: quel Storm Thorgerson che ha fatto diventare i Pink Floyd degli autori di culto prima ancora di ascoltare la loro musica; perché aveva capito che l’immagine arrivava sempre prima di qualsiasi altro mezzo utilizzato. Il primo colpo si assesta, poi viene il resto.
      Io sono un maniaco di queste “opere d’arte”, non tanto perché sono un collezionista di vinili, ma perché quando il mezzo espressivo riesce a 360° a coinvolgere le aspettative, il fruitore può godere di conseguenza tutti i lati delle sue emozioni. E una storia, diventa trama dentro ad altre storie
      E’ troppo bello tutto questo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Siamo assolutamente in sintonia, barman, assolutamente!
        Ti ho seguito nel tuo discorso sull’immagine che parte come preview, come concept, come lay-out e diventa altro e si contamina con gli stimoli della cultura urbana del rock, del punk, dei writers, dei graffitisti oppure con il linguaggio del marketing dei grandi fotografi di moda…
        Come dici tu… è troppo bello tutto questo!!!

  3. si… bello da emozionare. In fondo, la sintesi della bellezza è una ricerca nata insieme all’uomo, basta vedere anche dal passato: dalle piramidi fino al Rinascimento e oltre, tutto è concepito per rapire lo sguardo, e il fruitore si perde felicemente dentro questo mare di emozioni…

  4. questo articolo sulle cover dei dischi è molto interessante e, come tutti i tuoi, esaustivo; possiedo anch’io una piccola collezione di vinili comprati all’epoca in cui sono usciti, quando si svolgeva questa vera e propria rivoluzione artistica, la grafica potenziava l’evento musicale – una gioia per gli occhi!
    ciao

  5. Parto col dire che la grafica è una delle mie più grandi passioni, e sentirne parlare in un blog mi rende troppo felice.
    Quindi grazie.
    Hai detto delle cose bellissime e che condivido in pieno, grazie mille!

  6. Mi hanno insegnato quel poco che so sul guardare. Le copertine dei vinili, intendo. Raramente mi soffermo a contemplare la copertina di un cd, non è che non siano belle ma vuoi la plastica della custodia, vuoi la carta lucida da volantino pubblicitario da discount, vuoi le dimensioni (ok. l’hai pensato, non occorre anche dirlo) io non riesco a “immergermi”. Grazie per avermici fatto ripensare. Salute.
    Ah, una cosa strana: le copertine delle cassette, anche loro dentro la plastica, anche loro piccole (molto più piccole) avevano un po’ della magia del 33. Come mai? La carta? Il formato rettangolare? Qualcosa l’avevano.

    • probabilmente perché ricordano la tua adolescenza, non in senso negativo, ma sostanzialmente perché era un periodo che con quel supporto si poteva registrare a dismisura tutto quello che si voleva in libertà, nel senso che il vinile era la bellezza e la musicassetta, la libertà…

      • Bé, ci avevo pensato anche io ma alla fine ho concluso che il motivo non è quello. Di non pochi album possiedo tutti e tre i formati e quello su cd è (quasi sempre) il meno suggestivo. Parlo comunque di uscite che non vanno oltre i primi ’80. Nei primi’90 me ne ricordo tantissime piatte, studiate per i cd sul 33 sembravano sgranate.

  7. Da quando sono in Veneto ho girato parecchi locali e la cosa che mi ha colpito di più è l’anonimità dei locali. Sembrano tutti gli stessi e nessuno ha uno stile preciso e personale. Poi per quanto riguarda la musica proprio è uno strazio. I proprietari dei locali amano band che fanno cover per attirare clienti, praticamente sempre la stessa solfa, ogni anno. Quindi non ho una buona considerazione dei locali ma capisco che devono anche tirare avanti. Naturalmente leggendo del tuo locale mi è venuta la curiosità di sapere come sia e come mai non hai messo nessuna foto qui nel tuo blog? Delle cover non ne ho una preferita, mi concentro di più sul contenuto, sulla musica, che sulle immagini ( te lo dico da artista) così come di un libro non mi faccio incantare da nessuna copertina.

    • Non ho nessuna foto perché il mio è un locale immaginario, costruito per servire cocktail di cultura e divertimento, in cui l’arte, la musica, delle buone letture, un po’ di fatascienza e qualche sorriso, diventano il veicolo per inventare delle pareti piene di fantasia. Comunque sia, troverai sempre da bere… in ogni ora del giorno e della notte ☺

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