AFTER.LIFE – dentro al mistero della vita e della morte

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Sempre in tema di film particolari, questo After.Life del 2009, opera prima della regista polacca Agnieszka Wòjtowicz-Vosloo, lo ritengo un thriller psicologico veramente interessante, il quale, s’inserisce nella difficile tematica della vita e della morte, con la costruzione di una trama alquanto particolare e di una sceneggiatura decisamente inquietante.

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La storia inizia con il difficile rapporto di Anna e Paul, infatti, dopo una lite, lei fugge in automobile in preda al nervosismo e viene coinvolta in un incidente mortale. Si “risveglierà”, per così dire, all’interno della camera mortuaria di un impresario di pompe funebri: Eliot, il quale le spiegherà che possiede delle doti paranormali e può comunicare con i morti, per aiutarli a capire il difficile momento del trapasso e condurli alla sepoltura in pace con se stessi. In realtà il dubbio che assale lo spettatore è che invece Eliot sia un pazzo psicopatico, o se vogliamo essere più buoni, un assassino scaltro il quale, uccide lentamente delle vittime ferite, solamente  per il profitto della sua attività, facendole credere di essere decedute, utilizzando lo stratagemma della filosofia che circonda questo momento di cui tutti abbiamo paura e che, a livello emotivo, rifiutiamo a priori, come infatti rifiuta anche Anna.  Dubbio che a un certo punto assale anche Paul in preda al rimorso di aver causato, indirettamente, lo sfogo di lei conclusosi con l’incidente, sentendosi l’artefice della sua morte. Infatti crede di ricevere delle telefonate dal cellulare della sua ragazza che, come ho già detto, inizialmente rifiutava (d’altronde lo faremmo tutti) il suo stato, prima di essere convinta da Eliot a rassegnarsi. Non solo, Paul viene avvisato da un allievo di Anna (lei faceva la maestra), di averla vista alla finestra della camera mortuaria.  Inizia così un continuo altrenarsi di colpi di scena che il finale non dissiperà fino in fondo, anche se in realtà, lo spettatore attento, riuscirà a stilare le sue conclusioni.
Straordinaria come sempre l’interpretazione Liam Nesoon, nella parte dell’impresario: riesce veramente a rendere efficace l’enigmatico personaggio, sempre a cavallo fra angoscia e precisione maniacale nella cura dei particolari, soprattutto quando, nel ritoccare i cadaveri per renderli accettabili alla visione dei parenti, discorre con Anna: una bellissima e azzeccata Cristina Ricci, la quale, nella recitazione ci mette proprio tanta “anima” e soprattutto tanto “corpo”: senza  niente di volgare o di morboso, anzi, il tutto è circondato da una plumbea poesia, a volte claustrofobica, a volte metaforica e a volte decisamente carica di ansia, un’ansia che ti assale e nello stesso tempo ti accarezza, anche se le dita sono a forma di rasoio.

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D’altronde lo diceva anche Stephen King: “la morte è un mistero ma la sepoltura è un segreto”, e a noi veramente rimane il dubbio in questo film di come si possa entrare dentro a questo mistero o dentro a questo segreto. Se il credere o il non credere sia qualcosa che ci appartiene o che ci siamo imposti. Se esiste l’anima e la sua trasmigrazione, e se esiste, come si comporterà nel momento del trapasso?

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Io vi posso dire che, essendoci passato, nei primi mesi che viene a mancare una persona a voi molto cara, in casa succedono delle cose veramente strane di cui non posso accennare, altrimenti mi prenderete per pazzo. E’ chiaro che lo stato emotivo è talmente condizionato da essere coinvolti dentro a una miriade di suggestioni, di proiezioni e di alterazioni della realtà liberate insieme alle potenzialità del nostro cervello che, a livello biochimico, entrano in circolo come uno stupefacente autoindotto. Eppure, i racconti sono uguali a tanti che ho sentito e tutti coincidenti, soprattutto da persone che conosco e che ritengo serie.

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Non so che dire, si potrebbe discorre per ore e ore rimanendo intrappolati dentro a questo mistero senza aggiungere niente a quello che sappiamo già, o a quello che non sappiamo, perché in fondo è proprio questo il punto:  è sempre il mistero che ci affascina e nello stesso tempo ci sconvolge.

A noi rimane solamente l’effimero che ci siamo costruiti intorno, l’analisi di una vita che, come nel film in questione, proiettiamo dentro noi stessi così come ha fatto la protagonista femminile: una lunga pellicola da riguardare nel momento finale per le nostre conclusioni, a cui possiamo credere o non credere, perché se hanno detto che la vera morte è nella vita e la vera vita è nella morte… beh, io preferisco quella frase che un giorno qualcuno disse: “…alzati e cammina !”  Come devo fare adesso, perché devo andare a lavorare… d’altronde, in questo momento, la vera vita, è nella vita stessa e nel suo continuo rinnovarsi !

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18 thoughts on “AFTER.LIFE – dentro al mistero della vita e della morte

  1. Questo film l’ho visto !
    Bellissimo e ha lasciato il segno. Generalmente dopo alcuni mesi si dimenticano ma questo è rimasto dentro.
    Veramente coinvolgente e attori bravissimi.
    Come al solito, nelle nicchie della cultura di oggi, si nascondo grandi talenti.
    Ciao.

    • sono contento che sia piaciuto anche a te… in fondo, è proprio l’unione di questi talenti a esaltare i prodotti di qualità come questo, e proprio per questo rimangono impressi nella memoria.
      Un ciao anche a te e buona giornata…

  2. Guarderò sicuramente questo film che grazie al Tuo post mi ha incuriosito.
    In merito al prenderTi per pazzo, non sarò certo io a farlo: ho la mia stella che, sono pronto a giurare, brilla nel cielo solo per me ad ogni mia alzata di sguardo e crederci mi ha sempre aiutato molto, quindi…

  3. Superlativa la tua recensione di questo film che anche a me è piaciuto molto ma che ora mi piace ancor di piiiù anche se Liam Nesoon, ovvia, me fa sberluccicà l’occhi 😉

    sheràbientotfelicediRipperstreetierisera

  4. Vidi una sera questo film per caso, il titolo non mi diceva niente e sinceramente non mi aspettavo molto. Presto dovetti ammettere a me stessa che mi piaceva e anche parecchio, fino alla fine non ho mai veramente capito cosa stesse realmente succedendo, se credere o no al protagonista… e poi c’erano troppe cose che non mi tornavano, ma alla fine tutto si è incasellato bene e il finale tutto sommato non mi ha deluso. After life è veramente una piccola perla.

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