AMORE MENO ZERO di Stefano Rizzo

amoremenozero

Sull’onda lunga del Nobel a Dylan diventa quasi obbligatorio parlare di questo romanzo di Stefano Rizzo, pubblicato da Mincione Editore, di cui, dal poeta statunitense, più che un debito relativo al titolo stesso, rientra in un gioco di rimandi e di continui intrecci interpretativi, proprio come la canzone stessa: “Love minus zero / No limit”.

Questo libro (che abbiamo tra l’altro presentato nel mese di giugno qui a Como, al Gruppo Letterario Acàrya), è infatti, oltre ad una storia d’amore vera e propria, un’estensione illimitata di metafore che lo raffigurano, le quali, proprio per il loro eterogeneo sovrapporsi, annullano il concetto stesso di appartenenza, classificandolo negli scaffali di un opera completa. Definito un noir, un thriller, una spy-stoty, un romanzo storico, un’incursione sociologica nella realtà del tempo, un interfaccia culturale calata nella vitalità urbana, e per ultima (o per prima), come già detto, una storia d’amore; riesce a configurarsi in tutte queste tematiche senza appartenere a nessuna di esse, svincolandosi così dalla letteratura di genere. Questo libro rientra a pieno titolo nella narrativa alta, senza voler essere un capolavoro a tutti i costi, perché sostanzialmente è una vicenda di tutti i giorni: magari particolare, magari borderline quanto volete, magari eccessiva nelle casualità con cui s’indirizza la trama, magari troppo legata alla sorte dei protagonisti o se vogliamo, all’amore verso la gente comune che lotta per i propri diritti ma, è sempre una storia comune, una storia che potrebbe capitare a chiunque di noi: all’improvviso, senza scampo, cambiamo all’improvviso le nostre vite o il concetto stesso di realtà.

amore-meno-zero6

Il tutto si svolge nel 1972, a New York, subito dopo la rielezione plebiscitaria di Nixon alla presidenza degli Stai Uniti, e verso la fine del conflitto in Vietnam, mentre i diversi movimenti pacifisti degli anni ’60, si stanno disgregando e altri radicalizzando verso una svolta eversiva. Però sta per scoppiare lo scaldalo Watergate, i reduci di quella che verrà chiamata come la “sporca guerra” stanno per diventare un problema della società americana, e  gli ambienti artistici delle città cercavano di ritrovare un’identità, apparentemente perduta.
E’ in questa situazione particolare che diventa protagonista un anonimo professore di logica, il quale, rispondendo a l’offerta di lavoro di una “Fondazione” che poi si rivelerà una copertura dei servizi segreti, sarà ricattato e obbligato a fare lo “spione”, per estorcere informazioni sul mondo universitario e intellettuale. Anche perché straniero, bianco, con una relazione insieme ad una donna di colore, trasversalmente vicina alle Black Panther Party e con un fratello renitente alla leva.
S’innesca in questo senso una spirale senza ritorno che porterà i vari personaggi, prima ad un conflitto interiore e poi, ad una disperata lotta contro il potere, il quale difficilmente si può far fregare da dei dilettanti non abituati a fare i doppi giochi. E allora? Bisogna sostenere una lotta impari o fuggire irrimediabilmente? Bisogna continuare a credere nei propri ideali o tradirli meschinamente? Difficile rispondere correttamente quando alla tragedia si sovrappone altra tragedia, e quando, nelle pieghe del mondo, non c’è mai limite al peggio.

amore-meno-zero3
L’inizio del libro è deflagrante, degno del miglior James Ellroy in cui, con un crescendo mozzafiato, il protagonista dovrà affrontare un colloquio apparentemente banale, che ben presto si trasformerà in un interrogatorio asfissiante che lo metterà con le spalle al muro, mandandolo in crisi, per poi, nel proseguo della trama, rimetterci delle pezze, per risolvere tutte le situazioni connesse. Molto significativo è il rapporto fra lui e la compagna nera, le sue frequentazioni nel Village, gli artisti e gli attivisti realmente esistiti che in questo caso si adattano alla fiction, le sue permanenze nella grande biblioteca newyorkese dove troveremo un libro dentro a un altro libro, cultura dentro ad altra cultura: intere pagine in cui filosofia, storia, sociologia, logica, poesia e attualità si contamineranno con la suspence degli avvenimenti. La fascinazione insieme all’adrenalina, l’intelligenza mischiata agli istinti più bassi dell’animo umano. Gente che crede nelle proprie convinzioni, e altra gente altrettanto sicura di essere dalla parte del giusto. Ma allora… da che parte sta la verità?

amore-meno-zero9
Probabilmente ognuno di noi pensa di essere sempre dalla parte della ragione, e proprio per questo, anche il romanzo stesso non riesce a dare un finale vero e proprio, sdoppiandolo verso il dualismo del bene e del male, come se la prima conclusione, piegata verso una salvezza forse un po’ troppo fortunosa dei “bravi”, fosse sporcata dall’incessante perseveranza dei “cattivi”, quasi a rivendicare l’impossibile cancellazione del male dentro a un altro inferno, perché come ho già detto: non c’è mai limite al peggio. Ma se nella filologia del titolo possiamo trovarci tutti i significati che vogliamo, i quali vanno dall’amore illimitato, senza fine, a qualcos’altro che può valere meno di zero; la risposta (e anche qui ritorna il gioco delle interpretazioni), ce la propone proprio Bob Dylan insieme al suo testo.

amore-meno-zero4
Ogni capitolo di questo libro è infatti preceduto da un verso di questa celeberrima canzone, come se l’autore si fosse calato in una sorta di osmosi letteraria nel suo mondo parallelo. Nel testo di Love Minus Zero / No Limit, possiamo percepire come un’idea di un amore senza fine in assoluto, fosse anche in realtà il rovescio di una medaglia che sintetizza tutti i rischi dell’amore stesso, rendendo palese la forza, ma anche la vulnerabilità di un sentimento, la sicurezza e la fragilità di un equilibrio: lasciandoci completamente nudi. Tutti i rimandi metaforici al Libro di Daniele dalla Bibbia, alla Rosa Malata di William Blake o al Corvo di Edgar Allan Poe, presenti fra le righe della lirica, non sono altro che espedienti importanti per condurre l’ascoltatore (o il lettore), nelle dimensioni cubiste in cui la sua poesia  vive di luce propria, e di cui Dylan, ne è un artefice fedele. Il suo simbolismo, si trasforma in una scultura dalle molte facce, tutte riconducibili alla  statua che le rappresenta: e ad ogni visuale, corrisponde una versione della storia, ad ogni angolo si potrà scoprire un nuovo gioco di ombre, diverse da quelle precedenti; ma l’opera d’arte è sempre unica, e come tale, vivrà della sua completezza. Così come questo libro.

amore-neno-zero16
Volevo sottolineare che Stefano Rizzo si è laureato in filosofia proprio a New York, e che è stato il primo a tradurre in Italia per la Newton Compton le liriche del recente premio Nobel. E’ anche uno studioso di relazioni internazionali e autore di molti saggi su questo argomento di attualità sociologica, e proprio per questo, riesce a ottimizzare con la narrativa queste sue esperienze. Fondamentalmente, “Amore Meno Zero” lo si potrebbe definire il romanzo di un’epoca in cui il mondo è cambiato, e che, straordinariamente, lo si può accostare alle problematiche di oggi, in una sorta di parallelismo da cui dovremmo imparare la lezione della Storia. Il clima che si respira in queste pagine, non è soltanto uno sconfinamento nell’action-movie di intenso respiro, ma è soprattutto la raffigurazione di un periodo indimenticabile per la nostra società, e di come il sistema, sporcandosi le mani, ha alterato le utopie della controcultura, minando senza speranza la rivoluzione del rinnovamento. Però, come spesso succede, si possono uccidere le persone ma non le idee che hanno continuato a vivere tra di noi, a gettare altri semi, ha riformulare altre speranze.

amore-meno-zero14
Poi è chiaro, tutte le guerre sono sporche; tutti gli equilibri del mondo vengono intaccati dal fango e dalla vergogna, per paura del cambiamento; tutti i poteri si arrogano il diritto della ragione gettando altro fango sulla vitalità e sulla poesia, Personaggi come Allen Ginsberg, Abbie Hoffman, Huey Newton , Eldridge Cleaver, Stokely Carmichael, Landon Higgis; e poi ancora Bella Abzug, John Lindsay, Bruce Anello e lo stesso Dylan, qui partecipano e appaiono solamente come attori inconsapevoli intorno a una vicenda, di cui, essendo realmente esistiti, si piegano al volere del narratore per un’altra verità, per un’altra realtà che, avendoli visti diversi, qui si adattano alla finzione scenica come osservatori di una bellezza negata.

amore-meno-zero12
Anche i carteggi della CIA e dell’FBI, riprodotti nel romanzo sono autentici, giusto per sottoscrivere di rosso le note e l’ingerenza che ebbero allora (e anche oggi) questi poteri dello Stato, per alterare o conservare (dipende sempre dal lato in cui si  guardano le cose) un’ipotesi di società. Così come il matematico italiano Giuseppe Peano, socialista umanitario d’inizio ‘900 (che a detta dell’autore un po’ il nome tutelare di tutta la vicenda), s’inserisce tra queste pagine per darci una lezione di vita, mentre la musica ci scorre fra le orecchie, lenta, monocorde, emozionale…


Sostanzialmente, questa ideale colonna sonora, conserva ancora il fascino misterioso dei sui molteplici significati, ci accompagna come una nenia o una preghiera in un attimo di raccoglimento, ci allieta la lettura attraverso tutte le dinamiche in essa contenute, perché tutte le strade possano un tempo convergere nella direzione del cuore… un cuore senza limiti.
“Il mio amore parla come il silenzio / senza ideali o violenza / … / Alle stazioni di corriere e nei negozi di occasioni / la gente discute di situazioni / legge libri / ripete citazioni / traccia conclusioni sul muro / C’è chi parla del futuro / il mio amore parla lento / lei lo sa / non c’è successo come il fallimento / e i fallimento non è un successo di sicuro…”  (Bob Dylan)

Senza limiti dicevamo, per le nostre convinzioni…
per le nostre speranze…
Alla prossima ragazzi…

Il barman del Club 

Annunci

6 thoughts on “AMORE MENO ZERO di Stefano Rizzo

  1. E bravo. Hai ripreso a postare.
    🙂
    Ecco perché ci hai messo tanto: come sempre, contenuti di alta qualità. I libri vanno sempre e comunque evidenziati: sono il ritratto dell’anima di un uomo. E sarebbe impossibile altrimenti.
    L’augurio per una serena settimana.
    ^___^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...