ANDATA E RITORNO

nudo2-gabriele-rigonFoto di Gabriele Rigon

Black-and-White-Serenity-Symmetry-by-Kai-Ziehl-004Foto di Kay Ziehl
le ore

ANDATA  E  RITORNO

Non ci sono mattini di luna
sulla penombra dei propri labirinti
dove la sosta del buio
ha un sapore strano

Ostinata la presenza del tempo
lascia nelle stanze il volto
perso e ritrovato
sugli impietosi quadranti

Non riconosci numeri e lancette
quando il silenzio si nasconde
nell’attesa che parli il frigorifero
Ma oltre i muri fatti e rifatti
per accogliere
i pochi resti delle assenze
tenui bagliori
accettano una breve somiglianza
nello strano colloquio
tra le ore e il pensiero

Il rumore dell’auto
dimentica l’eco dei sogni
lasciati (come un’ombra)
sulla terra scavata
per copiare una trincea

e le domande
sono ciò che ti appartiene

Il sole si appoggerà
con un sapore di labbra
negli spazi identici
di un inizio e una fine
di un prima e di un dopo

di un andata e un ritorno

Antonio Bì
(da: “Cinquanta milioni di Marylin Monroe non possono sbagliare” – Ikona Edizioni)

traffico 2
elichenuove-luci-a-padovaFoto Elichenuove
bacio3

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8 thoughts on “ANDATA E RITORNO

  1. grazie a tutti e due di essersi fermati in questo “posto” per farsi una bevuta… d’altronde le nostre giornate sono un continuo rincorrersi e alla fine, un semplice bacio, circoscrive oltre alla bellezza dell’amore, quel porto quieto dove anima e corpo diventano una cosa sola. E la propria casa ridiventa una parte di te stesso

    • tra una pausa e l’altra accumuliamo di tutto, compresa la povere (che palle spolverare tutti i giorni…)

      Quale bicchiere dedicherei a un’andata e un ritorno?

      Qui subentrano due tipologia di persone:

      per quelle che vanno sempre di corsa e ritornano a casa trafelati, abbinerei una bel boccale di birra scura (artigianale però), non troppo fredda ma abbastanza per dissetare e corroborare nello stesso tempo: da gustare seduti (o in movimento se si ha ancora l’adrenalina in circolo), tipo:
      http://www.birratoccailmatto.it

      per quelli più tranquilli invece, che si godono l’arrivo nella loro beatitudine appena seduti sulla loro poltrona preferita, ci vuole il calice di un grande vino da degustazione: “rosso”, chiaramente.
      Dev’essere un gran vino però, tipo l’Amarone per esempio, della casa vinicola Romano Dal Forno…
      http://www.dalfornoromano
      oppure il “Patrimo”, eccezionale vino campano ottenuto da uve Merlot, veramente indimenticabile… prodotto da i “Feudi di San Gregorio”.
      http://www.feudi.it
      Se invece le vostre tasche non si possono permettere certe bottiglie, il consiglio ricade su un altro vino del Cilento:
      il “Kleos” della casa vinicola Luigi Maffini, soprattutto per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, tra l’altro un vino biologico senza aggiunta di solfiti
      http://www.callmewine.com/it/vini-luigi-maffini.html

      e scusa per la lunga disquisizione. ma anche il bere è un’opera d’arte. Ma poi in fondo, se proprio vuoi, va bene anche un bel bicchiere d’acqua… (mio nonno però non l’ha mai bevuta)
      Ciao… un brindisi!

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