QUESTIONI DI VITA / QUESTIONI DI MORTE

Innanzitutto scusate il ritardo, ma un problema al PC, mi ha impedito di postare articoli o altro in questo periodo, che a tutti gli efetti e’ diventato un periodo di riflessione sulla vita e sulla morte. E proprio in questo periodo, che potrei definirlo uno dei piu’ brutti della mia vita, mi sono imbattuto in un interessante articolo sulla rivista musicale MUCCHIO SELVAGGIO a firma di Claudia Durastanti, dal titolo: fuori dal blu e dentro il nero, per la rubrica IL PASTO NUDO – Avanzi di cultura pop, presente nel numero del maggio scorso, n. 694. Ebbene in questo articolo si analizzava la scrittura di un romanziere che aveva subito un lutto recente, e la conseguente trasposizione dello stesso attraverso la sua successiva letteratura. L’ articolo si apriva introducendo il fatto che se questo scrittore non pubblicava niente sull’ accaduto, i lettori, indirizzati da una certa critica, avrebbero stabilito che il suo ultimo romanzo sarebbe stata la metafora della catastrofe o dell’ incidente che lo aveva  colpito. Se invece decidera’ di scriverne, e se il conseguente romanzo non sara’ baciato dalla Grande Scrittura, allora lo stesso verra’ tacciato di letteratura lacrimevole. E prendeva ad esame la scrittrice Joan Didion che aveva incentrato i suoi ultimi due lavori sulle morti del marito e della figlia, avvenute nello spazio di un anno. E faceva sempre riferimento alla critica, la quale affermava che il lettore non soffriva con la Didion ma, la guardava soffrire, differenza sostanziale sull’ esito globale dei romanzi in questione, e precisamente L’ anno del pensiero magico  e  Blue Night. Claudia Durastanti dice testualmente: la morte in narrativa e’ sempre pretestuosa e narcisistica, ma e’ sempre anche universale e necessaria. Una morte e’ una morte, e il pubblico decida cosa farne. Il resto e’ piu’ o meno cattiva letteratura (…) e conclude (…) se questa volta le pistole non centrano il bersaglio come dovrebbero, non e’ colpa sua (della scrittrice): e’ il lutto in se’ che e’ imbarazzante o immodesto quando non ti riguarda. Poi un giorno questo dolore sara’ tuo e allora, prevedibilmente, Blue Night per un’ ora o per un mese diventera’ il libro piu’ importante che sia mai atato scritto. e a quel punto stabilire chi sia piu’ narcisita fra te e l’ autore, sara’ molto difficile, se non impossibile.  L’ autrice di questo articolo non ha tutti i torti, anche se, come sottolinea, la grande letteratura fondamentalmente e’ sempre grande, sara’ poi il lettore ha scegliere quella che piu’ gli e’ consona in quel momento (io, tra l’ altro Joan Didion non la conoscevo nemmeno, ma non e’ questo il punto). Il punto finale e’ che se in questo momento io sto scrivendo su questioni di vita e questioni di morte, posso interagire e/o allo stesso tempo allontanare le persone che sono o non sono sulla mia lunghezza d’ onda. Fondamentalmente chi non ha nessun contratto con gli editori vive la sua liberta’ e la sua dimensione artistica, in maniera consapevole. e sara’ altrettanto consapevole di offrire emozioni sue per chi vuole interagire. Per questo ho deciso di sdoppiarmi: chi vorra’ continuare a leggere poesie su mia moglie appena scomparsa e sui suoi risvolti, apriro’ una pagina Facebook, mentre per questo blog continueranno gli articoli soliti e insoliti.
Concludo questo lungo scritto prendendo spunto da un’ intervista al cantautore americano Howe Gelb (sempre sul MUCCHIO di maggio) dove afferma che ogni fine e’ un inizio e viceversa. Ci sono tante piccole apocalissi personali sulle quali ogni volta il mondo muore un po’. Quando scompare una persona cara, ma anche quando finisce un amore, o una band si scioglie, o magari cambi citta’ o paese e devi reinventarti un’ esistenza. Comunque di una cosa sono sicuro: quando il mondo finira’, sara’ a ritmo di musica (a dire il vero lui usa la parola cumbia, un tipo di musica colombiana che probabilmente l’ha intrippato in questo periodo). Di conseguenza se il mondo deve finire a ritmo di musica, allora parleremo di musica (chiaramente senza dimenticare il resto).
Che vi devo dire… a presto.

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5 thoughts on “QUESTIONI DI VITA / QUESTIONI DI MORTE

  1. Fa piacere ritrovarti! Se tu pensi sia giusta la decisione di portare il Suo ricordo in FB procedi, noi ti seguiremo.Ma non credo sia la morte a turbare ogni altro articolo…. Nella
    Musica e nella Poesia come in ogni altra espressione e’ parte della Vita stessa! Un abbraccio e ripescanti piano piano con serenità! Grazie .

    • continuo a ringraziarti per i tuoi interventi, anche se ora, per via sel caldo, non ho molta voglia di stare al PC. A presto leggerai nuove poesie e appena mi iscrivero’ su facebook te lo faro’ sapere. Un abbraccio anche a te.
      PS In questo periodo sono in ferie… penso di fare un salto a trovare Giovanna. Ciao

      • Gio’ mi ha detto! Felicissima dell’incontro poetico umano amichevole! Due anime a confronto ! Sono felice per voi…. Su Fb ho trovato anime squisite che si avvicinano a musica e poesia… Mi sento meno isolata e sola! Ti abbraccio e nel pensiero un refolo dall’alto ti accarezza!

  2. A proposito di poesia… ti dono questa di Maria Grazia Duval

    LE SACRE STANZE

    Perduta gente mi dici che non torni
    dico lo so che non sei mai partito.
    Ti ho sfiorato poc’anzi nella stanza,
    quella sacra, dove morgana e luna
    tessono a notte sulle nostre ciglia
    ordito e trama che il mattino disfa.
    Ti spogliavi del giorno e mi spogliavo
    a scambiarci nudi il dono della linfa
    che come il sole e l’ altre stelle muove
    a noi concede d’ esser qui e altrove.

    (Come osi rifare il verso a Dante ?
    – Oso, perché l’ eternità è un istante -)

    Nello stesso tempo ringrazio anche Maria Grazia, per avermi spedito questa bellissima lirica… ciao.

  3. Pingback: YESTERDAY… | Sourtoe Cocktail Club

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