” I MAESTRI DI TUINA ” di Bi Feiyu

i maestri di tuina di Bi Feiyu (copertina)

Un altro bel romanzo pubblicato da Sellerio è questo I maestri di tuina del cinese Bi Feiyu:  classe 1964, è uno degli autori asiatici più conosciuti a livello internazionale; vincitore di numerosi premi sia in patria che all’estero. In Cina ha avuto un grandissimo successo e il suo romanzo breve  “Shanghai Wangshi”  ha avuto un’importante trasposizione cinematografica in  “La triade di Shanghai”  (1995), film candidato all’Oscar del regista Zhang Yimou. E questo I maestri di tuina è considerata la sua opera maggiore.
Il tui-na è un tipico massaggio basato sulla sulla medicina cinese tradizionale, che letteralmente significa  “premere e afferrare”, e che solitamente viene eseguito da massaggiatori o massaggiatrici non vedenti, perché ha bisogno di una particolare sensibilità tattile che solamente un cieco può avere e che può tramettere. Un insieme di forza e dolcezza particolari uniti alle capacità sensitive di chi lo esegue, come se chi vive nel mondo senza mai guardarlo, possa penetrare nei nostri pensieri attraverso i confini della nostra pelle e dei nostri muscoli, e da essi percepire le forme dell’esistenza per costruire la propria immaginazione. Un dare-avere che si tramuta in scambio di emozioni fino all’estremo piacere per entrambi dove, la poesia plastica dei gesti e il vigore dell’energia, diventano lo scambio simbolico di due mondi mai così vicini allo corpo e spirito nello stesso momento.
La vicenda si sviluppa nel centro tuina del dottor Wang e nella infinita serie di personaggi che lo popolano e lo frequentano. Un insieme di storie e micro-storie che si esaltano e ci commuovono, che ci incuriosiscono e ci fanno divertire e a cui ci abbandoniamo, come se anche noi fossimo stesi sopra quei lettini.  Nel salone c’è una ragazza ceca dalla nascita che ha rinunciato ad una carriera di pianista, solamente perché non riusciva a livello emotivo ad esibirsi nel sentire la presenza del pubblico, come se intorno a lei le fossero tutti addosso. E allora è proprio con il massaggio e con le emozioni che trasmette, che ritrova la sua dimensione personale e artistica. Anche la storia del dottor Wang (cieco anch’esso) si miscela con le altre: un insieme di fantasie appena taciute e tante speranze, delicatissime storie d’amore dentro la poesia dei gesti e di quello che si può percepire dai due mondi, quello di chi vede e di chi non vede.
Il tutto si sviluppa nello scenario della Cina moderna e dell’ improvvisa esplosione economica di questo paese. Un insieme di sogni che stanno per realizzarsi di fronte a questa ricchezza facile che sta per coinvolgere tutti i suoi abitanti, cambiando le loro abitudini. Tra l’altro il racconto si svolge  a Nancino, una città del continente vicino ad una Hong Kong appena riammessa, e dove i suoi facoltosi abitanti (amanti del  Tuina) si riversano con soldi facili in questi centri dove la manodopera costa ancora poco, e dove tutto, sembra poter essere realizzato, dal lusso ad una nuova e frizzante libertà.
Descritto con una prosa originale e  convincente al tempo stesso, questo I maestri di tuina ci porta all’interno di un grande paese in continua evoluzione, e ci svela un mondo forse a noi poco conosciuto dove una sorprendente ironia accompagna tutte le giornate, e la complessità della sua Storia millenaria e attuale ci viene raccontata semplicemente come una giornata normale.
Sempre parlando di culture “altre” poi,  il libro che ho appena recensito dello svizzero Martin Suter: Il talento del cuoco, se vogliamo fare i difficili, mancava di un po’ di anima tra le sue pagine (visto anche l’argomento) soprattutto nel tratteggio dei suoi personaggi (d’altronde era scritto da una persona che guardava un’altra cultura dal di fuori). Questo romanzo di Bi Feiyu invece, di anime ne ha più di una, soprattutto nella personalità dei suoi molteplici protagonisti, attori e spettatori di una modernità che passa e si distende sulle tradizione di un paese antichissimo e che forse, proprio davanti alle illusioni di questa improvvisa ricchezza, saranno loro che dovranno decidere quale strada prendere. Rimangono le emozioni di una disciplina e di una pratica senza tempo a cui noi stessi, nel leggerlo, vorremmo abbandonarci, sognando e sorridendo.

massaggio tuina

L’aneddoto con cui concludo questa recensione è che io vidi questo libro nella libreria dove solitamente mi servo e mi incuriosì, ma poi optai per altro e non lo comprai subito. Poi il sabato successivo ritornai, ma essendo arrivati tutti i libri per le feste natalizie era rimasto nascosto sotto le pile di questi (la libreria di questo mio amico non è per niente grande, anzi, ha come tradizione una sorta di “disordine organizzato”). Così ci impiegai una bella mezz’ora per ritrovarlo e alla fine uscendo dal negozio il  libraio mi disse: sono contento che hai trovato il libro del “massaggiatore” (così lo avevo chiamato prima di ritrovarlo, però sbagliava lui perché…) –  della massaggiatrice…!  lo corressi subito. Proprio in quel momento passava una sua cliente  che esclamò: il libro della massaggiatrice !!!  belle cose che vendi al sabato mattina !!! (e se andò ridendo). Così io e il mio amico libraio ci siamo guardati dicendo: ecco… abbiamo anche fatto la figura di due vecchi tromboni…
Ciao ragazzi… alla prossima.

massaggio tuina 3

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23 thoughts on “” I MAESTRI DI TUINA ” di Bi Feiyu

      • Eccomi…:)

        Ecco…riflettevo sulla parte che riguarda i massaggi eseguiti da persone non vedenti.
        Anche nel nostro ospedale i fisioterapisti sono per la maggior parte non vedenti…e pare siano i migliori. Hanno molta più sensibilità nelle dita, naturalmente, e riescono maggiornamente a “premere ed afferrare” senza causare nessun dolore…

        Peccato che nei paesi occidentali non sia praticata, in modo tradizionale, nessuna tecnica che preveda massaggi… forse saremmo stati molto più rilassati…meno spigolosi.
        Perchè il massaggio, praticarlo…voglio dire…è un arte benefica: ne trae beneficio il corpo ma sicuramente anche l’anima.
        Quasi una sorta di “ipnosi” per chi la riceve….

        Buona serata
        .marta

  1. ciao Marta… il problema è più antico, perché nell’antica Roma la tecnica del massaggio era molto praticata, come l’utilizzo delle terme, ove tutti gli abitanti si recavano. Dopo, con il cambio per così dire, di “cultura”, tutto ciò che era romano è diventato peccato, e allora ci siamo dimenticati dei benefici del corpo. Non è che ora non si possa andare a farsi fare un massaggio, ma questo processo non è radicato nel nostro modo normale di pensare, anzi… come lo descrivo nell’aneddoto finale, spesso ci collochiamo un doppio senso.
    Detto così il discorso è forse semplicistico ma reale, infatti, nel libro che ho recensito prima di questo (Il talento del cuoco di Martin Suter), c’è un bellissimo monologo di Maravan, il protagonista, dove non si capacita del modo disinibito di vestire delle donne occidentali e dei nostri costumi in genere, mentre nello stesso tempo la religione Cattolica è tutta un insieme di moralismi e oscurantismi soprattutto verso il sesso. Nella tradizione Indù invece (dice sempre Maravan), i loro idoli sono pieni di falli, seni e vagine, ma sono intesi solamente come organi spirituali dove nella continuità della specie, è possibile la teoria della reincarnazione, mentre per il sesso esiste tutta una filosofia legata al kamasutra. E al contrario le loro donne sono molto castigate nel vestire, ma non per questo non debbano essere sensuali. Poi è chiaro, se entriamo nei dettagli di altre religioni o altre culture, ci sono tutta una serie di situazioni che in un semplice post come questo, aprirebbero lunghissimi discorsi e non la finiremmo più… e allora sai cosa ti dico, vado ha farmi fare un bel massaggio. Per rilassarmi, chiaramente. Ancora ciao 🙂

    • hai ragione… ma in questi post veloci non si può scrivere di più. D’altronde l’ho detto, è un discorso che meriterebbe un approfondimento. Ma bando alle ciance, il massaggio è stato ottimo, e anche la pizza non era male. E i mandolini? Non ti preoccupare, c’era del grande rock’n’roll… !!!

  2. Non solo leggere articoli ma frequentarli…vi sono molte occasioni per farlo! Per rendersi utili …per donarsi nel tempo …e di tempo ne possiamo donare estrapolandolo da altri impegni forse “vuoti d’altro ” …son loro i ciechi o “non vedenti” come noi chiamiamo …a donarci esperienze vitali…sono come noi in tutto …mancanti soltanto della vista ma hanno acuito questo rafforzando la capacita nello sguardo interiore…nel silenzio la forza…il braille la loro scrittura …punteggiate meravigliose…e le mani o la voce doni preziosi….Amici veri!

  3. Semprevivo il dono di una chiara amicizia! …il ricordo …la condivisione gioiosa …la vicinanza nel momento delicato…semprevivi i volti le voci “l’affratellarsi ” come diceva Silvano …il sorriso di Emilio che poetava a memoria dovendo usare gli occhi dell’anima …erano stagioni già allora limpide che ci hanno poi portato a far parte di un corollario di “anime grandi” che tuttora segnano il percorso e insegnano ….e tu ne detieni il timone….che il vento spinga dolcemente sempre in acque tranquille il veliero poetico acaryano umano amico! Un abbraccio…perdona il mio “divagare” …

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