SWANS – Live 2013

Gli Swans capitanati dal loro guru Michael Gira, sono sicuramente uno dei gruppi più iconoclasti  apparsi sulle scene musicali degli ultimi vent’anni. Intendiamoci, di formazioni ai limiti della rottura ce ne son tantissime, ma loro sono sicuramente i più convincenti. Cupi, ossessivi, feroci, hanno compiuto un viaggio negli oscuri baratri dell’inferno e non ne sono ancora usciti, consapevoli che il tempo e lo spazio sono un insieme di mondi paralleli dove perdersi e confondersi,  dove basta una piccola distrazione per precipitare nelle fiamme del non-ritorno. Chi ne uscirà vivo rimarrà marchiato a vita, senza capire che la vita stessa è un insieme di piccole morti, una tragedia che si ripete identica a quella precedente, senza sosta, come un loop dai ritmi schizofrenici. E ogni volta scoppia il caos, ogni volta gli eventi si perdono nei labirinti della perdizione: non c’è salvezza, ma un lungo delirio celebrato all’interno di una folle liturgia. Se sarete capaci di arrivare in fondo alle due prossime performance: No Words No Thoughts  e  The Seer, probabilmente siete già dannati…

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10 thoughts on “SWANS – Live 2013

  1. Oggi ritrovo il mio passato in diversi post…
    Ricordo ancora la prima volta che li vidi in concerto, era il ’91 o ’92 per l’uscita dell’ album “White Light from the Mouth of Infinity”; fu la catarsi sonora di una liturgia dell’orgasmo, fui scioccato e il concerto dei Nirvana che avevo visto la settimana precedente mi sembrò una recita scolastica.
    Riascoltare questi due video (eh già ) mi hanno ricordato molto l’ossessione di Curtis.
    Mi hai convinto a riprendere il filo interrotto 🙂 grazie

    • vedrai che sarà un filo drammaticamente bellissimo (e scusa l’ossimoro), i loro due ultimi album sono la celebrazione della loro maturità artistica.
      P.S. mi è piaciuto molto il paragone dei Nirvana con la recita scolastica!
      Ciao…

  2. Scoperti dal tuo Blog, per me sono l’immagine dei giorni nostri. Il cupo che esci da qui è esattamente il cupo del nostro momento storico.
    Grandi e ossessivi !

    • beh… dicono che per apprezzare in pieno il paradiso bisogna prima conoscere l’inferno. Poi come sempre tutto ciò che accade in vita è sempre la conseguenza delle proprie convinzioni, delle proprie azioni, passioni, scelte, opinioni… ossessioni. Michael Gira ha avuto un infanzia e un adolescenza terribile, ma è riuscito a riemergere tramite la musica e si è salvato, ed ora ci trasmette queste sue esperienze perché il monito sia urgenza di non riaprire le porte al demonio, ma di lasciarlo dov’è perché lui lo ha guardato negli occhi e gli ha sputato in faccia… e noi non sappiamo ancora se riusciremo a farlo !

      • beh…il paradiso no, non fa per me, sarei più da purgatorio. “La conseguenza delle proprie convinzioni…” è qui dovremmo aprire un dialogo a parte, pensieri che mi riempiono la mente da sempre e in specie ora. Sai, non discuto sulla qualità musicale, non sono un’esperta, non mi permetterei di giudicare, è solo questione di gusto, empatia, e per questo mi ritrovo in familiarità con Billie Holiday o Mark Linkous con gli Sparklehorse.
        …magari noi ci si prova a farlo ma siamo ancora talmente dentro da non riuscire a mettere “in musica” i rumori.

  3. anch’io ascolto Billie Holiday o le sinfonie di Mahler ed è giusto che ognuno abbia i suoi gusti. La musica può essere intrattenimento e nello stesso tempo, avanguardia, e può diventare un opera d’arte per il messaggio che trasmette

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