Milano, zona est. Un giorno qualunque

milano1Foto di Loredana Celano

Recentemente sono stato membro della giuria di un premio letterario che, oltre a delle sezioni avente come tema la “musica” e un testo per una “canzone d’autore”, aveva nella classica sezione della “poesia inedita”, una particolarità interessante: oltre ai premi in denaro, la poesia vincitrice verrà stampata sopra una targa e affissa all’interno di un percorso artistico nei luoghi di particolare rilevanza culturale di questa città, Gattico per la precisione, in provincia di Novara, vicino alle sponde del lago Maggiore. All’interno delle manifestazioni del Trofeo Gatticese delle Arti: una numerosa serie di iniziative organizzate dall’associazione Pietro Generali, molto attiva in questa zona e che vede il musicista e poeta Stefano Vicelli, uno dei promotori dell’iniziativa.
Io penso che l’idea di una targa (siamo già alla seconda edizione) la quale sancisca un percorso originale per una via culturale di una città, sia un’idea molto interessante, soprattutto per gli artisti che ne beneficeranno, e che sostanzialmente esula dalla gran parte dei concorsi letterari sparsi in tutta Italia. Per chi ama la poesia e soprattutto per chi la pratica, io consiglio di tenere d’occhio per l’anno prossimo questo Premio particolare,  perché  è importante la valorizzazione di quelle idee fatte per l’amore dell’arte per l’arte, senza pregiudizi o secondi fini. Un’idea che non dev’essere “sommersa” dalla miriade d’iniziative organizzate in Italia (di gente a cui piace lavorare solo per il gusto del bello ce né tanta e brava), ma divulgata con la giusta presa di coscienza.
Vi lascio quindi postando la poesia vincitrice di quest’anno, molto meritevole, “Milano fuori” del poeta Ivan Fedeli, il quale si aggiungerà a quella vincitrice l’anno scorso e che proseguirà nell’itinerario lirico, regalando alla gente comune un po’ di quelle emozioni di cui abbiamo bisogno, anche passando per caso in una strada sconosciuta vestita di poesia. Qualcuno dirà che l’arte è un prodotto “meravigliosamente inutile”, più importanti sono i medici, gli ingegneri o i volontari di ogni giorno: vero!  ma  questa bellezza serve a non farci diventare degli automi solamente comandati dalle necessità primarie. Mi viene in mente quel racconto di fantascienza dove, in una società distopica,  erano abolite tutte le forme artistiche e di espressione, comprese le idee. Ma quando un gruppo di persone scoprì in una cantina abbandonata, un pianoforte, e qualcuno iniziò a suonarlo senza sapere cosa fosse, e da quel suono sconosciuto tutti iniziarono a piangere per le emozioni provate dai loro intimi desideri ormai repressi da anni, innescando così una ribellione, consapevoli di quello che avevano perso; posso solo concludere dicendo che noi saremo “meravigliosamente inutili” ma, dentro a questa meraviglia, decisamente necessari.

5Foto di Alfredo Zuniga

milano8Foto di  Maurizio Molgora

MILANO  FUORI

                                 Milano, zona est. Un giorno qualunque

1.

Chiediti cos’è Milano al confine,
l’inesattezza delle strade tutte
in attesa, mentre la tangenziale
sfida l’estate e ogni cosa s’inerpica
pensando al vento. Chiediti che senso
agita le altezze dei palazzi fino a un cielo
di sfondo, dove le nuvole aprono
il mondo prima di finire altrove.
Terra anche questa, dicono inganni
nelle sere di giugno, quando spiove
e gli alberi sanno la solitudine
dei passi dopo il Lambro o negli asfalti
a ridosso dei prati. Nessuno è
salvo per sempre qui, forse anche l’ombra
si allunga e sembra fare compagnia
finché la corsa dei metrò prolunga
la fermata e qualche volto si dà
alla macchia.  E’  vita distratta, viene
rubando un po’ di spazio e fugge via
come una poesia dalla memoria.
E s’invecchia così, per sottrazione
di tempo. Più il là malinconia
dei fiori e cani che abbaiano a caso:
ma sono storie di periferia,
radici buone solo per un vaso.

Ivan Fedeli

milano7Foto di  Marco Becker

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13 thoughts on “Milano, zona est. Un giorno qualunque

  1. E’ il “meravigliosamente inutile” che ci rende vivibile la vita e ci aiuta a sognare quando da soli non ce la potremmo fare.
    ‘Di cultura non si vive’ sentenziò lo sciagurato ministro Tremonti.
    E la bellezza tutta lo smentisce.

    sheràbientot

    • quella frase di Tremonti è la conferma che certe persone fanno politica solamente per il proprio tornaconto, preoccupandosi del bottino da fare con la ristretta cerchia dei suoi amici; in realtà il “tesoro” è intorno ai loro occhi, e loro, saranno ricchi insieme alle loro banche, ma della bellezza vera non riusciranno mai ha possederla degnamente…

    • ecco,,, scegli quello che preferisci:

      1) cocktail analcolico terapeutico “Shusan”

      4 mele – 4 banane – 4 kiwi
      4 cucchiai di miele
      800 ml. di acqua di Shunghite
      1 rametto di menta

      Preparazione:
      metti in una pentola la frutta tagliata a pezzettini insieme all’acqua di Shunghite e il miele e frulla il tutto con un frullatore a immersione e servi il composto dentro a dei bicchieri possibilmente a tubo e guarnisci con la menta.
      Per sapere di più sull’acqua di shunghite
      http://www.shunghite-energiadivita.it/pagina-793/La-Shunghite.aspx

      2) cocktail analcolico rilassante “FrescoAce”

      3 carote – 3 finocchi – 2 limoni
      succo di ananas
      succo all’Ace

      Preparazione:
      centrifuga le carote e i finocchi e metti il succo derivato (circa 120 ml.) in un recipiente dove aggiungerai 150 ml. di succo di ananas, 40 ml. di succo di limone, 250 ml. di succo all’Ace e servi il tutto dentro a delle coppette guarnite con delle listelle di carote, finocchi e gambi di sedano.

      3) cocktail analcolico dissetante “Anguriafresh”

      1 anguria rotonda
      frutta a piacere
      4 limoni
      succo d’ananas o d’arancia
      acqua gasata o soda
      vino moscato (per gli alcolizzati)

      Preparazione:
      prendi l’anguria e tagliala appena sopra la sua metà, Togli tutta la sua polpa creando una “coppona” dove metterai la tua frutta a piacere tagliata a pazzettini. Aggiungi la polpa (senza i semini) frullata con il succo di limone, il succo di ananas o arancia (a piacere). Poi inserisci l’acqua gasata senza diluire troppo il composto, mentre in un’altra anguria al posto dell’acqua metterai del vino moscato, così potrai accontentare anche gli alcolizzati. Poi con un mestolino servirai questa originale macedonia tipo sangria dentro a delle belle coppette facendo un figurone.
      P.S. se preferisci puoi aggiungere anche del miele o dello zucchero.

      Ecco ora puoi ordinare…
      attenta in base alla tua scelta stilerò il tuo carattere e la tua personalità…

      E… un brindisi alla tua salute !!!

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