SIAMO DAVVERO DEGLI EROI ?

tutti i miei amici sono supereroi-2

Proprio questi giorni, “sfogliando” il blog interessante di Mr. Incredibile mi sono venuti in mente due libri curiosi che ho letto recentemente e non, e mi sembra giusto parlarne, non tanto per il loro effettivo valore letterario, ma per la metafora che racchiudono e che ci trasmettono.
Il primo:  “TUTTI I MIEI AMICI SONO SUPEREROI” di Andrew Kaufman   (Meridiamo Zero), è un romanzo breve concepito come un fumetto in prosa, una favola moderna che gira intorno a una semplice storia d’amore, dove tutti i personaggi, tutti i suoi protagonisti hanno dei superpoteri. Ma la curiosità è che questi poteri sono l’estensione dei nostri difetti, delle nostre paure, delle nostre aspirazioni, delle nostre utopie;  in un mondo dove avere dei superpoteri non è considerato niente di speciale, quello che è veramente speciale è non averne nemmeno uno.Perché sono le nostre bassezze a farci sentire altissimi e invincibili. C’è infatti L’Uomo Impossibile, che cerca disperatamente di fare cose che non riuscirà mai a fare. C’è Soap Opera, che piange continuamente televisori invece che lacrime. C’è Caduta Libera, che inciampa dappertutto ma non cade mai ai piedi di qualcuno. C’è Il Sindacalista, continuamente in rivolta contro tutti, mentre Il Businessman è sempre implacabile alla ricerca solamente del profitto. C’è Prima o Poi, che rimanda sempre al giorno dopo tutte le sue decisioni e l’Uomo Senz’ombra che un giorno decise di lasciarla sola per trovare una nuova vita. E tanti altri ancora, i quali ruotano intorno ai due protagonisti (anzi tre): La Perfezionista (potete immaginare il suo “potere”) e  L’Uomo Invisibile, reso tale da Ipno, geloso del matrimonio dei due. Il dramma è che dopo tale sortilegio Lei (La Perfezionista) non vede, non sente e non percepisce più la presenza di Lui (ormai Invisibile) ed essendo appunto perfezionista lascia la sua città dove aveva creduto di trovare l’amore perfetto. Tutta la trama si svolge nei tentativi dell’Uomo Invisibile di farsi sentire, di farsi accettare, di convincerla che esiste ancora e che nulla è perduto. Ma Lei è una perfezionista, maniaca dell’ordine e del rigore; una che si dispera quando vede i fiocchi di neve che cadono disordinati e asimmetrici. Ma la realtà non può essere un’illusione, nessun superpotere ti libera dalla realtà, perché alla fine è proprio lei ha chiederti un tributo. Noi possiamo celarci dietro a una doppia identità, possiamo cancellare le nostre impronte digitali e muovere la pedine come in un gioco di  ruolo, ma non possiamo sfuggire al nostro inconscio, alla nostra vera personalità. Ci rimangono soltanto i desideri e i sogni che un giorno forse potrebbero avverarsi. E’ vero, esiste sempre qualcuno che sa ipnotizzare o cambiare la nostra esistenza, ma forse alla fine esiste sempre la poesia, esiste sempre  un escamotage per vivere la vita.

“Tutti i miei amici sono dei Supereroi” è un libro satirico e romantico nello stesso tempo;  grottesco e fiabesco i come una storia d’amore che non può avere un finale, basato sulla riconquista e sulla disperata ricerca di se stessi. In fondo,  in un mondo pieno di uomini straordinari è proprio la normalità il potere migliore: “… c’è una cosa che sapete fare molto bene, che sapete fare come nessun altro e questo vi rende speciali, ma essere speciali in realtà non significa nulla. Dovete vestirvi ogni mattina;  i lacci delle scarpe vi si rompono comunque; la vostra ragazza vi lascia lo stesso se la trascurate…”
Quanti di noi ogni giorno si sentono invisibili nei confronti dell’amore?

*****

rtratto di famiglia con superpoteri

Il secondo libro    “Ritratto di famiglia con superpoteri”   di Steven Amterdam  (ISBN Edizioniè invece un romanzo vero e proprio. Una saga familiare costruita sopra un periodo lungo trent’anni, suddivisa fra  i  protagonisti che la compongono e da cui derivano le loro storie, con un finale condiviso e con un unico particolare comune: ognuno dei suoi membri possiede un superpotere. Ma ciò non rende questi personaggi delle persone speciali, anzi, ognuno di loro lotta disperatamente con le problematiche di ogni giorno, con le bellezze e le disillusioni di una quotidianità che no lascia scampo, con le aspettative che offre la vita e che invece puntualmente tradisce.
La storia e la storie iniziano con le problematiche personali dei vari protagonisti, i quali dentro alle loro ossessioni scoprono di avere appunto un superpotere. Ma in realtà questa particolare “specialità” servirà più agli altri che a se stesi e in fondo la semplice illusione di essere speciali non basta a cambiare una vita complicata. Come Giordana, adolescente, che va a vivere dagli zii Natalie e Peter, insieme alla madre dopo la separazione dei suoi genitori, ma che formalmente nella sua continua voglia di sparire dal mondo scoprirà davvero di poterlo fare rendendosi invisibile, ascoltando così di nascosto i discorsi di tutti. Ma sarà un bene? Suo fratello maggiore: Ben, disoccupato, improvvisamente capirà di saper volare e di riscoprire salvando le persone in difficoltà, quali sono i reali valori del suo matrimonio. Ruth, la loro madre, è un’infermiera telepatica che si dedicherà alla comprensione di Alek, il figlio di sua sorella, un ragazzino cupo che nella sua insoddisfazione capirà di possedere il potere di tornare indietro nel tempo per riviere il momento precedente e di poterlo cambiare; mentre sua madre Natalie sorella di Ruth, nuota in maniera velocissima ma non riuscirà mai a comprendere le problematiche del figlio Alek. Il suo primogenito invece: Sasha, cugino di Giordana e Ben,  ha la capacità di far innamorare le persone, ma è gay e vive tutto dal suo punto di vista. Infine Peter, il marito di Natalie, può far scomparire e materializzare le persone.
Idealmente,  l’intreccio di tutti i componenti non è per niente complicato, è la vita ad esserlo e i suoi risvolti  possono solamente sovrapporsi al destino alterando le varie eventualità, anche se qualcuno all’improvviso capisce di avere qualcosa di diverso e di poter cambiare le cose.
In questo romanzo originale, particolarissimo e intrigante e calato a piene mani nella nostra attualità, la normalità a volte, è proprio un bene necessario, perché scavalcare la propria personalità, o meglio, alterarla,  pensando di essere il maestro della storia, può a sua volta frammentare le storie stesse in innumerevoli diramazioni senza via d’uscita troppo vicine al punto di non ritorno. Noi potremmo anche volare, nuotare velocissimi, apparire e scomparire, possiamo anche cambiare il tempo o l’esito di un evento, ma alla fine ce ne sarà sempre un’altro pronto ad affrontarci con le stesse problematiche, un’altro ancora più complicato di quello che ci aveva appena preceduto.

D’altronde la letteratura  è piena di personaggi straordinari: da Achille ad Ulisse fino al Freddy Nettuno di Murray, passando per Simbad ed Orlando e altri ancora. Alla fine rimaniamo noi lettori, spettatori e protagonisti di una storia, dove in fondo siamo noi  tutti degli eroi per quello che facciamo normalmente, per quello che facciamo sentendoci speciali…

Nuno Raminhos 21Nuno Raminhos

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23 thoughts on “SIAMO DAVVERO DEGLI EROI ?

  1. Mi è venuta quasi voglia di leggere il secondo. Di questi tempi in cui super eroi in perfetta CG spopolano ai botteghini del cinema e nelle fumetterie sotto forma di comics e action figure, questo romanzo mi sembra un ottima alternativa e mi ispira parecchio…grazie per lo spunto! 🙂
    P.s. ammetto di non aver letto fino in fondo per paura di spoiler!

  2. questa canzone la dedichiamo a Sabrina e a tutti quelli che si sentono invisibili… poi scegliete il cocktail che volete e sorseggiate in silenzio, delicatamente, per non farvi sentire…

    • Grazie, grazie infinite. Mi dispiace averlo visto solamente ora. Sai pero’… Io non mi sento invisibile. Mi piace esserlo. Essere invisibile e avere al contempo la capacita’ di lasciare un’orma, tanto pesante quanto chi invisibile non sara’ mai capace di essere. Come questo cocktail, del quale ti lascio gli ingredienti: Succo di lime (2/10), Triple Sec (2/10), Vodka (2/10), Rum (2/10), Gin (2/10), Lime (1 fetta). Sei un esperto… non ti sara’ difficile scoprirne il nome.

      • la ricetta citata corrisponde (maca solo la coka) al “Long Island Ice Tea”, perché è vero, esiste un cocktail chiamato “Invisibile” con cui questo composto si confonde (mancherebbe la Tequila) ma, come ho già detto nelle “categorie”, il primo è un’opera d’arte, il secondo un’inutile deflagrazione alcolica. Se però metaforicamente vuoi sentirti tale: dall’aspetto innocuo ma dall’anima potente, la tua impronta la lascerai… sicuramente !
        Ciao…

  3. Perché mi viene in mente Frank Capra? “Cosa sarebbe successo se al posto di Stan Lee ci fosse stato Frank Capra?”. E poi mi hai deluso, visto il nome di questo posto dovresti voler essere Superciuk!

    • un vero barman non si ubriaca mai… anzi ! Forse è più probabile che siano gli altri ad ubriacarsi
      Stan Lee, Frank Capra, sempre di finzione parliamo, in fondo, perché la vita non dovrebbe essere meravigliosa… o hai qualche dubbio?
      Al limite chiamiamo proprio Superciuk per confondere un po’ le idee.
      E tu, chi vorresti essere… Attenzione alla domanda e al suo verbo: “chi vorresti”…

  4. Onorato della citazione.

    Concordo che il vero super potere, quello di cui nemmeno i Super Eroi si possano vantare, sia quello di poter godere della “normalità”.
    Intimamente credo che un vero eroe sia chi trasforma la normalità in un’avventura, un’avventura in una fuga, una fuga in un sogno dal quale, prima o poi, comunque ci si sveglia.
    Meglio se con un sorriso.

    Penso proprio che andrò in libreria a seguire i tuoi consigli!
    Grazie mille.

    • concordo in pieno con le tue considerazioni… e poi in fondo se riesci a vivere un sogno che prima o poi ti risveglia nella realtà, non è un problema, anzi… lo hai vissuto, questo è la cosa importante. Pensa che c’è qualcuno il quale dice che la nostra vita stessa è un illusione. Io penso che se ogni tanto uno di noi si sente “incredibile”, è sufficiente la sua felicità per inventarsi un’altra vita.

  5. per Sabrina: in fondo i veri barman sono proprio così: parlano con un infinito campionario di persone e personaggi, uomini e donne, giovani e anziani; e alla fine bisogna per forza essere alla portata di tutti, un po’ psicologi e un po’ romantici al di là di tutte le problematiche di chi a volte cerca di rincorrere la vita. Si ascolta, si parla, (si straparla), si sorride e si ride (e si puliscono i bicchieri).
    Ciao…

    • la sua, la nostra salvezza, cosa importa? A volte desideriamo essere speciali, a volte fin troppo normali, eppure ci accorgiamo di quello che abbiamo lasciato dietro di noi sempre il giorno dopo. Sarebbe troppo facile tornare indietro per camuffare il tempo e
      probabilmente rifaremo altri errori, conosceremo altri luoghi a noi estranei da farci venire nostalgia del futuro che, nella nostra normalità, in fondo era sereno. Già, la normalità… ma come si legge nel libro “Io sono leggenda” di Richard Matheson, la normalità è un concetto di maggioranza, la normalità di tutti non è detto che sia quella di uno solo…
      Grazie del tuo passaggio in questo bar, se non sei astemia ti offro un Margarita…

      • il margarita è il mio long drink preferito estivo..proprio verso quest’ora 😉 anche scambiando pensieri seriosi.
        normalità è potere riuscire a essere in equilibrio con se stessi senza ‘strafare’ e possibilmente in sintonia con l’altro diverso e ugualmente normale.
        sherabuonadomenicaesabatoperchèno

    • capire in senso sensitivo i sentimenti altrui e comprenderli appieno è una dote rara, soprattutto quando questi incontri si sovrappongono continuamente nella vorticosa (usiamo in questo caso una metafora da Bar) scekerata di questi ultimi anni. E poi,
      visto che ti piacciono le bellezze preparate dai veri professionisti, rimani pure seduto sul tuo tavolo preferito a sorseggiare un Old Fashioned: arte su arte, perché i capolavori vanno bevuti in silenzio, in modo che ognuno possa aprire e chiudere gli occhi in base alle sue emozioni più intense…
      Salute !

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