BACI E ABBRACCI – “Alt- J” – Mark Lanegan” – “Carlot-ta” – “Gravenhurst” – “Soqquadro Italiano”

Si chiude così il 2014, e dopo i botti, cerchiamo un po’ di baci e un po’ di abbracci… nella speranza di riconciliarci con l’anima, anche se, per inseguire una carezza, spesso come in questi casi, non si riesce a raggiungere un’elevata qualità. Ma tant’è, accontentiamoci di un sorriso e di un luogo comune… In fondo, perché non dovrei dirvi buon 2015 !!!?

album2014-alt-J-This-Is-All-Yours-Coloured-Vinyl
ALT-J
“This Is All Yours”

Dopo lo splendido esordio di due anni fa: “Am Awesome Wave”questa formazione di Leeds ha intrapreso la pubblicazione del loro secondo album con i litigi interni che probabilmente hanno segnato l’ispirazione di fondo. Dico questo perché purtroppo questo “This Is All Your” è molto al di sotto del capolavoro precedente, perché se l’indie-pop venato di elettronica che aveva fatto gridare al miracolo nel 2012, ora, si è perso in una prevedibilità che dispiace, nonostante qualche piccola perla disseminata qua e là, manca purtroppo non tanto un’unità d’insieme, ma di quella splendida originalità che li aveva contraddistinti. Se però a qualcuno di voi piace questo incedere di melodie dolci, sempre costruite sopra giri armonici non usuali, con inserimenti di variazioni e coretti non banali, allora, potrà sicuramente rilassarvi e godere, non tanto per l’ambientazione con cui poter sognare, ma per la bellezza che desiderate. In fondo, i testi sono buoni, e il messaggio che ne esce non è uno schizzo qualsiasi, o un quadro informale, o il vostro test di Rorschach preferito, ma l’insieme delle vostre imperfezioni, e va bene anche così. Sarà per la prossima volta…

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album-2014-mark-lanegan-phantom-radioMARK  LANEGAN
“Phantom Radio”

Amo troppo Mark per non genuflettermi di fronte ad ogni sua creazione, copertina compresa. Tra  l’altro in questi ultimi anni ha talmente variegato ogni sua proposta, che sostanzialmente ha accontentato ogni suo fans, sia che prediliga un blues oscuro o una variazione di produzione più orecchiabile, come in questo disco. Tutto è inserito alla perfezione all’interno di una serie di ballate agrodolci. Evidentemente il nostro eroe ha voluto diversificarsi senza compromessi, elargendo dischi acustici e dischi prodotti esagerando negli arrangiamenti, come questo “Phantom Radio”: esempio di come la musica può adattarsi a stilemi di culto e nello stesso tempo, ad un pubblico più vasto. Il tutto risulta piacevole e di facile comprensione, si può ascoltare in auto come in casa mentre si fanno le pulizie; tanto in fondo, cosa volete di più: unirete il piacere con il dovere. Dacci dentro Mark, che la prossima volta, farai sicuramente meglio!!!

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digipack_03
CARLOT-TA
“Song Of Mountain Stream”

Quando inserii fra i migliori dischi del 2011 l’album d’esordio di questa artista italiana: “Make Me A Picture Of The Sun”, fu come un omaggio dovuto ad una artista dalle qualità straordinarie e soprattutto, al coraggio di mettere in musica le parole di grandi poeti, i quali, aspettavano solamente una persona capace di tanto ardire. Tra l’altro, la curiosità sorprendente, è che in quel caso riuscirono meglio le composizioni per “piano solo”, che nella complessità degli arrangiamenti successivi. Infatti anche in questo caso, ritengo superflue le pomposità inserite in tutte le composizioni, perché una ricerca minimale inserita nelle strutture un po’ folk o pop che dir si voglia, auspicavano a mio avviso, la trascendenza di un luogo più appropriato vista la citazione del titolo: “le canzoni del ruscello della montagna”. In fondo, la montagna esiste dentro le nostre solitudini e in esse si dipanano le nebbie e le giornate soleggiate, le leggende nascoste nei muschi e nei licheni che le abitano o le misteriose note che si odono immersi in queste dispersioni interiori. Il tutto è molto bello, comprese le trasposizioni delle rime di Paul Valery, o i racconti di William Wordsworth, come se la teatralità dell’insieme fosse la lucida consapevolezza che la letteratura diventasse spartito dove perdersi ed elevarsi, però, per immedesimarsi nel luogo dell’ispirazione, bisogna calarsi proprio in quel contesto, e solo in quel contesto si può dare musica al silenzio. Non c’è problema, fermatevi ad ascoltare…  Ancora una puntualizzazione, ma perché le hanno scelto un nome il quale ogni volta che si pronuncia fa venite il singhiozzo: in fondo, se si chiama Carlotta Sillanoperché non vivere di questa bellissima libertà ?

OLYMPUS DIGITAL CAMERACarlotta Sillano

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album-2014-gravenhourst-offerings
GRAVENHURST
“Offerings: lost song  2000 – 2004”

Nick Talbot era un artista che amava la letteratura e che forse nel tempo in cui è vissuto non serviva la sua ispirazione. Poi, come sempre accade, dopo la sua dipartita, come ogni morte catalogata con il termine “maledetta”, ognuno di noi ritorna sulle ceneri del cadavere per scoprire il lirismo che le ha dato origine, almeno, se abbiamo perso qualcosa, anche in senso deviante, riusciamo ad assimilare qualcosa di un grande poeta. Questo album che raccoglie il materiale prima della firma con la Warp Records, acquista così una valenza sorprendente, probabilmente pura per la sincerità della sua valenza artistica in cui, le figure di un Nick Drake o di Simon & Garfunkel qualunque, si sminuiscono per un paragone  appropriato senza la dimestichezza dei termini. E allora, direte voi, perché li cito? Ma perché quando i maestri vengono superati senza che nessuno lo voglia ammettere, allora, siamo vicini alla soglia dell’omissione. Fondamentalmente, quando una melodia confessionale per niente vicina alle consuetudini del folk, rimane ancorata alle tecniche del fingerpicking e sopra di essa ci costruisce un poema, allora, tutta la dietrologia diventa un eufemismo, e ogni critica, un esercizio stilistico di chi scrive. Fermatevi solo un attimo, ad ascoltare…

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album-2014-soqquadro-italiano-numero-zero
SOQQUADRO  ITALIANO
“Numero Zero”

Concludiamo con un esperimento di musica colta in cui la voce è la protagonista dell’insieme. Vincenzo Capezzuto: danzatore, cantante con la voce da soprano da confondersi con le vocalità femminili, tanto da sembrare sorprendente per la dimestichezza con cui si propone, registra questo “numero zero” della sua ricerca sempre a cavallo con le realtà popolari e i virtuosismi di un’opera lirica. Certo, per chi non è abituato a queste sonorità, potrebbe diventare difficile accostarsi a un cantato così vicino alla tradizione, però, questa ricerca tanto lontana dalle forme commerciali che ci circondano va premiata per il valore intrinseco che rappresenta. In fondo, questo è un progetto culturale il quale scava nelle radici della musica italiana e la vuole completare, ricostruendo un territorio che spazia dalla musica antica a quella tradizionale dei nostri borghi, cercando un punto di fusione con il pop ed il jazz, come se un evento teatrale riformulasse tutte le componenti culturali dell’insieme. Ripartire da zero è una forma matematica di facile consumo, ma è tutto il mondo dei numeri che lascia trasparire una passione e una ricerca vissuta come un valore aggiunto. E i numeri sono infiniti, come la loro poesia…

Vincenzo-CapezzutoVincenzo Capezzuto

E’ chiaro che questa mia digressione musicale, considerando il post precedente, il quale, svariando dall’hardcore alla musica colta, potrebbe sembrare un aggiustamento “democristiano” vicino a tutti i gusti, in realtà, è la voglia di accostarsi ad ogni vibrazione emozionale in base alle pulsioni del momento. Ogni attimo è alla base della nostra vita, e tutto va completato secondo le aspirazioni, le voglie, le pulsioni, le angosce, le rabbie e le più intime debolezze del nostro esistere. Ogni giorno passiamo le giornate ascoltando urla e dolcezze e come tali saranno esorcizzate dalla nostra voglia di recepire ed urlare a nostra volta, da adagiarci ed accarezzare quello che sentiamo più vicino a noi…

Buon Anno !  Ancora auguri dal barman !!!

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15 thoughts on “BACI E ABBRACCI – “Alt- J” – Mark Lanegan” – “Carlot-ta” – “Gravenhurst” – “Soqquadro Italiano”

  1. come sempre i tuoi post sono ricchi, intensi, tanto da doverli prendere a piccoli sorsi…
    È il grande piacere dell’ascolto di nuove melodie, di arte nuova come acqua fresca sul viso la mattina, mescolate a vecchi amori (mark) con il vestito nuovo a riportarmi a me stessa. E che regalo!
    non ho che un grazie per poter contraccambiare la carezza, barman, di cuore!
    sempre nuove epifanie per l’anno nuovo!
    momi

  2. Diciamo che dovendo guidare questa volta non bevo (e così non brontolerò). Ma non credere che sia finita qui, inizierà un nuovo anno e criticherò, criticherò e criticherò ancora! Auguri.

    • coooosa !!! non devi bere !!! povero Vandalo come farai quando il delirio dell’astinenza ti offuscherà la vista. Mi dispiace hai perso un’occasione, perché con l’anno nuovo è già pronta la mia lista dei migliori album del 2014. Soltanto lì ti potrai sfogare… dopo i botti e gli abbracci, ti rimarranno solo le parole… con la gola secca.
      Auguri !!!

  3. ammiro la tua cultura musicale ma purtroppo non ascolto quasi mai i link perchè qui la linea è un disastro come per caricare foto, guardare video e ascoltare musica
    😦
    ciao antonio:-) un sorriso e un abbraccio fortissimoooooooooooo:)

  4. Considerando che nella mia adolescenza gli screaming trees hanno avuto un ruolo importante, come te mi genufletto a Mark, anche se molto spesso lo faccio a priori, incondizionatamente. I primi lavori solisti li ho consumati letteralmente, poi via via ha cominciato a sembrarmi un po’ la macchietta di se stesso. Sempre un grande cantante, sempre un grande artista, forse sono solo io ad asser cambiato ma un po’ mi trovo deluso, tiepido nei suoi confronti. È un po’ quello che mi succede con tutti i gruppi “grunge” con cui sono cresciuto, che si sono ostinati o sono tornati dopo anni pensando che niente e nessuno fosse cambiato…a parte loro.

    • come sempre succede ai grandi artisti, probabilmente la loro vetta creativa l’hanno raggiunta in un determinato periodo della loro carriera. Poi, o diventano come dici tu, non tanto una macchietta, ma un ripetersi a priori per via dei contratti o della perdita d’ispirazione, o cercano strade alternative. Mark sta facendo l’uno e l’altro e ormai dopo Bubblegum sono anni che aspetto un suo colpo di coda, ma tant’è. Pensa che solo ora ho riscoperto “Above” dei Mad Season, un disco che per una vita mi era passato sempre sotto agli occhi e non avevo mai preso, ebbene, ascoltandolo non è invecchiato per niente nonostante appartenga a quel periodo. D’altronde come hai sottolineato, c’è chi pensa che non sia cambiato niente e invece si fa ormai fatica ad inseguire tutto quello che esce. Speriamo che il nostro Mark ritrovi, come per esempio è successo a Johnny Cash, un finale degno del suo carisma. Vediamo…

      • Se parli di above dei Mad Season mi parli dell’album più bello di un intero decennio, almeno per me. Insieme a quello dei temple of the dog. È un disco che pensa, ho comprato tre volte da quando è uscito, per quanto l’ho ascoltato, portato in giro con un cazzo di walkman che graffiava i cd ad ogni sobbalzo. Cazzo come sono vecchio. Poi nei mad season c’era Layne Staley, il mio cantante preferito. Comunque sono certo che Mark tornerà a fare grandi cose, ma temo che passerà molto tempo.

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