I MIGLIORI DISCHI DEL 2014 per il Sourtoe Cocktail Club

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canned heat – musica tossica

i migliori album del 2014 per il sourtoe cocktail club_NEW

Rieccoci come ogni anno a fare un resoconto sulle migliori uscite, in questo caso del 2014, e come sempre, ribadisco il concetto del gioco, non tanto fine a stesso, ma per la necessità di riepilogare tutte le emozioni e le bellezze che si fondono in questa passione, a tratti malattia… Ma chi se ne frega!  fossero tutte così le malattie!! Pertanto, queste sono le mie scelte e come tali si inseriscono nel clima del Sourtoe Cocktail Club, in cui si fondono, alcol compreso, tutte le sfumature di una serata in compagnia: la vostra chiaramente!!!

Buona bevuta a tutti… il Barman

Chiaramente non c’è classifica: tutti belli in egual misura. Ne ho scelti come ogni anno 20 e rappresentano sostanzialmente i miei migliori acquisti


GOAT – “Commune”
WOVENHAND – “Refractory Obdurate”
CHRIS  ECKMAN – “Harney County”
DAVID  CROSBY – “Croz”
SWANS – “To Be Kind”
EINSTÜRZENDE  NEUBAUTEN – “Lament”
SHELLAC – “Dude Incredible”
J MOSCIS – “Tied To A Star”
THE WAR ON DRUGS – “Lost In The Dream”
SHARON VAN ETTEN – “Are We There”
ROBERT PLANT – “The Ceaseless Roar”
CHEAP WINE – “Beggar Town”
CARLA BOZULICH – 
“Boy”
TOR PEDERS – “Brev Från Ederstorp”
SERRIES, JÄRMYR & LO – “Yodok III”
HOOKWORMS – “The Hum”
EARTH – “Primitive And Deadly”
ENO & HYDE – “Hight Life”
LUCINDA WILLIAMS – “Down Where The Spirit Meets The Bone”
THEE SILVER MT. ZION MEMORIAL ORCHESTRA – “Fuck Off Get FreeWe Pour Light On Everything”

*****

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“Commune”

Una delle più belle conferme dell’anno arriva dall’estremo nord della Svezia e confeziona un disco dove si fondono, in maniera coinvolgente, ricerca etnica e ritmi forsennati. Sostanzialmente, i Goat rappresentano quella novità che gli appassionati attendevano da anni. Splendido !!!    

—– cocktail abbinato: “Bronx” (tutto d’un fiato)

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*****

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WOVENHAND
“Refractory Obdurate”

David Eugene Edwards ritorna con il suo progetto Wovenhand ai tempi dei 16 Horsepower, in cui mai come in questo album si mette in evidenza l’ostinazione della sua idea di religione. Disco potente intriso di chitarre lancinanti e percussioni ancora più violente, legate in chiaro modo alle sue origini “natif-american”.
Tribale !!!    

—– cocktail abbinato “Aguardiente” (parole di fuoco)

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*****

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CHRIS ECKMAN
“Harney County”

Anche quando Chris Eckman si allontana dai Walkabouts, dimostra senza ombra di dubbio di essere uno dei più bravi artisti nel suo campo, soprattutto se la scelta acustica essenziale, basata su pochi giri armonici e testi bellissimi, mette in evidenza le grandi qualità interpretative e professionali di un autore unico.
Intimista…     

—– cocktail abbinato “Long Island Ice Tea” (la classe non è acqua)

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*****

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DAVID CROSBY
“Croz”

David Crosby rientra a pieno titolo nella storia della musica, e ci fa rammaricare ascoltando queste bellissime canzoni perché, se non si fosse perso dietro alle droghe pesanti che hanno condizionato la sua vita, chissà cosa avrebbe composto. Chiaramente il dubbio rimane, ma la certezza è la pubblicazione di questo lavoro perfetto in ogni sua sfumatura, quasi esagerato nel suo lavoro di produzione, ma che ci fa godere di fronte a tanta suggestione d’altri tempi.
Avercene !!!    

—– cocktail abbinato “Old Fashioned” (senza tempo)

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*****

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“To Be Kind”

Dopo aver riunito gli Swans, Michael Gira ha intrapreso un’idea strutturale concepita per costruire un’opera completa, arrivata ora al suo secondo atto. Sicuramente più matura del suo precedente disco, dove, l’ossessivo incedere dei ritmi oscuri e deviati, ritrova in questo caso un sulfureo equilibrio. In fondo, il paradiso e l’inferno non sono poi così distanti.
Ipnotico !!!    

—– cocktail abbinato “Bad Breath” (fiato cattivo)

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*****

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EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN
“Lament”

Questo gruppo tedesco rappresenta la storia di un genere chiamato “industrial”, il quale, nel corso degli anni, si è modificato proseguendo e inglobando nella sua evoluzione sonora, tutti gli echi della nostra modernità, trasformando le note in un movimento di suoni, dove, distorsione e sperimentazione erano e sono un territorio in cui la libertà di espressione può diventare arte. In questo caso gli Einstürzende Neubauten hanno fatto un lavoro di ricerca sulla Prima Guerra Mondiale, rielaborando e ricostruendo la tragedia avvenuta esattamente cent’anni fa, portandola sul palcoscenico come un evento oltre che da sentire, soprattutto da guardare, e le loro performance live ne sono la conferma.
Teatrale !!!    

—– cocktail abbinato “Horse’s Neck” (così non si uccidono neanche i cavalli)

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*****

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SHELLAC
“Dude Incredible”

Steve Albini, spogliatosi dai panni del noto e discusso produttore, nel bene e nel male, ritorna con il suo gruppo e ci butta in faccia tutta la sua rabbia. Uno sfogo, il quale devia dal punk quel tanto che basta da lasciarci sconcertati. Pochi accordi, ritmi serrati, testi urticanti e un minutaggio che non vuole aggraziarsi nessuno. I casi sono due: o ci vogliono prendere in giro, o ci vogliono regalare l’ennesimo capolavoro.
Abrasivo !!!    

—– cocktail abbinato “Whiskey Sour” (semplicemente aspro)  

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*****

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J MASCIS
“Tied To A Star”

Sarebbe troppo facile definire quest’ultimo album dell’ex leader dei Dinosaur Jr, un gioiellino da cui è difficile staccarsi facilmente. La bellezza di queste ballate garantisce un ascolto che va al di là della pura fruizione musicale, perché quando la classe si mette a disposizione delle passioni più autentiche, allora, il suo esito non può che essere una gioia per le nostre emozioni.
Pregevole !!!    

—– cocktail abbinato “Mojito” (un incantesimo)

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*****

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THE WAR ON DRUGS
“Lost In The Dream”

Per quelli che amano le sonorità degli anni che vanno dal ’65 al ’75, questo è l’album confezionato per loro. Attenzione, la decade citata è stata inserita proprio per circoscrivere un’idea di canzoni, le quali vogliono ricordare una serie di cantautori che hanno scritto la storia della musica: da Bob Seger a Tom Petty, da Mark Knopfler  a Bruce Springteen, fino a Dylan, Bob Dylan su tutti. Chiaramente, nonostante il senso apparentemente derivativo dell’insieme, il risultato è affascinante, e stupisce per come Adam Granduciel e compagni siano riusciti a calarsi nel mondo dei loro maestri, senza cercare di superarli (questo sarebbe troppo), ma rielaborando un sound per renderlo efficace fino ai giorni nostri. Si saranno persi in un sogno, ma non saranno gli unici.
Ruffiano…    

—– cocktail abbinato “Americano” (idee rubate) 

*****

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SHARON VAN ETTEN
“Are We There”

Giunta al suo quarto album, questa cantautrice del New Jersey, dimostra tutto il suo talento con una serie di canzoni mozzafiato, e sfodera un disco pazzesco dove le sue storie sempre a cavallo fra la poesia e una scrittura noir, acquistano una struttura decisamente matura. Come sempre di lei si sono fatti tantissimi paragoni che vanno da Patti Smith a Cat Power, ricordando come  fonti ispirative Jeff Buckley, Lou Reed o Matt Berninger dei The National (con cui tra l’altro ha collaborato); ma ve lo posso assicurare, prossimamente ci ricorderemo del suo nome, e saranno su di lei, che faranno i paragoni con altri nomi di giovani talenti.
Coinvolgente…    

—– cocktail abbinato “Daiquiri” (per chi suona la campana)

*****

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ROBERT PLANT
“The Ceaseless Doar”

Non c’è niente da dire, lontano da Jimmy Page, Robert Plant ha dimostrato tutta la caratura della sua bravura, non che  lo dovesse per forza evidenziare, ma solitamente quelli che erano stati bollati come vecchi dinosauri, non si erano più ripetuti con le performance della loro gioventù. Invece, accompagnato dai fidi “Sensational Space Shifters”, sfodera un’altra prova della sua immensa classe.
Una conferma !!!    

—– cocktail abbinato “Negroni” (atto di forza)

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*****

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CHEAP WINE
“Beggar Town”

Ancora una volta gli italianissimi Cheap Wine dimostrano un’espressività pari a i migliori gruppi d’oltreoceano, e pubblicano uno dei migliori album della loro carriera con una sinergia d’insieme veramente esilarante. Difficilmente vi staccherete dalle ballate contenute in questo disco in cui, gli echi di un America ricostruita in terra marchigiana, ritrova in questo caso tutti gli orizzonti dove perdersi insieme alle loro schitarrate. Tra l’altro, prima o poi, li troverete a suonare sotto casa vostra. Mi raccomando… andate a vederli !
Godevolissimo !!!    

—– cocktail abbinato “Una birra media” (finalmente un sorso)

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*****

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CARLA BOZULICH
“Boy”

Questa artista fuori dal comune e con alle spalle (oltre le brutture della sua difficile adolescenza) una carriera alternativa di notevole rispetto, si ripropone al pubblico con un lavoro difficile e intenso al tempo stesso, dove, la decantazione delle sue storie e delle sue poesie disperate, diventano la tela espressionista in cui sfogare tutti i colori della sua arte.
Grande !

—– cocktail abbinato “Un calice di vino” (per intenditori)

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*****

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TOR PEDERS
“Brev Från Ederstorp”

Questo gruppo svedese esordisce con un disco bellissimo, in cui viene ripresa una musica progressive anni ’70 e rivisitata come le colonne sonore di allora. La vitalità che esplode da queste tracce è tale che difficilmente potrete parlare di “retromania”, perché sembra di ascoltare una musica talmente attuale, in cui, non si capisce più in quale anno del tempo siete capitati. Non guardate la copertina, in questi solchi (perché di vinile si tratta) esplode un sole con tutta la sua forza.
Caldissimo… (non ci credete?)    

—– cocktail abbinato “Gin Fizz” (idee fresche)

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*****

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DIRK SERRIES – TOMAS JÄRMYR & KRISTOFFER LO
“Yodok III”

Parlare in questo caso di “Corrieri cosmici” non è per niente sbagliato, e nonostante in questo vinile sia stata incisa una performance di questi tre musicisti etichettandola come “new wave of jazz”, in realtà, nella memoria riemergono certe suite legate ad una forma space del krautrock più sperimentale in cui, gli Ash Ra Temple o i Tangerine Dream (Edgar Froese in particolare), troverebbero un universo aperto per tutte le loro improvvisazioni. Due tracce: una per lato, A e B, come ai vecchi tempi: tempi che stanno ritornando, e in questo caso mai come oggi vi faranno perdere in un lisergico viaggio in cui, nelle fumerie d’oppio di filmica memoria, vi potrete adagiare e addormentarvi felicemente.
Etereo…      

—– cocktail abbinato “Stinger” (nascondigli segreti)

*****

album-2014-Hookworms-The-Hum
HOOKWORMS
“The Hum”

Bum ! Anzi, doppio bum !  perché, quando un gruppo per due anni di fila da alle stampe degli album così interessanti,  da posizionarsi nei migliori dischi dell’anno, allora vuol dire che di bravura ne hanno da vendere. Psichedelica e shoegaze miscelati insieme a un urticante incedere che questi sei ragazzi  di Leeds sciolinano con una disinvoltura disarmante. Speriamo solamente che riescano, in seguito, ad evolversi senza ripetersi troppo, aggiungendo alle loro cavalcate, tutta l’inventiva che li contraddistingue.
Ossessivo…    

—– cocktail abbinato “Bouncing Bomb” (l’arsenale)

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*****

album-2014-earth-primitive-and-deadly
EARTH
“Primitive And Deadly”

Mai come in questo caso il gruppo di Dylan Carlson, riesce a diventare accessibile con un lavoro, il quale, sposta il suo baricentro verso uno stoner-rock molto viscerale e coinvolgente, in cui, con la partecipazione di eccellenti ospiti, si eleva il livello di fruizione e si viene coinvolti emotivamente. E’ come stare su un altro mondo e godere di un paesaggio onirico.
Notturno…    

—– cocktail abbinato “Fernet&Coke” (punto di non ritorno)

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*****

album-2014-eno-hyde-High-Life
ENO & HYDE
“High Life”

Questo secondo album pubblicato nel giro di pochi mesi dalla loro prima collaborazione, risulta sicuramente meglio riuscito e meglio costruito, perché tutti conosciamo la personalità di Brian Eno e la bravura di Karl Hyde. Sei brani; sei cavalcate musicali in cui convergono ritmi sincopati e arrangiamenti precisi. Funky è la parola d’ordine, ma è tutto un insieme di generi e sottogeneri, che riescono a coesistere messi insieme dalla maestria dei due autori sopra citati, i quali, ci hanno fatto un regalo veramente interessante.
Bello tutto !!!    

—– cocktail abbinato “Screwdriver” (lavori di cacciavite)

*****

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LUCINDA WILLIAMS
“Down Where The Spirits Meets The Bone”

Definirlo album dell’anno sarebbe un’uscita forzata dalla mia linea in cui ho messo tutti questi dischi sullo stesso piano, però quest’ultima fatica di Lucinda è veramente notevole, soprattutto per la capacità con cui, tutte le canzoni, si aprono seguendo una linea emozionale veramente da brividi. I toni non sono allegri ma neanche tristi, si viaggia su una linea melodica intermedia in cui dentro a tanta poesia, non ci si può che commuovere.
Melanconico…    

—– cocktail abbinato “Ghost Track” (The Day After Tomorrow)

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*****

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THEE SILVER MT. ZION MEMORIAL ORCHESTRA
“Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything”

Grande, grandissimo album di questo ensemble canadese, uno dei primi botti dell’anno appena passato, in cui le suggestioni offerte dai violini fusi con le chitarre che si sovrappongono, diventano veramente esaltanti per l’incedere quasi apocalittico dell’insieme. La voce lancinante del font-man si integra con gli strumenti diventando strumento a sua volta, grido forsennato per interagire con l’estensione un evento epico, il quale, nelle sue cavalcate musicali, ritrova tutta la rabbia che avevamo dentro.
Capolavoro !!!    

—– cocktail abbinato “October revolution” (ultimi incendi)

leggi recensione completa

*****

Per il 2014 è andata così
speriamo allora in un 2015 musicalmente eccezionale
come per le nostre sette vite

!!!!! Buon tutto allora !!!!!

il Barman

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46 thoughts on “I MIGLIORI DISCHI DEL 2014 per il Sourtoe Cocktail Club

    • difficile rispondere perché la scelte sono sempre il risultato di emozioni personali; comunque questi sono quelli rimasti fuori per un pelo:

      THE BODY – “Christs Redeemers”
      THE BLACK KEYS – “Turn Blue”
      SPOON – “They Want My Soul”
      ALT-J – “This Is All Yours”
      DAMIEN RICE – “My Favourite Faded Fantasy”
      HARD WORKING AMERICANS – “The First Waltz”
      TY SEGALL – “Manipulator”
      MARK LANEGAN – “Phantom Radio”
      RIVAL SONS – “Great Western Walkyrie”
      MARISSA NADLER – “July”
      GRAVENHURST – “Offering: lost song 2000/2004”
      CHUCK WEISS – “Red Beans And Weiss”
      DIRTMUSIC – “Lion City”
      CRISTINA DONA’ – “Così vicini”
      PAOLO BENVEGNU’ – “Earth Hotel”

      ma di qualcuno di questi parlerò ancora… Ciao, un saluto anche a te !

  1. David Crosby, Luci nda Williams e evergreen Eno.
    Ma quando hai realmente prodotto ‘sto popo’ di lavorone? Nn certo in questi giorni di baldoria e brindisi. ..
    October rev mi manca.
    Sherabbastanzacottamaluci (n )dassaje

      • October Revolution:

        1/40 di Vodka
        1/20 di Tia Maria
        1/20 di Crema di Cacao
        1/20 di panna
        cubetti di ghiaccio

        Metti in uno shaker il ghiaccio, la Vodka, la Tia Maria e la crema di cacao. Agita il composto e filtra il tutto in un bicchiere alto, poi concludi riempiendo con la panna. Un’altra versione consiste nel mettere anche la panna nello shaker. Dipende dai gusti del cliente…

        Alla tua !!!

  2. bella coincidenza sì… ora m’informo. Tra l’altro conosco il responsabile della pag. culturale di quel giornale dove scrive l’autore del libro. No, no… va incontrato anche lui !

    In quanto alla distrazione… hai già fatto abbastanza (però la panna è sempre la panna)

  3. Tanto da (ri)leggere, da sentire e da commentare. Sarà che quest’anno non mancano i vecchietti ma almeno nella tua classifica ho trovato diversi dischi di mio gradimento.
    Però dovrò fare due commenti non appena ne avrò il tempo, intanto ti auguro buona riapertura.

    • appena avrai il tempo !!? ma dove vivi, in un ippodromo dove corri continuamente ?
      Hai trovato diversi dischi di tuo gradimento (!!!!!!!!??????) incredibile, non ci credo, tu che vieni incontro ai miei gusti !!!!!?? Non ha ancora nevicato… di conseguenza, quando fai la prossima giocata cambia allibratore, perché i cavalli vincenti sono tutti in questo blog.
      Grazie per l’augurio !
      P.S. anche sotto le feste, ero sempre aperto

      • Lucinda Williams e i Neubauten i miei preferiti probabilmente tra i nati nel 2014 ma non i miei preferiti del 2014. E cosa dicono in realtà sul 2014? Il punto è sempre quello. Eri sempre aperto, è vero ma le mie bevute delle ultime settimane non sono state molto virtuali, anzi, anzi…

  4. Più che il Primitivo io a Billie Holiday abbinerei un Taurasi perché ha molta più classe ed è più selezionato, soprattutto per la qualità. Grazie comunque per aver postato una delle interpreti più struggenti della storia della musica…

  5. Sono contenta tu abbia apprezzato. È fantastica smuove ogni particella di pelle. Chissà se nel libro è previsto l abbinamento, sono curiosa.
    Oggi il grigio e l ‘umido si tagliavano col coltello ed allora giù un buon punch al mandarino.
    Sherallorabuongiorno

  6. Non ci credi ? a Roma non mi conoscono ma se vieni a Como potrai soddisfare i tuoi desideri di grats-tudine… garantito, offre il Barman 🙂 😀 😉 In quanto a Equilibrium sono tanti i film che raccontano le distopie che vogliono annullare le emozioni (dillo a TADS visto il tema del suo ultimo post) e allora difendiamole, come potrei vivere senza i miei “vinili”. Ci siamo conquistati la libertà e ora vogliono alzare le tasse sulla birra (!!!???) No, no, non ci siamo. Anche il bere (bene) è un’emozione (anche questo dillo a TADS). In fondo, cosa sperano di ottenere… sorbole!

  7. Lavori che conosco solo in minima parte, per mia imperdonabile mancanza. Son di gusti un po’ più “semplici”. Mi permetto di segnalare Ultraviolence, di Lana Del Rey.
    Complimenti per la cultura musicale.
    L’augurio di una serena settimana.
    ^__^

  8. come sempre ognuno ha nel cuore i suoi dischi preferiti e potrebbe fare la sua classifica, ma è giusto così, e così dev’essere. Il lavoro dei Crosses è intrigante, ma non è proprio il mio genere, o perlomeno, con la musica si va spesso per emozioni e periodi, perché in fondo parlare di genere, oggi, è sostanzialmente riduttivo, quasi a dire che è tutto un genere. In fondo, con tutto quello che si pubblica, è già tanto se riusciamo a seguire i gusti di noi stessi.
    Salute a te… come vedo, sei musicalmente malato come me, almeno, possiamo godere di qualcosa !

  9. Leggo e prendo nota. Sono contento per gli E. N. li hai inseriti, un disco oltre la musica peccato che molti giornalisti non l’hanno capito.
    Complimenti per la tua conoscenza, riprendo nota …

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