QUESTIONI DI VITA E DI MORTE (part. 2)

E’ sempre difficile decidere della vita di un essere vivente, ma quando esiste un accanimento terapeutico non c’è possibilità di scelta. Proprio oggi ho dovuto far sopprimere la mia gatta ormai malata da tempo. Già protagonista di un mio post: http://www.antoniobianchetti.wordpress.com/2013/05/27/lultima-donna/ , ormai da quattordici anni creava quella presenza in una casa in cui, inevitabilmente, ci si affeziona in maniera complice e si viene condizionati dai suoi comportamenti.
E’ fin dall’infanzia che ho sempre avuto gatti in casa e ritengo  abbiano una dignità e una personalità eccezionali: al di là della loro anarchia di non farsi mai comandare, hanno la capacità di essere autonomi e di farsi voler bene nello stesso tempo,  soprattutto quando capiscono che sono in punto di morte: quando vivono all’aperto spariscono e non c’è verso di trovarli, mentre in casa cercano l’angolo più nascosto e inaccessibile per vivere da soli il loro ultimo attaccamento alla vita, senza disturbare, senza farsi compatire. E chiaro che in una situazione domestica si fa il possibile per salvarli o al limite, per alleviare il loro dolore, ma c’è sempre un limite a tutto e ripeto, quando non c’è speranza è meglio una decisione che non porti ad una continua sofferenza, soprattutto con un animale. Il problema però è un altro: nel momento che il veterinario stava praticando l’eutanasia (prima vengono addormentati poi gli si fa l’ultima iniezione), la mia gatta mi ha guardato spalancando i suoi occhioni (fino a quel momento era in completa apatia e non osava mai guardarti, se non perché la obbligavi), ebbene, proprio nel suo ultimo addio (per così dire), mi ha guardato con un’espressione che diceva tante, troppe cose. Un’ultima botta di vita, l’ultimo sussulto  prima di addormentarsi definitivamente.
Sono momenti che lasciano il segno: decidere della vita di un altro è sempre una scelta dolorosa, e siccome mi è già capitato in passato con altri gatti, probabilmente non ne prenderò più, o perlomeno è quello che sto pensando in questi preciso momento poi magari cambierò idea, non lo so, so soltanto che ogni giorno dobbiamo affrontare questioni di vita e questioni di morte dove, parlarne, diventa sempre più complicato. Se poi dagli animali passiamo agli umani entriamo in un discorso che meriterebbe altre parole, altre pagine da leggere. A volte basta uno sguardo per comunicare, per entrare dentro di noi, per farci in una piccola frazione di tempo tutto il riassunto di una vita. Sarà sempre così, come diceva Claudio Lolli in una sua canzone: “…vivere è perdersi e ritrovarsi / corrersi dietro e poi lasciarsi andare / una volta di più…”

gli occhi del gatto 3

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20 thoughts on “QUESTIONI DI VITA E DI MORTE (part. 2)

  1. Questa era ” La ” gatta. Non una qualsiasi.
    E bello che tu sia rimasto con lei fino alla fine. E’ brutto che tu sia rimasto con lei fino alla fine.
    Prendi un altro gatto. La morte torna sempre, la vita anche. Come una giostra. Fa un giro… e rivedi lo stesso cavallo.

  2. e ti dirò di più, è seppellita in un bel vaso sulla mia terrazza, come gli altri (2 per la precisione), da cui sono nate due bellissime rose.
    Ti ringrazio del tuo scritto, l’ho apprezzato molto e in fondo è vero, la vita torna sempre come la morte, ma vedi, in questi ultimi anni ne ho viste troppe di morti e sono stanco. Domani magari vedo un’altra gatta e m’innamoro di nuovo perché la vita rincomincia sempre…

    • già… viaggiamo sempre in equilibrio su quella linea di confine che ci separa tra un mondo e l’altro, tra un andata e un ritorno. E’ vero che ad una morte ci attende un’altra vita, ma quando le morti sono troppe ci chiediamo quante saranno le vite che dovremo ricordare, e quante volte bisognerà ricominciare. Forse non lo sapremo mai e continuiamo a versare lacrime nell’attesa di un sorriso…
      Ciao, accarezza per me i tuoi bellissimi gatti !

  3. il ‘mi piace’ sta per condivisione. Il primo pensiero leggendoti è che si possa arrivare presto ad una legge anche per il nostro fine vita.
    Nella nostra famiglia non è mai mancata la figura di un cane (corollario pesci rossi, topolini, criceti) ed è sempre stato un amore costante ben al di là della loro vita, Lalla, , Golia, Wendy e ora Sally. Wendy ha vissuto magnificamente fino a 19 anni e in pochi mesi ha avuto il crollo. Decidere con il vetrinaio di aiutarla a morire è stato per me e mio figlio straziante. Adagiarla sul lettino, accompagnarla nel sonno, lei così fiduciosa e forse già intontita mi ha leccato appena la mano. Sono pezzi della tua vita è dolorosissimo.
    Oggi c’ è questa belvetta e l’amore ha ripreso a scorrere generoso.
    irrinunciabile bel oltre il dolore e il ricordo che restano netti.

    sheralogorroicamentearitroso

    • bellissime parole che condivido appieno, perché rimane indelebile l’amore che trasmettono con la loro presenza. Anche noi abbiamo sempre vissuto con animali, tra l’altro in un mio post precedente avevo inserito le loro foto:
      http://www.antoniobianchetti.wordpress.com/2013/05/01/il-tuo-regno-2/ ormai tutti assenti, ma incredibilmente vivi nella memoria. La Nereide, la gatta persiana, è durata vent’anni e sopprimerla è stato uno strazio per l’amore che le volevamo. Ma è sempre così, anche se il dolore più grande è stata la scomparsa di mia moglie, la regina di questo regno, e tutto gravita dentro a questa perdita: morte su morte, per questo sono stanco, anche se non è ancora finita. Riconosco che situazioni troppo personali risultano difficili da riproporre all’esterno rischiando un narcisismo del dolore che deve rimanere nell’intimo della propria casa, ma che a volte hanno bisogno di uno sfogo.
      “Verdunelle”, la miciona nera, era l’ultima erede dell’amore che Gabriella aveva per i suoi animali, molto più umani di noi, per questo la sua dipartita mi rattrista ancor di più. L’ultima trovatella che ora ha ripreso la sua strada. Non importa, la vita continua, finché c’è vita…
      Ciao e fai una carezza alla belvetta da parte mia!

      • Sai? a volte riuscire a declinare, nominare, il proprio dolore aiuta perchè nel momento stesso che lo esprimi ‘vivi’ la persona, l’essere che ti manca.
        Siamo qui ed io dunque ti rispondo qui.
        Sono stata fortunata perchè l’unica grande assenza e stata quella di mia madre. MI manca la sua telefonata, la sua fisicità ma lei no, lei è nei miei pensieri, nella vita che mi circonda che lei a vissuto con me oppure nella sua non conoscenza mi viene la domanda ‘e lei? che direbbe,lei?’
        Per questo parlare del dolore ci riunisce alla vitalità di chi non c’è più. Sembra un controsenso ma non lo è.
        MIa mamma è morta serena, lo dico, come la nostra piccola Wendy. Dolori e gioie diverse ma ugualmente amore.

        sherallafinetroppomielosamaèquesto

  4. Ed ogni volta possibile.. oggi mia figlia (12 anni) ha raccolto per la strada una gattina che abbiamo chiamata Kitty, di non più di due settimane. Sporca e sofferente per l’abbandono e purtroppo, paralizzata nella parte inferiore del suo piccolo corpicino. Da qualche ora è con noi e manifesta gratitudine per le cure (purtroppo limitate) che le possiamo dare. Mia figlia crede di poterla tenere e portarla all’autonomia così com’è. Il veterinario ci ha detto che l’alternativa è l’eutanasia. Io, comprendendo che comunque c’è sofferenza, vivo il tremendo conflitto su quale sia la cosa migliore da fare. Certo è che la decisione per la sua vita così come della sua fine, non nè risolverà il dolore.

    • mi ricorda una situazione identica… Mia moglie raccolse una gattina vittima di un incidente o di un pestaggio, perché aveva tutta la parte posteriore fratturata e il veterinario disse che non c’era niente da fare. Allora mia moglie la riportò a casa e dormi insieme a lei dandole un po’ di calore per la sua ultima notte, solo per una notte, poi al mattino si decise per non farla soffrire più.
      Sono sempre decisioni difficili e che lasciano il segno per chi ritiene che anche gli animali abbiano la stessa dignità degli umani, per chi ritiene che il loro amore sia più grande del nostro… ed è proprio così !
      Mi dispiace per la micia e spero che tua figlia capisca
      Ciao…

  5. Non si finisce mai di riflettere su queste cose !
    Non ho animali proprio perché non potrei mai sopportare la loro Morte !
    Forse perché da sempre non riesco tanto bene a metabolizzarla !
    A cominciare dai miei genitori !
    …Non so dargli molto senso se non il continuo della Vita di coloro che l’hanno vista e vissuta !

    • rimane quello che abbiamo lasciato per strada da far rivivere con i loro ricordi. Tutto ciò di bello che c’è stato avrà un nuovo valore, anche se c’è sempre bisogno di continuo amore, per capire, altrimenti si è solamente turbati dalle domande che non avranno mai risposta, e si ritorna al punto di partenza…

  6. Ma vie aussi est étoilée de chats. J’ai dû prendre cette décision de faire euthanasier mon chat noir, Dilo, il y a trois ans. Nous étions particulièrement proches, il était comme mon ombre…
    Il était gravement malade depuis longtemps, il souffrait. Le vétérinaire m’a dit qu’il pouvait le “faire durer” un peu plus longtemps avec un traitement, mais sans calmer ses souffrances…
    Je ne pouvais pas le garder vivant égoïstement, la raison voulait que je le laisse partir…
    Je n’imaginais pas à quel point cela me bouleverserait profondément.

    Verdunelle me rappelle Dilo :

    http://mooonalilaphoto.wordpress.com/2013/04/19/photo-du-jour-30/

    • Vos mots m’ont touché… Maintenant, votre Dilo joue avec Verdunelle et peut-être, dans le silence, ce sont eux qui viennent caresser…
      Un baiser !

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