UNA LUNGA SERIE DI ECLISSI (2-7)

eclissi più eclissi

Eclissi  n° 2

Sarà anche silenzio
questa eclissi
vista in ogni angolo del mondo
ma la voglia di sentire il tatto
vicino alle parole
(forse inventate)
per la ricreazione
non convincono appieno
questa partecipazione

fingono a scompaiono
appena viene buio

Continua a leggere

Annunci

GYPSY SUN REVIVAL – Journey Outside of Time

gypsy sun revival

Non so se qualcuno di voi si ricorda le vicende che hanno portato sulle scene i Quicksilver Messenger Service. Il fondatore della band, lo songwriter Dino Valenti, che era sostanzialmente il frontman del gruppo, venne incarcerato prima che pubblicassero il loro primo album, dando così ambia libertà ai due chitarristi: John Cipollina e Gary Duncan, i quali, pur non essendo dei compositori d’eccezione, erano dei performer pazzeschi. Non è casuale che la loro leggenda è conosciuta proprio per l’esecuzione delle jam che li consacrarono come un mito (anche se defilato) dell’epopea psichedelica dei sixties, proprio perché, ritornato nell’organico il sopracitato “malfattore”, imponendo il suo cliché, snaturò quella libertà creativa che i due alfieri delle sei corde avevano così anarchicamente improvvisato, costringendoli nei recinti di un forma canzone per niente adatta al loro modo di suonare, finendo per impoverirli fino a smontare il blasone del loro marchio. Non mi dilungo perché ci sarebbe da parlare ancora più dettagliatamente, ma questo riferimento era necessario perché questi Gypsy Sun Revilval, provenienti dal Texas, sono adatti al paragone descritto per il semplice fatto che il loro cantante, un certo Mario Rodriguez, prende troppo il sopravvento sui suoi comprimari, considerando che la chitarra di Will Weise e il basso di Lee Ryan, sono due cavalli di razza dalla bravura altrettanto pazzesca, e a mio avviso potrebbero incendiare tutte le pianure di questo pezzo degli States, se non avessero le briglie al collo, all’interno di una band dalle potenzialità enormi.

Continua a leggere

ALEXEY KONDAKOV – Quale rinascimento?

alexey kondakov-3

Alexey Kondakov è un artista ucraino, precisamente di Donetsk, il quale ha sviluppato un originale collage tra fotografie urbane dei giorni nostri insieme a figure estrapolate da quadri di epoche diverse, facendo entrare in una sorta di cortocircuito l’osservatore, sia occasionale che abituale. La sorpresa è stridente ma, nello stesso tempo divertente, come se la sovrapposizione delle parti generasse una curiosità particolare, portandoci nelle complessità della nostra epoca e inserendo personaggi apparentemente estranei. Il conflitto fra le parti si percepisce immediatamente, eppure, la metamorfosi che avviene fra protagonista e scenario, si completa in una dimensione plastica che assorbe l’eventuale momento fissato nel quotidiano, come se dei personaggi nudi o vestiti in modo grottesco per i nostri giorni, ne facessero parte. E’ chiaro che il retrogusto ironico della scenografia è sostanzialmente il tema principale di un eventuale titolo, perché se il momento si colloca dentro un’idea geniale, quale potranno essere i paragoni di ognuno di noi fra l’archeologia urbana e un nuovo rinascimento?

Continua a leggere

ALEXA MEADE – Quando l’opera d’arte si confonde con la realtà (e viceversa)

Scusate, ma dopo giorni di finzioni dei nostri politici, avevo bisogno di una “finzione” autentica, e poi, dopo il “buco nero”, cercavo assolutamente un’abbuffata di colori. Come a dire: questa pittrice americana ci capita a “pennello”.
Alexa Meade
è un’artista statunitense, nata a Washington dove tuttora vive e dove ha iniziato la sua carriera artistica, nonostante la passione per la politica. Sostanzialmente si è fatta conoscere con i suoi quadri animati, o perlomeno, pitture apparenti le quali nascono intervenendo sulla realtà, come se la finzione di un dipinto fosse il retrogusto di un qualcosa di vero, pronto ad muoversi al primo battito di ciglia. Lei infatti altera la visione delle tre dimensioni annullando i confini che separano i due mondi, come se un universo variabile si bloccasse di colpo per diventare uno spazio apparente, forse più espressivo dell’originale perché l’originale è il quadro stesso.

Continua a leggere

CAO YUXI – “Oriens” un buco nero dove perdersi e ritrovarsi

cao yuxi oriens

Io non so se in questi giorni l’Italia sta per entrare in un buco nero senza punto di non ritorno; lascio agli specialisti le speculazioni o le divagazioni sul nostro futuro, e come sempre mi affido all’arte, per lasciarmi alle spalle giorni di parole dove si è sentito di tutto. Metaforicamente tutto ritorna e si presta alla perfezione per qualsiasi immaginazione, ecco che l’installazione dell’artista cinese Cao Yuxi proposta al Today Art Museum di Pechino contiene qualcosa di spettacolare. “Oriens” significa “perla orientale” e rappresenta l’immersione totale della nostra percezione sull’inizio e la fine fine e poi ancora l’inizio della vita, proprio per ricordarci che niente di noi ha termine, come se il moto circolare dell’esistenza fosse racchiuso nell’energia che ci circonda, attraverso il ripetersi di quiete e violenza, paura e mistero, bellezza e poesia.

Continua a leggere

MASSIMILIANO LAROCCA – Un mistero di sogni avverati

massimiliano larocca-dino campana

La passione di Massimiliano Larocca per la poesia di Dino Campana ha una radice antica, nel senso che già al liceo i famosi Canti Orfici avevano colpito questo appassionato di musica popolare, il quale, nel proseguo della sua crescita, quando decise  che la sua professione sarebbe stata proprio la sua voce e la chitarra, non si dimenticò della poesia. Poi col passare del tempo il progetto di musicare queste liriche divenne una specie di desiderio assillante per quanto ricercato, tanto che, mentre altri lavori si susseguivano e altre collaborazioni continuavano a prendere corpo, quest’idea veniva sempre rimandata. Probabilmente, la ricorrenza dei cent’anni dalla loro prima pubblicazione avvenuta tra 1914 e il ’15 (anche se le date non sono certissime per via della riscrittura degli stessi fatta dall’autore dopo che il manoscritto fu perduto da Ardengo Soffici), fece prendere la decisione definitiva, e finalmente il lavoro ha preso corpo, portando a concepimento un gioiellino straordinario.

Continua a leggere