MUSICA ESTIVA 5 – The Mother Station

Mother+Station 2

Questo gruppo rappresenta il classico fulmine a ciel sereno: una scarica esplosiva che all’improvviso appare nel mondo della musica e tale rimane per gli anni successivi. Un solo album: Brand New Bag” registrato nel ’94, poi il gruppo si sciolse così come si era formato, casualmente, mettendo insieme quegli elementi che in alcuni momenti della vita s’incontrano nel posto giusto al momento giusto, e che durano per quella frazione di tempo sufficiente per realizzare un capolavoro, anche se poi tutto finisce. Un momento unico in cui la magia di un  ensemble produce quello che per alcuni artisti continua, mentre per altri rimane una vetta mai più raggiungibile, consapevoli di non riuscire a ripetere tali perfezioni, soprattutto quando questi elementi si uniscono per amicizia e poi non riescono più a coesistere. Ma a noi, tutto questo non interessa, anche perché l’aura di culto che circonda questo lavoro, ormai ha superato la reminiscenza o il rimpianto che i nostri eroi si fossero sciolti proprio nel momento in cui potessero spiccare il volo. Rimane incancellabile la bellezza di queste 12 tracce; la potenza e la classe di un rock-soul atipico e passionale, intinto nella tradizione cantautorale americana e rivisitato con una impostazione tanto scarna quanto efficace per l’interpretazione che le danno. Basterebbe ascoltare l’ultimo brano Stanger To My Soul per far venire i brividi a chiunque.

motherstation-brand mew bag

Il gruppo era composta dalle bellissime Susan Marshall alla voce (splendido esempio di vocalist a metà strada fra l’irruenza di Tina Turner e la dolcezza espressiva di Janis Joplin), e la chitarrista Gwin Spencer (autrice di quasi tutti i pezzi insieme a JoBeth Dunn, figlia di Donald “Duck” Dunn), insieme a Paul Brown (tastiere) e Rick Shelton alla batteria (con l’aggiunta di Michael Jaques al basso), e probabilmente questo bilanciamento maschile/femminile è stato il punto di forza per l’espressività emotiva che si respira in tutte le canzoni. I richiami sono molteplici, a partire dai Black Crowes che stanno ascoltando un’antologia della Stax Records, però, non voglio citare dei nomi  perché il loro groove che miscela soul, rock’n’roll, boogie, hard-blues e ballate, rimarrà per tanti artisti arrivati dopo, un esempio di spunti basilari per come si possa reinterpretare un sound radicato nella tradizione suothern con un impatto nuovo, mantenendosi in equilibrio in mezzo a tanti stili , soprattutto in un periodo dove dominava il grunge.  Ogni traccia è un richiamo al passato prossimo dell’epoca in cui si attinge a piene mani e lo si reinventa, ogni taccia è di una forza impressionante e quello che ne esce è di un’efficacia  e di una freschezza atipiche per quel tipo di musica. Oggi a quasi vent’anni dalla sua uscita questo tipo di sonorità potrebbero essere considerate vintage ma, si ascoltano sempre con piacere e soprattutto, non stancano mai !

*****

Sostanzialmente la mente del gruppo era la chitarrista Gwin Spencer che portò la band in sala di registrazione per incidere Soulistic, quello che teoricamente doveva essere il secondo album, ma come ho già sottolineato si sciolsero e non se ne fece niente. Lei continuò la sua carriera solista collaborando con numerosi musicisti, incidendo qualche album di buona fattura e partecipando tra l’altro al The Keenan Ivory Wayans Show, all’interno di una band tutta al femminile. Tutt’ora è molto apprezzata nel circuito indipendente della musica americana. http://www.gwinspencer.com

mother station gwin spencerGwin Spencer

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Mentre Susan Marshall, l’altra protagonista, ha continuato una bellissima carriera prestando la sua voce a tantissimi artisti, molti famosissimi, diventando una delle vocalist più richieste del circuito musicale americano, incidendo anche qualche disco apprezzato dalla critica.

mother station susan marshall 2Susan Marshall

mother station susan marshall

Gli altri sono dei session-man  molto attivi. Ma al di là di tutto rimane questo bellissimo disco che ogni anno, puntualmente, rimetto nel lettore, e che puntualmente mi fa riprovare le emozioni del primo ascolto, sintetizzando come in un momento particolare si possano far confluire quelle dinamiche uniche, le quali interagiscono solo per quella determinata situazione. La storia è piena di questi momenti e proprio per questo chi come me è sempre alla ricerca di capolavori atipici non costruiti in laboratorio, ha sempre apprezzato la sincerità e l’esuberanza di queste intuizioni probabilmente anche fortunose, ma la bravura non è mai casuale, e quando un’espressione è perfettamente riuscita, come tale rimane… incancellabile.

mother station 4 The Mother Station 

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