Da un poeta a un altro

leonard-cohen

Tutti quelli che continuano a citare il ritornello: “anno bisesto-anno funesto”, probabilmente hanno ragione, perché se metto in file tutte le morti illustri di questo 2016 mi vengono i brividi, soprattutto nel mondo della musica. Se per un’ironia della sorte è stato dato il Nobel a Dylan, dall’altra parte c’è stata una falcidia di nomi veramente da non credere. Per ultimo proprio Leonard Cohen: un’altro poeta prestato alla canzone d’autore.
Di lui potremmo versare fiumi d’inchiostro, perché oltre alla pubblicazione dei suoi dischi, ha pubblicato molte raccolte di liriche veramente emozionanti,  veramente uniche. Bisognerebbe fare un post chilometrico per riuscire a delineare una personalità come la sua. Però, come spesso succede, a volte, basta una frase per circoscrivere un sentimento, per sottolineare un’idea di vita

impronte-digitale-3
Impronte digitali
“Ti ho toccata una volta di troppo / ora non so più chi sono / Le mie impronte digitali sono scomparse / mentre pulivo via la marmellata // Ho chiamato le mie impronte tutta la notte / ma non sembra se ne curino / L’ultima volta che le ho viste / si sfogliavano fra i tuoi capelli // Pensavo che sarei partito stamani / così ho vuotato il tuo cassetto / e centomila impronte / galleggiarono sul pavimento…”
Leonard Cohen

Già… le notre impronte, la nostra identità. Ma se Cohen è sempre stato alla ricerca delle personalità che ruotano intorno al concetto dell’amore, in senso traslato potremmo aggiungere (è questa la potenza della poesia) che l’amore come le nostre storie, la nostra vita o la nostra quotidianità, è sempre alla ricerca di un’identificazione che ci possa raffigurare, o perlomeno, di un presente che vogliamo ci appartenga.

impronte-digitali-5
Diventa inevitabile parlando di presente, di proseguire verso il futuro, di chiederci guardando quello che ci sta succedendo intorno, come sarà, banalmente, ma inequivocabilmente il giorno dopo che ci aspetta. E anche qui il poeta ha dato la sua risposta, il poeta ci ha lasciato un testamento che non vorremmo leggere.

Il futuro
Ridammi la mia notte spezzata / la mia stanza a specchi  / la mia vita segreta / è triste ora / senza più nessuno da torturare / Dammi il controllo assoluto / su ogni anima vivente / e giaci accanto a me piccola / questo è un ordine! // Dammi il crack a il sesso anale / prendi il solo albero rimasto / e infilalo nel buco / della tua cultura / Ridammi il Muro di Berlino / ridammi Stalin e San Paolo / ho visto il futuro fratello / è assassinio… //
Quando dicevano pentiti / mi chiedevo cosa volessero dire / quando dicevano  PENTITI / mi chiedevo cosa volessero dire… // … Dammi Cristo / o dammi Hiroshima / distruggi un altro feto ora / ho visto il futuro piccola / è omicidio… // …”
Leonard Cohen

Ma se i poeti sono dei profeti cosa rimarrà delle nostre speranze? La risposta giusta è tutta racchiusa nelle parole del poeta che verrà dopo di lui, perché se la successione degli eventi porterà a far parlare sempre un’altra persone, vuol dire che la potenza della parola è più forte di qualsiasi futuro, di qualsiasi identità, di qualsiasi impronta.

Ciao Leonard… anche tu ci hai lasciato con un ultimo guizzo d’artista, e per questo, per tutto, non ti dimenticheremo… soprattutto nel futuro

e brindo a te… il Barman del Club
perché se tante volte ti ho servito, oggi, mi voglio ubriacare!
leonard-cohen-4

Annunci

28 thoughts on “Da un poeta a un altro

  1. “Fatti strada attraverso il dolore che è molto più reale di te
    che ha mandato in pezzi la cosmologia, che ha accecato ogni vista
    e, ti prego, non farmi andare lì, che ci sia un Dio o no”

    pagina che rende onore ad un altro grande che se se va.
    Grazie

  2. Allora, una volta gli han chiesto: “K. Kristofferson ha detto che sulla sua lapide vorrebbe il testo di Bird On A Wire. Sulla tua cosa vorresti ci fosse scritto?” E Leonard: “Mi è sempre piaciuto quel verso di Dylan, It Ain’t Me, Babe (non sono io, babe)”. Ed è un po’ vero, colui che cerchiamo è in quelle canzoni e in quelle poesie.

  3. Proprio questo che dici fatto di furia sembra lavorato con la precisione del tombolo.
    Abbiamo del Nobel a Dylan che avrebbe potuto (dovito) essere di Cohen ma poco importa ora un premio per decretare il suo volore che oggi è tutto espresso nella nostra tristezza.

    sheraunbribdisiechesialto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...