LA NUOVA ETA’ DELLA PIETRA – cronaca di un giorno del prossimo futuro

Allora, voglio raccontarvi un aneddoto, o se preferite una “situazione” che mi è capitata quest’estate, durante una mia visita ad una mostra d’arte. Una situazione per così dire: assurda.  Mi ero fermato a mangiare nel bistrot di questa Galleria Espositiva e, probabilmente, questo luogo era frequentato dagli impiegati di uffici attigui che  approfittavano della loro pausa pranzo per un attimo di relax. Ebbene,  sono capitato in un tavolo vicino a due donne di circa 35 anni, e la “discussione” a cui ho assistito, mio malgrado, è stata a dir poco di sbigottimento. Queste due pranzavano con il cellulare in mano, e mentre mangiavano chiamavano i loro figli per chiedergli cose di una banalità sconcertante, e nello stesso tempo riuscivano a spettegolare fra di loro raccontando situazioni di lavoro, ma di basso profilo; e veniva fuori un dialogo circa di questo tipo:   “(gnam… gnam…) Filippo, sei arrivato a scuola?   No sono al Luna Park ! (risata),  Non fare il cretino (gnam… gnam…) volevo solo sapere !  E chi se ne frega ! (seconda risata)  Frega a me (gnam… gnam…) Ma lo sai che Francesca se la fa con il capo  (Ma dai !  gnam… gnam…) Francesca ?!!   Ma no! Parlavo con Gulia,  Giulia ?!! e chi cazzo è !!!  La mia collega, cretino,  E chi se ne frega! (gnam… gnam…)     Frega a me… quando torni fai i compiti… E poi Francesca si fila anche Luigi  (che troia !  gnam… gnam…)  Devo fare i compiti con Francesca?!!   Nooooo!!! è  la mia collegaaaa!!!   Ma non era Giulia?  Appunto Giulia  (gnam… gnam…) e non correre!!  E chi corre, tanto non c’è Francesca (terza risata)  Chiiiiii !!!!??? (gnam… gnam…)  Luisa!   Luisa?   Si è lei che mi succhia il cazzo… (quarta risata)  Cosa ti succhia ?!!! (gnam… gnam…)  Ah! Ah! Ah!  (cos’è che succhia Francesca ah! ah”ah!)  Ma no è mio figlio… (cosa succhia tuo figlio? gnam… gnam…) Cosa hai capito… è Francesca!  (appunto Francesca!  gnam… gnam…)  Nooo!!! ho detto Luisa!   Finiscila cretino!!! e poi lo sai che il Franco se l’è misurato con Gianni  (gnam… gnam…) (noooo!!! per via di quell’altra troia???  gnam… gnam…)  Chi è che misura?!!!  Cretino!!!  (gnam… gnam…)  Cretina tu!!!   Scusa ma chi è l’altra troia..?  Troia?!!  (si !! quella dell’ ufficio di sotto… gnam… gnam…) E tu taci… gnam… gnam…  Ma se mi hai chiamato tu…  Zitto… Zitta tu!!!  (gnam… gnam…) (gnam… gnam…)  (… …) (… …)”

E via di questo passo, e la collega non le era da meno, in un intrecciarsi di discorsi che mi hanno lasciato allibito (non tanto per  le metafore “basse” pronunciate in mia presenza, ma per il sovrapporsi dei linguaggi). Mi sono voltato verso gli altri tavoli, e la situazione non era ne migliore, ne peggiore… (e tutti che pranzavano con il cellulare in mano, come se fosse una forchetta), ebbene, a un certo punto non ce l’ho fatta più, per prima volta in vita mia ho provato la sensazione di avere un attacco di panico ma, non volendo provare “questa prima volta”, sono uscito da questo locale quasi fuggendo (dalla fretta mi sono anche dimenticato di pagare il conto: giuro, non l’ho fatto apposta! Ma tanto avevo mangiato poco e male…). Essendo a Torino, ho raggiunto i giardini del Valentino, e di fronte al Pò con il panorama delle Alpi mi sono gustato un bel trancio di pizza in santa pace. Poi ad un certo punto in una panchina vicino sono arrivati quattro studenti: uno aveva uno Smartphone, l’ altro l’ iPhone, l’ altro nacora un Tablet e il quarto un Galaxy. Sono rimasto in allerta per un attimo, ma poi ho visto che erano felici con i loro “giocattoli”, erano sereni e puliti nella loro adolescenza con il futuro che li aspettava davanti. Ma poi ancora ho avuto un dubbio che mi ha tormentato: i loro prossimi figli, sicuramente saranno interamente dipendenti dall’era del digitale, così come il nostro sapere interamente depositato su dischetti o nuovi materiali virtuali. Ma se all’improvviso arrivasse una “tempesta magnetica o solare” (e, badate bene, non è roba solamente da fantascienza) e in un attimo azzererebbe tutte le attività elettroniche che ormai regolano il nostro pianeta..? Ebbene, ci ritroveremmo all’ improvviso nell’ età della pietra, incapaci di vivere come eravamo abituati una volta. Beh… se io ci sarò ancora, mi armerei di una bella  clava e sapete quanti colpi  darei in giro… tanti, ma proprio tanti !
Non ci resta che aspettare… è solo questione di tempo  (gnam… gnam…)

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