La vendetta del caciocavallo

Posted febbraio 2, 2010 by antoniobianchetti
Categories: 22) PINACOLADA - Opera buffa


Ce l’ abbiamo fatta; è vero che noi italiani all’ estero dobbiamo sempre farci riconoscere, ma questa volta ci siamo superati. Siamo riusciti a bloccare un intero aereoporto con un caciocavallo.   Il fatto si è verificato durante le feste di Natale e ha visto protagonisti tre cugini  di Rionero Sannitico (Isernia), che andavano a trovare dei loro parenti a Cleveland.  Arrivati nello scalo di Chicago, i ragazzi sono stati bloccati dalla security, ingannata dalla forma sferica del formaggio, del tutto simile a una bomba.  “Italian cheese…!  italian cheese…! “  continuavano a ripetere i tre “sventurati” sottoposti a una perquisizione esasperata, dettata dalle norme antiterroristiche e dall’ allarmismo verificatosi negli Stati Uniti in questi ultimi tempi.  
Anche se il tutto si è risolto con una risata generale, il caciocavallo ha avuto la sua vendetta, si è reso per un giorno protaginista,  mandando in tilt,  per più di un’ ora, uno dei più importanti aereoporti mondiali. Chissà poi se  gli agenti insieme ai tre poveri malcapitati hanno brindato con del buon vinello molisano… perchè al quel punto, se lo saranno anche mangiato, il formaggio; dicendo tra di loro: “però!  questi prodotti italiani, sono proprio una bomba…”

Il cielo di marte

Posted gennaio 31, 2010 by antoniobianchetti
Categories: 03) LONG ISLAND - La classe non è acqua

 

“Il cielo di marte” è il titolo di una delle più belle raccolte di poesie apparse in questi ultimi anni in Italia. Pubblicata nel 2005 dalla collana “bianca” di Einaudi e scritta da Andrea Temporelli, alias Marco Merlin, che usa pseudomino e nome legati alla sua vicenda personale (il nome è quello di un suo fratello morto in giovane età e il cognome è quello della madre da nubile, anch’ ella prematuramente scomparsa), per unire in maniera lirica la profondità dei suoi affetti. Tutta la raccolta è infatti legata alla sua ineriorità e a vicende simili di amicizie e amori, a volte non propriamente suoi ma, intrinsecamente appartenenti a se stesso, come un duplice specchio che riflette all’ infinito i suoi pensieri.  Un sosia in cerca di altri sosia, o un suo doppio ripetuto continuamente per rafforzare alla fine la primitiva immagine. Quasi a esorcizzare la brevità della vita e dei sentimenti, e a liberare quella forza vitale troppo spesso nascosta nei lati oscuri dell’ anima. 
Queste poesie si lasciano assaporare dentro e fuori il suo bellissimo canto, perchè l’ autore non si lascia intrappolare nella poetica del frammento, nella linea che ha imprigionato tutta la Poesia del ‘900 dentro all’ idea del “m’ illumino d’ immenso”, o di una sintesi che ha ucciso tutto il senso della parola “lirica”.  Lui canta, recuperando il senso originario di questa antichissima forma d’ arte: da Omero a Virgilio, da Petrarca a Dante, fino a alcuni importanti autori anglosassoni e americani come Eliot ed Ezra Poud, o  al Pasolini più intenso de “la ricchezza”. 
Leggere tutta la raccolta è come scivolare nella bellezza della sua musicalità, assaporando le storie personali che si avvicendano e che diventano nostre, anche nelle nostre interpretazioni, perchè è bello sentire finalmente un poeta che ha voglia di raccontarsi senza pregiudizi, senza nascondersi dietro a brevità inconsistenti.
E’  un lungo assolo di uno dei più promettenti autori del nostro tempo e che vi lascio gustare con una delle sue composizioni…

DICERIA  DEL  POETA

” Poiché per lungo tempo ti ho aspettata
e vanamente alle solite vie,
ho deviato il percorso
ho visitato luoghi oltre le mura
giurando e spergiurando
di vincerti con le mie fantasie.
Ma ovunque uno diceva: “Qui è già stata
e chiedeva di te”
(Questa letteratura
puzza di pesce marcio.  Se hai già morso
il tuo fiato è segnato).  E’  come quando
l’ amore ti tradisce e sei patetico.
Così non sei tornata e non c’è niente
da aggiungere alla fogna
che il tuo abbandono schiude per la mente
(E già potrei finire, dirti che
disprezzo chi ti sogna)
Ma qui dove ti perdo sempre io
non è l’ autore, martire fra le schiere
di mamertini in  festa
con le baldracche di Baudleaire  (amanti
per cui non c’è mai stato verso
di prenderti).  Le tue pene leggere
in questa dittatura sono il mio
conforto:  nella bara
(gradevole per tanti)
che ci hanno predisposto  la mia testa
manda segnali strani – e tu ne hai perso
il codice per sempre.  Per ciò sparami
(gioia che non sarai se non ne muori):
se tu sei non passata
io qui comincio, presto, fammi fuori.
Finché la carne bianca a fuoco ara
una mano ispirata. “
Andrea Temporelli


Gulio Einaudi Editore  -  euro 9,50

Eric Rohmer – una lezione morale

Posted gennaio 14, 2010 by antoniobianchetti
Categories: 04) OLD FASHIONED - Senza tempo

 


Lunedì è morto uno dei grandi personaggi del ‘900, il regista francese Eric Rohmer che,  insieme a Godard, Rivette, Chabrol e Truffaut, fu uno dei nomi trainanti della “Nouvelle Vague”.  Simbolo e mito di una cinemetografia ripartita fra cuore e cervello, attraverso le scene quotidiane sempre in contrasto con l’ ambiguità dei sentimenti, ma anche sempre vive nelle loro innumerevoli sorprese. Una vitalità che nasce attraverso le voci dei protagonisti incontrati dapperttutto, e a tutti, veniva data libertà di parola.   Rohmer era talmente schivo fino a diffondersi la voce che non esistesse; lui, padre e figlio di quel movimento francese, che non solo cambiò il modo di vedere il cinema dal suo interno, ma fu anche il ritratto di una generazione nuova, nel suo ruolo e nei ruoli che voleva cambiare.  Rohmer il cinema l’ ha sempre fatto a modo suo, senza imposizioni, sempre dalla parte dei suoi personaggi, travolti spesso dall’ eventualità del caso e dalle improvvisazioni della vita. Lui non guidava le sue storie, si lasciava guidare, come un jazzista che parte dal tema centrale, e poi costruisce una melodia con il suo istinto, con la sua poesia,  con  la sua professionalità.  Non citeremo i suoi innumerevoli capolavori, ve li lasciamo gustare, godere, capire, perchè di Lui ci rimane un lezione morale, nascosta in quei piccolissimi dettagli che possono cambiare un’ intera esistenza, e che diventano racconto, romanzo, emozione divisa dalla gioia e dalla tragedia, senza mai prendere posizione. Siamo noi che dovremmo riflettere di fronte al disfacimento della nostra società, più oggi che allora. La sua è una lezione che non può essere dimenticata, e come tale va ricordata ogni giorno, come le sue parole…

                                     ” Il cinema è la summa di tutte le arti”

MISSISSIPPI – Il grande fiume: un viaggio alle fonti dell’ America

Posted dicembre 1, 2009 by antoniobianchetti
Categories: 02) ON THE ROCKS - Letteratura necessaria

Mario Maffi - docente di cultura anglo-americana all’ Università Statale di Milano,  autore di una bellissima trilogia sulla città di New York e di altre notevoli pubblicazioni; curatore di importanti antologie sulla letteratura underground statunitense e di tutta una serie di scrittori ai margini del sogno americano, tra cui il portoricano Pedro Pietri – si ripropone al grande pubblico con un libro interessantissimo dedicato al “grande fiume”, simbolo dell’ immaginario collettivo e della storia di questa nazione a stelle-e-strisce.  Fortunatamente ripreso e ristampato dal Saggiatore (il volume era già uscito nel 2004 per Rizzoli)  con un capitolo in più dedicato all’ evento dell’ uragano Katrina, e presentato quest’ anno a Como nell’ edizione 2009 del festival culturale di “Parolario“, il libro ripercorre tutte le sponde del Mississippi dalle sorgenti fino alla sua foce, con una passione e una professionalità che si evidenziano in tutte le sue 560 pagine. Chi pensava erroneamente all’ America come un continente senza storia, o perlomeno con una storia recente ingigantita dai film hoolywoodiani, deve ricredersi leggendo questo saggio che trasuda appunto storia e geografia, attualità e sociologia, realtà e antropologia, musica e letteratura, intensità, racconto, poesia. Il grande fiume che divide in due una grande nazione: east e west, leggenda e realtà, voci nere / ombre rosse e i bianchi, sentieri e crocevia, vita e morte:  come un grande segno, un grande confine, una grande ferita.
Viaggiando lungo il suo corso, dalle sorgenti del Lago Itasca, fino alle foci del Golfo del Messico (e poi seguendo il cammino inverso, quasi a voler ricucire nella propria mente immagini e ricordi), Mario Maffi racconta il Grande Fiume, lo ascolta, legge e interpreta la mutevolezza delle sue acque. E svela, con la sua scrittura appassionata, scorci mozzafiato, angoli nascosti e testimonianze di un passato ancora pulsante. Ma le acque del Mississippi portano con sé soprattutto storie: nelle città, nei locali di blues, nei musei, nei bed&breakfast incontrati lungo quasi 6000 miglia di viaggio, Maffi raccoglie e ricostruisce miti e leggende, e ci fa assaporare l’ originalità, l’ umorismo e i suoni di una tradizione orale, di una musica, di una storia in continua evoluzione. Ci mostra un’ altra faccia dell’ America e ci guida alla scoperta delle origini e delle contraddizioni della sua cultura”.
Un libro “necessario”, che si legge tutto d’ un fiato, perchè ogni cosa parla lungo il Mississippi: un fiume celebrato dai grandi scrittori, ma che continua ad affascinare le nuove generazioni

Mario Maffi

- “Mississippi – Il grande fiume: un viaggio alle fonti dell’ America”  (Il Saggiatore Tascabili – 14 euro – 560 p. -  2009)

LA POESIA ININTERROTTA

Posted luglio 8, 2009 by antoniobianchetti
Categories: 05) CAMPARI SHAKERATO - Arte minima

 Venerdì 10 luglio inizia a Como la rassegna da me fortemente voluta “LA POESIA ININTERROTTA – il monologo come arte della parola”  perchè ritengo la performance in solitaria, il ponte ideae fra la poesia pura e la rappresentazione teatrale.

la poesia ininterrotta locandina ediz. 2

I primi protagonisti saranno Danilo Caravà e Domitilla Colombo, già ospiti l’ anno scorso con uno splendido monologo tratto da un racconto di Poe ( “Ligeia” ) contaminato con il film “La donna che visse due volte” di Hitchcock; questa volta esplorano l’ enigma di Kaspar Huser; mentre venerdì 17 una nova realtà comasca creata da giovanissime autrici:   il “Teatro dei fili”  ci proporrà un bellissimo testo scritto e diretto da Laura Scaglione

Posted luglio 8, 2009 by antoniobianchetti
Categories: Senza Categoria

Un’ “Antologia Illegale”

Posted giugno 8, 2009 by antoniobianchetti
Categories: 11) AGUARDIENTE - Parole di fuoco

“Antologia Illegale” è la seconda pubblicazione di Alessandro Capelletti, poeta comasco dalla scrittura “alternativa”, che rifugge prepotentemente le solite liriche inzuppate di romanicismi e luoghi comuni, anzi, i suoi luoghi sono quelli di una notte interminabile, fuori e dentro di noi, senza tregua. Le sue storie dai risvoti imprevedibili che mischiano ironia e drammaturgia ci lasciano senza fiato, estranei al fatto raccontato, ma, talmente vicino, da coinvolgerci in prima persona. La città  diventa un teatro dove,  tutti sono vittime e spettatori:  una tragedia cucita sulla nostra identità come un tatuaggio che, con orrore, scopriamo ogni sera al tramonto quando ci spogliamo, e che ad ogni mattino cerchiamo di nascondere con tutta la nostra ipocrisia.

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SOLDARIETA’   1

Non so che facesse, / pioveva ma le gocce erano spazzate via / da dure rffiche di vento. / Piangevano neon spettrali, / olte a me e alla spazzatura svolazzante / non c’era nessuno…

Arrivò un taxi dall’ Inferno, / si schiantò contro una pensilina / ma scese solamente sangue dalla portiera. / “Oddio” pensai “domani al lavoro dovrò seppellire / un povero cristo sfortunato”.

Aprii la portiera e l’ uomo / aveva mezzo volante nella cassa toracica, / pazza di spasmi. / “Voglio fare un pompino prima di morire…” / Tirai fuori l’ uccello sicuro / che non sarebbe mai diventato duro. / Quello stava per andarsene / e mi dispiacevo sempre più, / ma alla fine divenne ok / e lo prese in bocca / malgrado conati di sangue scuro e coagulato. / Soffriva agonizzava   succhiava / ma posi fine alla sofferenza / quando venni, / soffocandolo…

(Alessandro Capelletti)

Il reading di Jack Hirschman

Posted maggio 30, 2009 by antoniobianchetti
Categories: 03) LONG ISLAND - La classe non è acqua

Venerdì scorso si è svolto nello spazio Acàrya di Como  il reading di uno dei più interessanti poeti americani: Jack Hirschman, che ha attraversato tutte le avanguardie poetiche statunitensi dagli anni cinquanta ai giorni nostri; dalla “Beat generation” al “Cyberpunk”.  Le sue poesie sono storie di tutti i giorni che entrano dentro di noi e rimangono appiccicate sulla  pelle come sabbia del deserto. Un deserto culturale che  circonda questi anni di inizio millennio e che si espande giorno dopo giorno:  vuoto, marcio,  inarrestabile.   Basterebbe scrollare i vestiti da tutta questa ignoranza, eppure, sembra che nessuno se ne accorga.   Jack non ha paura di parlare, non si nasconde dietro ipocrisie quotidiane o banalità ricorrenti, gestite nel pressapochismo generale, per sorridere a “salve” e sparare alla schiena. Lui ti parla negli occhi e racconta le sue storie che sono le notre storie; chi finge di non riconosersi è il solito vile che ama nascondersi dietro le dita.   Jack ti porge sempre la mano… e chi è vero dentro, chi la stringe, non la lascerà mai.

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La  felicità

C’è una felicità, una gioia / nell’ anima che è stata / sepolta viva in ciascuno di noi / e dimenticata. /  Non si tratta di uno scherzo da bar / né di tenero, intimo umorismo / né di amicizia affettuosa / né di un grande / brillante gioco di parole. /       Sono i superstiti sopravvissuti / a ciò che accadde quando la felicità / fu sepolta viva, quando essa / non guardò più /   dagli occhi di oggi, e non si / manifesta neanche quando / uno di noi muore – semplicemente ci allontaniamo / da tutto, soli. /         con quello che resta di noi, / continuando ad essere esseri umani / senza essere umani, / senza quella felicità.

(Jack Hirschman)

22_05_2009 25   22_05_2009 23  22_05_2009 24    grazie   Jack  !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Jack Hirschman a Como

Posted maggio 17, 2009 by antoniobianchetti
Categories: 03) LONG ISLAND - La classe non è acqua

Venerdì 22 maggio per il ciclo “L’ altra America – incontri di poesia contemporanea” saranno ospiti nella sede del Gruppo Acàrya due grandissimi poeti americani: Jack Hirschman & AgnetaFalk protagonisti dei movimenti letterari dell’ ultimo quarto di secolo e degli inizi di questo nuovo millennio

Da non perdere !!!!!!!

jack 01

Venerdì  22 maggio alle ore 21,15

Circoscrizione 6  -  Via Grandi 21  -  Como

Gruppo Letterario Acàrya

*

NY, NY

E’ grande / E’ brutta / La odio / L’ amo / Sono libero / o / Parlami / Mi senti? / Non posso andarmene / Farò tutto per lei / E’ così grande / E’ sporca / E’ così dolce / La adoro / Rimango / Non ma ne andrò mai / E’ in me / E’ così crudele / La odio / L’ amo / E’ mia / Ne sono il proprietario / E’ mia / Di nuovo e ancora / Dico di odiare la guerra / L’ amo / E’ disgustosa /E’ spaventosa / L’ amo / Non ci andrò / Lo giuro / E’ bella / Parlami / non senti / Che amo? / O è così brutale / E una tale stronzata /Parlami / Dimmi / Cos’è che devo fare / Qualunque cosa / E’ meravigliosa / Non smetterò mai / di amarla / Mai  mai / Mai  mai / Mai mai / Mai.

(Jack  Hirschman)

agneta 3

 

Do  You  Know

Conosci quel silenzio/ che si leva più in alto di un urlo / che si lancia contro / il muro dell’ indifferenza / quel silenzio a cui / hanno tagliato la lingua / ma / non smette di urlare.

(Agneta  Falk)

l' 1

Si ringraziano per la collaborazione gli scrittori Massimo Baraldi e Sergio Iagulli

l' 2

Per ulteriori informazioni  www.acarya.it 

John Trudell – Blue Indian

Posted maggio 17, 2009 by antoniobianchetti
Categories: 02) ON THE ROCKS - Letteratura necessaria

Venerdì 15 maggio alle ore 21 si è svolta nella sede del gruppo Acàrya una serata dedicata al “nativo americano”  John Trudell.  Facente parte del ciclo “L’ altra America  -  incontri di poesia contemporanea”  si è ripercorsa la carriera di questo grandissimo poeta (con letture, video e immagini), che ha pagato a caro prezzo il suo desiderio di libertà;  la sua voglia di lottare, per il suo popolo, per tutti quei popoli sterminati  da una menzogna che dura tutt’ ora.

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” Blue  Indian “

pensieri di sogni che sono / veramente sogni / fuggendo il nulla / nulla fugge / minano  le loro realtà / alimentando turbolenze dell’ anima / la distorsione vibra / portandosi via il meglio dei cuori già / logorati / e marchiati d’ infamia in prigioni di fantasia e dubbio / Indiani blu trascinati dentro / moltitudini differenti / un regime sfiancante govrna chi ha / e chi non ha / la tirannia indistriale della riserva / pretende / l’ assedio emotivo degli indiani blu /  in macchie civilizzate / ombre / perdute verità / sconosciute lacrime cadono dalle menti spezzate degli uomini / aggressione mascherata in / molte corse / il vincitore prende tutto / una bugia che resta / una cupidigia illusa con una faccia rispettabile / gloria e oro / portano a una caccia disperata / persone intrappolate in cerca di significato / narratori estranei ai legami / storie lavate in rituali di sangue / le tradizioni sanguinano / in un dilivio di lavoratori high tech / non schiavi / cambiano le tecnologie / progresso come evoluzione / verso uno strano terminale / Indiani blu trascinati dentro / / moltitudini differenti / un regime sfiancante governa chi ha / e chi non ha / la tirannia indistriale delle riserva / pretende l’ assedio emotivo degli indiani blu / in macchie civilizzate / ombre perdute verità /sconosciute  lacrime cadono dalle menti spezzate degli uomini / vivendo trascuratamente la propria essenza / frutti amari crescono dove / semi amari sono stati seminati / le catene economiche si sono rivestite / da ricompensa / genere / razza / età sull’ orlo / di amore e rabbia / L’ oppressore / il costruttore / il custode della gabbia.

(John Trudell)

 

*Chiaramente il “Blu” qui è inteso come blues: tristezza, melanconia  ma,  in senso traslato, anche rabbia… e qualcosa di più (!)

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Bad  Dog

Cagnaccio / i posti dove non si mai stato / le ragioni per cui piangi / le menzogne / avanzo di domani / aumentano le cicatrici dei tuoi occhi / cagnaccio / randagio / l’ uomo s’ inventa padrone / c’è un modo in cui devi obbedire / non mordere la mano che ti nutre / non sai cosa vuol dire essere libero /cane randagio / cane cattivo / non riesci a evitare il fuoco / sotto le spoglie del ricordo / che abbaia al cielo / sempre a caccia d’ amore  core esausto che ha bisogno di correre / sempre a caccia di vita / cagnaccio / randagio / solo nel buio / a predare la notte / attirato da un odore nel vento / troppo caldo da toccare / troppo freddo da amare / La luna continua a chiamarti / cagnaccio / randagio / cattivo / senza fiato un battito di cuore lontano / la terra e le anime tremanti / tempi furiosi e rime spezzate / per ogni occasione che hai avuto / un’ altra si è persa / cagnaccio / randagio / la gabbia la gabbia / è piena di vita svuotate / qualsiasi cosa sia / pensi di sognare / ovunque tu sia / pensi di esistere / ma / non è lo stesso mondo / non è lo stasso mondo / randagio / cagnaccio / non puoi sfuggire alla calura / solo nel buio / senza fiato un battito di cuore lontano / l’ uomo s’ inventa padrone / c’è un modo in cui devi obbedire / non mordere lamano che ti sfama / non sai cosa vuol dire essere libero / cane randagio / cane cattivo / cagnaccio /cagnaccio…

(John Trudell)

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