VITA ETERNA ?

jonathan wilson-fanfare
Questa non è la recensione dell’ultimo album di Jonathan Wilson, come potrebbe far supporre l’immagine sopraesposta di cui utilizzo soltanto la metafora dell’insieme, ma l’occasione per parlare, in concomitanza delle festività pasquali, sul significato della vita eterna. E’ anche l’occasione per estendere un concetto che ho accennato in un blog e nel suo rispettivo post, in cui, la sintesi di un commento, costringe nel lasciar percepire appena la fonte importante del discorso complessivo, in questo caso, basato sulle reazioni di fronte alla scomparsa di una persona cara, sul mistero della vita e della morte e nel credere a cosa ci sarà dopo.

Ora, non essendo credente ed essendo consapevole delle potenzialità del nostro cervello, soprattutto quando è coinvolto emotivamente causando ogni tipo di suggestione, cercherò di sorvolare su tutto ciò che mi è capitato in casa e non, nei mesi direttamente successivi alla dipartita della persona che mi stava più a cuore; però, volevo intraprendere il discorso accennando all’esperienza successiva in cui sono stato coinvolto personalmente. Probabilmente mi prenderete per matto ma, ripeto, non sono un tipo che si lascia trascinare dentro a discorsi esoterici, o peggio ancora ( o meglio, dipende dai punti di vista) nelle dimensioni medianiche troppo difficili da percepire per una mente razionale come la mia, anche se il mondo fascinoso dell’Arte è l’ambiente che preferisco frequentare pur essendo irrazionale al tempo stesso, o se preferite, reale e magico, con tutti i suoi risvolti basato sulle emozioni, sulla bellezza, sulla poesia, sulla realtà e l’irrealtà. Ma il mondo dell’Arte lo creiamo noi; differente è la questione quando il creatore è qualcun’altro.

questi fantasmi
Ma veniamo al dunque, quando si perde una persona che ami, la cerchi soprattutto la notte, quando nel letto vuoto sopraggiungono pensieri ricorrenti di ogni tipo, eppure, non la sognavo mai; non sogno spesso e vero, però speravo mio malgrado di trovare un risarcimento dentro a questo tipo di consolazione. Poi all’improvviso, quando inerme ho desistito rassegnandomi dell’eventualità, una notte, ho avvertito la sensazione di una presenza che entrava nella mia camera, è difficile da spiegare, ma la percezione di un’entità era qualcosa di reale, tangibile, nonostante la velocità della percezione. Poi ho avvertito la precisa consapevolezza che qualcosa si sia appoggiata sul letto e successivamente ho sentito un’energia che mi entrava dentro e mi trapassava completamente: un’esperienza terribile e bellissima nello stesso tempo, impossibile da descrivere, fortissima. La prima volta non te lo aspetti, ma le altre volte (perché è successo altre volte) sai che arriverà questa sensazione impossibile, e si riprova il piacere e la follia dell’evento come qualcosa di totale, quasi piangendo, quasi ridendo, provando un estremo piacere, ripeto, difficile da descrivere, difficile da capire. Poi arriva il giorno, consapevole o inconsapevole se hai incontrato un sogno e riprendi la vita di sempre, perché in fondo, già dobbiamo incontrare i vivi e litigare con loro, figuriamoci con gli spiriti, nonostante il ricordo sia nettissimo, e ripeto, bellissimo.

fantasmi
Ma la mia storia personale, fondamentalmente, non interessa a nessuno, se non al sottoscritto, per tutti i risvolti che contiene; agli altri o a voi se preferite, interessa forse domandarsi il concetto di vita eterna o di altra vita o di altro ancora, sempre nella ricerca delle solite risposte, soprattutto in questi giorni in cui i discorsi sulla resurrezione sono le basi stesse di un pensiero: e uso la parola pensiero perché le religioni mi stanno tutte sulle palle, scusate il termine, ma a mio avviso confondono quelli che in effetti sono legittimi interrogativi, in cui è giusto confrontarsi. Ma se il concetto di vita eterna è difficile da capire, probabilmente, le risposte sono da cercare non tanto sulla reincarnazione o sulla trasmigrazione delle anime, ma appunto nella continua rinascita della vita e in quegli incredibili collegamenti che esistono nelle generazioni, impossibili da fermare, che per una qualsiasi ragione continuano ad esistere creando un interscambio simbolico con le nostre vite precedenti e quelle future, senza sosta. Qualcuno dice che abbiamo già vissuto il futuro, qualcun’altro tanti passati dentro ad altri mondi paralleli. Alla fine, penso che dobbiamo cercare di vivere al meglio la nostra vita attuale senza dannare troppo l’anima all’interno di ricorrenti ipotesi, se poi ci incontreremo da qualche altra parte, nessun problema, ci saluteremo con piacere !

fantasmi in città-sergio pagliaiFantasmi in città: installazione di Sergio Pagliai

Un’ultima cosa, quando scrissi il commento al post che avevo accennato all’inizio, per problemi legati al gestore dell’energia, continuava a saltare la corrente di casa, obbligandomi a riscrivere quello che stavo dicendo sempre un attimo prima di salvarlo, quasi che qualcosa di dispettoso lo facesse apposta (mia moglie infatti era mooooolto dispettosa), ma si sa, la suggestione e la casualità sono sempre dietro l’angolo, anche se, a scanso di equivoci, ne ho messi due di “ciao”: i vivi li conosco, ma… i fantasmi no. Di conseguenza un ciao ciao a tutti e auguri di buona Pasqua.

Concludo con una canzone di Jonathan Wilson, d’altronde, se ho utilizzato la copertina del suo disco, è anche giusto dargli il giusto risarcimento, perché se lui ha avuto la sua “Illuminazione”, allora anche noi cercheremo la nostra… di giorno o di notte.
Un bacio… anzi due !

Ah… scusate ancora ma, visto che abbiamo parlato di vite passate e vite future, gustatevi un sogno, perché sognare ogni tanto, salva la vita presente…

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11 thoughts on “VITA ETERNA ?

  1. Quando ho scritto ” Il; verso delle cose” Che credo tu abbia anche commentato, avevo appena vissuto questa tua stessa esperienza. Forse e’ il peso della loro assenza, che ci portiamo addosso come un profumo, a creare queste occasioni, o forse, sono davvero loro che, in qualche modo, comunicano con noi. Qualunque sia la risposta, continuo a cercarla ogni notte, accanto a me o in un angolo buio della stanza, e immagino di accoglierla e parlarle, come quando eravamo bambine. Godiamoci queste energie, da qualunque angolo di noi scaturiscano.
    Ti abbraccio e ti auguro una buona Pasqua ( che per due non credenti, e’ il massimo che si possa augurare )

  2. In questi giorni mi sono proprio posta domande del tipo “ma cosa ci sarà per davvero dopo?”.
    Da credente, anche se l’etichetta mi sta stretta, questa è la prima volta che non vivo la Pasqua in maniera piena e partecipata, da praticante.
    Mi sembra in effetti strano. La mia personale riflessione è stata proprio sul significato profondo della Resurrezione. Io in quest’ultimo anno credo di aver in qualche maniera visto la mia esistenza come all’inizio di una nuova e più consapevole esistenza. Sono stata protagonista di una resurrezione, in senso metaforico? In realtà avrei tanto desiderato di si. Avrei voluto tagliare di netto con situazioni tossiche del passato. Passare ad un’altra vita….
    Questo mio pensiero non vuole essere nè blasfemo nè mancare di rispetto a chi invece ha perso la vita di persone amate….
    Però credo che il senso della Pasqua di Resurrezione possa essere vissuto, o perlomeno interpretato, anche dai non credenti. Mentre invece ritengo che sia più difficile ad esempio vivere il vero spirito del Natale, concentrati come si è sui regali e l’aspetto consumistico.

    Detto ciò, auguro a tutti di passare giornate serene, mangiare tantissima cioccolata e divertirsi con gli amici più cari a Pasquetta, pioggia o non pioggia 🙂

    • Hai scritto delle parole veramente vere, autentiche, nel senso più intimo e più sofferto della tua anima. Vivere vuol dire anche soffrire, essere eternamente bilanciati fra bene e male, come un pendolo che ad ogni rintocco oscilla metodico nelle due situazioni. E non potrà esserci eterna gioia o eterno dolore, ma il susseguirsi continuo delle situazioni, in questa vita come in un’altra, e abbandonarne una non è detto che se ne ritrovi un’altra migliore, perché sarà sempre uguale: si ama intensamente e si è abbandonati, più grande sarà la gioia e più grande sarà il dolore. La resurrezione è proprio alzarsi il giorno dopo, dopo un lungo sonno e non vuol dire essere credenti o meno, ma capire che atomi inseguono sempre altri atomi, e poi corpi complessi dentro ad altri corpi sempre più complessi. Credere in questa energia è concepire la propria eternità, perché sarà proprio lei la radice che aderisce alla terra o la foglia che trema nel vento per cercare il sole: sotto e sopra, di lato e in ogni dove, purché si viva, e la Pasqua sia con te… Pasquetta compresa, amici compresi, in fondo dopo tanta filosofia, una bella grigliata ci sta proprio bene…
      Ciao e auguri !

    • si… probabilmente la risposta giusta è proprio questa: se si infonde armonia, ritroveremo armonia, basta guardare la natura, è un equilibrio perfetto all’interno della perfezione: l’immensamente grande, l’immensamente piccolo, l’immensamente organizzato.
      Altrettanto a te…

  3. Per ‘pura educazione’ ero passata per accertami della di Lei sapute e porgere i miei ossequiquoqua.

    sherapresadaimpegnimpellentisinchinaeripasserà 🙂
    ps apprescindere quoto Clouds Atlas

  4. Notte …ancor più insonne di altre …e ritrovar quel filo …da troppo perso…Resurrezione il tema e Vita Eterna …quasi un presagio! Non ho parole …me le ha rubate il vento …e pioggia si discioglie fra le lacrime …leggerti e’ meraviglia … Sensibilità ancor più accentuata… Tua grande dote!… Sin dai tempi dei tempi… E ancor più affine ai palpiti dell’universo ! …non altro aggiungo ora! ….ma so che tu comprendi… Angeli e voli liberi e immensi cieli aperti…ma e’ qui che ogni sorriso saprà donare ancora …a care creature …umano sincero puro conforto! …Un abbraccio tenerissimo a voi! …ed sguardo in alto …rivolto a un cielo sempre più vasto …sempre più amabilmente fiorito di pure essenze…Namaste’

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