MULTATO PER UNA POESIA

E’ notizia dell’ altro giorno: multato a Venezia barbone (?) perché vendeva poesie per strada. Vabbé… ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti ad essere sanzionati anche in quel poco che facciamo: per gioia, per dolore, per gioco o per necessità. OCCUPAZIONE ABUSIVA SUOLO PUBBLICO ! 60 EURO !  E PER LA VENDITA NON AUTORIZZATA  5000 ! (sorbole…) Immaginatevi la faccia del malcapitato che, poveretto, aveva pensato ad un espediente simpatico e curioso per se stesso e i probabili avventori. Non ce niente da fare, la poesia non riusciremo a venderla neanche di contrrabbando o di straforo, per questo, amici poeti, state attenti quando vi muovete con i vostri libri, perché ci sarà sempre un “vigile” solerte, pronto a seguire i vostri spostamenti, e cogliere la vostra improvvisa e sbadata manovra non corretta.
Io nelle varie città europee ho visto vendere di tutto: carezze al gatto, parole “dolci” a peso, libri d’ aria e frittelle di buonumore e, forse, i gendarmi ci facevano sopra una risata. Che dire al poveretto di Venezia… io metterei il banchetto davanti al tribunale, nell’attesa del giudice istruttore perché al momento del  passaggio, cortesemente proporrei: GRADISCE UNA POESIA !  …e davanti al suo “sorriso serio” e imperturbabile la declamerei ad alta voce, alla mercé di tutti:  GRATIS ! Potrebbe essere il suo titolo, perché quando l’ autorità sarà sparita nell’androne dei suoi mille corridoi, girandomi verso la scritta dove la legge è uguale per tutti, mi firmerei così: THIE’  !!!!!!!!!!

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9 thoughts on “MULTATO PER UNA POESIA

  1. che tristezza!
    è vero. nelle varie città straniere ho visto anche io vendere di tutto.
    qui siamo in un paese un po’ speciale…
    una volta, tanto tempo fa, l’Italia era la culla dell’arte.
    oggi…

    Napoli è Napoli!

    gb

  2. non è facile comunque riuscire a vincere.
    “l’impossibilità della riuscita” non è facile da sostenere.
    chiederò delucidazioni in merito.
    si può contestare, ma salterebbe fuori qualcosa d’altro.
    i codici sono interpretabili.
    le interpretazioni dei più forti valgono di più. 😉
    che tristezza!
    mi ripeto.
    che tristezza!
    gb

  3. ma si, in fondo, penso che alla fine il poveretto se la caverà con un gran spavento e l’ ammenda minima (penso… perché non ho letto più niente in seguito) E uso la parola “poveretto”, ironicamente, perché invece questo signore che cercava di vendere poesie (sicuramente attrezzato con tanto di tavolino ecc. ecc.) era da premiare. La dolcezza non ha prezzo, quindi, quello che faceva lui, era sicuramente un affare. Con tutti quei politici che ogni giorno rubano i nostri soldi, un uomo semplice che cerca di vendere poesie, è sicuramente da mettere al loro posto…

  4. vendere poesie… non mi era mai venuto in mente prima!
    la dolcezza non ha prezzo come tu scrivi e, quindi, l’affare è assicurato.
    beh… sai che ti dico?
    lo farò anche io.
    😉
    gb

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