I MIGLIORI DISCHI DEL 2011 per il sourtoe cocktail club

Pubblicato gennaio 24, 2012 di antoniobianchetti
Categorie: 01) CANNED HEAD - Musica tossica

Lo so… le classifiche lasciano sempre il tempo che trovano, però mi piace; e per un appassionato come me di musica la cosa mi stuzzica sempre. Anzi, ho usato la parola “appassionato” ma, sarebbe meglio usare la parola “malato”. Di dischi in un anno ne compro tantissimi, di conseguenza le mie scelte sono le scelte dei miei acquisti, e basta. Prendetele così, e devo dire che quest’anno nel campo del rock’ n ‘blues (che poi è il mio settore preferito) non ci sono state a mio avviso delle uscite eclatanti (poche… a dir la verità), di conseguenza nelle mie scelte ho compreso anche “fusion & soul” schiacciando l’ occhiolino anche al jazz, perchè oltre questi confini la qualità non manca mai.
L’ anno scorso non ho fatto in tempo a scrivere anche le recensioni per ogni album, ma per quest’ anno mi riprometto che in tempi brevi vi parlerò di ognuno di “loro” e del perchè di ogni scelta, che ho diviso in tre parti di dieci dischi ciascuna. Buona visione e per chi li vorrà comprare…  buon ascolto.

I migliori dischi del 2011 – parte  1
(10 scelte di generi diversi e di alta qualità)

I migliori dischi del 2011 – parte  2
(10 scelte per un pubblico di esperti e di massima qualità)

I migliori dischi del 2011 – parte 3
(10 scelte alternative che vanno da frikettoni nostalgici
a competenti veri e propri… con un’ ultima pazzia)

Carlo Fruttero e i mondi di Urania (o il nostro ?)

Pubblicato gennaio 20, 2012 di antoniobianchetti
Categorie: 02) ON THE ROCKS - Letteratura necessaria

Su Carlo Fruttero, scomparso domenica scorsa, in rete potete trovare di tutto. Volevo solamente soffermarmi su una “scelta di vita”, che io ritengo basilare per la dimensione di un uomo; e quando uso la parola “uomo”  non intendo il semplice sostantivo, ma il significato intrinseco che ne racchiude la grandezza. Non è un caso che lui, un giorno, andò da Gulio Einaudi dove lavorava (e qui parliamo dell’ Einaudi degli anni ’50: centro dell’ intellighenzia italiana del periodo, che gravitava intorno a Natalia Ginzburg e Italo Calvino), ebbene, andò da loro, suoi carissimi amici annunciando che lasciava la, “loro”  casa editrice, per andare alla Mondadori,  per fare Urania, un giornaletto di fantascienza con omiciattoli verdi in copertina. Come disse lui: provate ad immaginare la loro faccia (!)  E’ questo il punto, una persona inelligente con una carriera davanti, dentro al tempio della cultura italiana degli anni, che invece segue le sue passioni, la sua voglia di essere un uomo libero. Se poi a questo aggiungiamo la sua collaborazione con Franco Lucentini, sostanzialmente la sua altra metà, il resto è fatto. Con lui ha firmato quasi tutti i suoi libri, anche qui irritando la critica, la quale sosteneva che era impossibile scrivere a quattro mani, perchè in due si può essere al massimo degli astuti mestieranti in cerca di soldi; l’ ispirazione deve essere unica. Quante stronzate… loro hanno dimostrato il contrario, pubblicando una serie di libri, da A che punto è la notte  La donna della domenica (da cui Luigi Comencini ha tratto un bellissimo film) che, se qualcuno li ha relegati nella letteratura di genere come dei semplici “gialli”, invece sono degli ottimi romanzi alla fine accettati dalla “critica”.  A loro diventare ricchi non interessava, volevano seguire le loro passioni, vivere vivendo le loro passioni, e così hanno fatto, soprattutto lui: Carlo Fruttero, moralista divertente e ironico, mai sarcastico, semplice nella sua umiltà e acuto nel suo disincanto. Come ha scritto Paolo Di Stefano: quel profilo basso dei sentimenti (e della scrittura). E io aggiungerei, quel profilo autentico, che non guasta mai. Basta leggere il titolo di uno dei suoi libri: La prevelenza del cretino, già (!) quanti ce ne sono nella nostra società, e vi posso assicurare amici miei, che questa, non è fantascienza…

IL SEGNO DEL COMANDO – Da Scillipoti a Schettino (e oltre…)

Pubblicato gennaio 19, 2012 di antoniobianchetti
Categorie: 31) WHISKEY SOUR - Semplicemente aspro

Questi ultimi giorni, dopo la tragedia della Concordia, ho letto e sentito molte opinioni sul comportamento del Comandante Schettino e sugli accostamenti alla italianità; in poche parole ci hanno associato, semplificando, alla codardia. Non ci siamo (!) E’ vero che il comportamento di questa persona è ingiudicabile di fronte alla tragedia, ma al contempo c’è stata un’ infinita serie di persone (dal Commissario di bordo e altri comprimari anonimi fino al Comandante della Capitaneria di Porto) che hanno dimostrato che c’è tutta un’ altra figura di italiani: quella delle persone semplici e responsabili, che danno tutto. E questo è il punto della questione, il problema italiano è che spesso, le persone messe al “comando” non sono all’ atezza della situazione, perchè raccomandati,  amici del politico, amici del banchiere, amici del prete, amici dell’ amico. Senza nessuna preparazione professionale adatta alla carica che presiedono, perchè la loro convenienza è anche la convenienza di un altro, il quale pensa di detenere il “potere” circondandosi di burattini, o come si dice oggi, di “yes man”. E’ un problema antico. E spesso queste persone hanno la presunzione di essere i migliori; poi si vedono i risultati…  E’ questa la differenza fra gli italiani  e le altre nazioni di una certa importanza: il segno del comando.  Ha avuto ragione Crozza, quando nella sua satira di martedì scorso diceva: “… a proposito di comandanti, ma vi ricordate soltanto un anno fa, che ce né stato un altro, il quale diceva che non c’era la crisi, che andava tutto bene, che era tutto a posto. E intanto la nave…”   Già !  la nave: noi affondiamo e i comandanti scappano. Non fidatevi mai di chi vi dice che va tutto bene; confidate solamente delle persono umili, semplici, proprio come voi, che stanno intorno a voi.

Ma l’ Italia non era una repubblica democratica fondata sul lavoro ?

Pubblicato dicembre 19, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 31) WHISKEY SOUR - Semplicemente aspro

Qualche giorno fa in televisione ho sentito lo sfogo di un operaio di una delle tante fabbriche italiane che stanno chiudendo, il quale, disperato diceva: “… non me ne frega niente della pensione, fatemi lavorare fino a ottant’anni, ma fatemi lavorare !!! “. L’ articolo 1 della nostra Costituzione e i comma seguenti, sono un esempio straordinario di democrazia perchè, mentre altre costituzioni come per esempio, quella americana e quella francese, dicono sostanzialmente che l’ uomo è un essere libero; quella italiana sottolinea che, se l’ uomo  non ha da mangiare o da vivere, come fa ad essere libero ?  Ecco che in tutti questi anni lo Stato come tale si è fatto garante, per consentire a tutti i cittadini di godere di questo diritto inalienabile. Poi sono arrivati gli anni del  ”liberismo” selvaggio e dei “condottieri paladini” che portavano il nome della Thatcher e di Reagan, i quali sostennero che incece “…lo Stato non risolve i problemi, anzi, lo Stato è il problema”. Da questa pazza eresia in cui hanno attinto i “papagalli di tutto io mondo” (soprattutto i nostri…) istigando all’ individualismo più sfrenato, non rimangono che i brandelli di un’ idea devastante, dilacerata da una crisi mondiale che l’ ha fatta a pezzi. Infatti è toccato ancora allo “Stato” (ricordiamoci che lo Stato siamo noi) tanto vituperato (come dicevano “loro”: “umiliato dal socialismo reale”), ebbene, è toccato ancora allo Stato tappare i buchi, salvare le banche, le grandi industrie… gli individualisti.
E noi ? Noi siamo ancora qui a lottare, a urlare sul crinale di un baratro: RIDATECI IL  LAVORO !!! VOGLIAMO CONTINUARE AD ESSERE UOMINI LIBERI !!!

P.S.
è chiaro che non intendo l’ assistenzialismo
ma l’ insieme di una società in cui l’ imprenditore, l’ artigiano, il commerciante e i dipendenti possano continuare a vivere degnamente per dare un futuro a chi arriverà dopo di noi.
Vi lascio un link dove potete trovare un bel saggio sulla nostra Costituzione e sui rapporti nel mondo del lavoro con tutti i suoi risvolti
www.puntorosso.it/images/saperi/lav-cost.pdf

MONTI & TREMONTI – sempre salite all’ orizzonte

Pubblicato dicembre 8, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 42) HORSE' S NECK - Così non si uccidono neanche i cavalli


E’ sempre la solita storia, e sono sempre i soliti a pagare. Della manovra appena partorita, in rete si trova ormai molto per farci riflettere: dalle pensioni basse non indicizzate, alle frequenze regalate; dalla falsa patrimoniale, alla “Chiesa” esclusa dal pagamento della nuova ICI, e la meteorogia prevede nubi scure sopra il cielo dell’ Europa, mentre l’ Italia festeggia i suoi 150 anni. Ed è proprio 150 anni  fa che nel mondo industrializzato si faceva largo la prima grossa crisi economica, risolta parzialmente con il colonialismo, ma poi sfociata con la prima guerra mondiale. E dopo la seconda crisi del ’29 arrivò la seconda guerra globale. Guarda caso tutte e due (le crisi) iniziate negli Stati Uniti (come quest’ ultima), ma poi le guerre hanno dilaniato la vecchia Europa. Per carità, di morti americani ce ne sono stati moltissimi, ma il suolo devastato dalle bombe è stato il nostro, perchè sono sempre i soliti a pagare, sempre i soliti a morire. Lo sò, detto  così è sintetizzato in maniera molto semplicistica; ci sono stati i regimi dittatoriali ma, bisogna chiedersi perchè sono nati e come. Lo ripeto sono sempre i soliti a pagare, da qualsiasi parte si guardi la faccenda. Mi viene in mente quella telefonata intercettata all’ indomani del terremoto che distrusse l’ Aquila, dove, quella simpatica persona, rideva pensando ai suoi prossimi affari. Gli speculatori sono sempre sopra di noi, sopra i “monti” come gli avvoltoi, oppure saranno i monti a franare sulle nostre case (fatto tra l’ altro già accaduto). E’ stata troppo bella la battuta di Fiorello: “se dopo ogni manovra erano gli italiani ad iniziare a piangere, cosa succederà ora, che ad iniziare a piangere sono i ministri ? “

L’ HANNO CHIAMATA L’ ULTIMA ERESIA – La scelta di Lucio Magri

Pubblicato dicembre 5, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 31) WHISKEY SOUR - Semplicemente aspro

Settimana scorsa si è tanto parlato del “suicidio assistito” di Lucio Magri, come di una sorta di “ultima eresia”. Lui, l’ eretico per eccellenza della politica italiana, come se l’ essere diversi, innovativi o se vogliamo, “contro”, e io aggiungerei: intelligenti, debba per forza far sembrare una persona un eretico.
Perchè in Italia se non si è “democristiani” ci si trasforma inevitabilmente in un alieno ? Già democristiani… e giù tanti discorsi sul fatto che la vita non ci appartiene e così via… tutte stronzate ! La vita è solo nostra e solo noi possiamo decidere cosa fare di essa, come scegliere di morire, punto. L’ unico rammarico è  la scomparsa di un personaggio che per la mia crescita culturale e politica rappresentava, insieme a Lucio Libertini, uno dei pochi a cui far riferimento, specialmente oggi dove il parlamento si è trasformato in una barzelletta, tra l’ altro molto costosa. Peccato… è rimasto un grande vuoto difficilmente colmabile in questa quotidianità che ci circonda. Ma la sua scelta va rispettata, e come tale dobbiamo accettarla, in silenzio, come il silenzio scelto da lui senza clamori.
Siamo noi che vogliamo sempre urlare e sempre dopo, sempre…

“Esilio di sicurezza” ultimo atto

Pubblicato novembre 23, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 05) CAMPARI SHAKERATO - Arte minima

Sabato sera 26 novembre nella splendida cornice del Chiostrino di Sant’ Eufemia a Como (piazzolo Terragni 4 traversa di Via Indipendenza) si terrà l’ ultimo atto (o se preferite l’ ultima tappa) del tour dell’ Esilio. Spettacolo multimediale a base di poesia-musica-immagini già molto pubblicizzato in questo blog – vi aspettiamo numerosi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

“LA CITTA’ RIFLESSA” – Incontro con la poesia di Antonio Bianchetti e la pittura di Luigi Florio

Pubblicato novembre 1, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 05) CAMPARI SHAKERATO - Arte minima

Venerdì 21 ottobre presso lo spazio Acàrya di Como si è tenuto il reading
di Antonio Bianchetti insieme alla pittura di Luigi Florio.
Dopo un inizio di letture che avevano come tema la “città”, si è poi proiettato un video dove si vedeva il pittore che eseguiva un suo quadro e ne spiegava i contenuti. Un’ intervista e una panoramica dei suoi lavori concludeva la seconda parte della serata, che continuava con la visione di particolari di vari dipinti, dove si sono lette della poesie che avevano come protagonisti “i colori”  (esattamente 12: dal rosso al nero).
La città riflessa faceva da sfondo, o se volete, da retrogusto delle varie liriche che, con una visione impressionistica, catturavano le emozioni intorno al cromatismo dell’ insieme, mentre, colore dopo colore, in senso circolare, si concludeva il tutto ricollegandosi alla prima poesia declamata.
Chi c’era ha apprezzato molto.



LA TERRA DESOLATA

Pubblicato agosto 30, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 08) UN CALICE DI VINO - Per intenditori

In un’ atmosfera particolare si è svolto sabato 27 agosto 2011 a Como il reaging della poetessa berlinese Birgit v. Criegern.
Testi sociali, attuali, a volte duri ma, legati insieme da una introspezione e un’ analisi tipicamente femminie.  Versi asciutti e spolpati da ogni orpello manieristico. Delle carezze che sembravano schiaffi
dentro a un tessuto narrativo che non lasciava scampo a nessuna interpretazione personale: la realtà sbattuta in faccia come il pane quotidiano, un pasto amaro e insipido che, morso dopo morso,
affrontava il nostro tempo con lucida introspezione, con la semplicità e il coraggio di una donna dall’ aspetto minuto e dolce
e nello stesso tempo, tenace e combattivo. Sempre in prima linea, per non arretrare mai dalle sue convinzioni, dalle sue battaglie.


Il titolo del reading:  “DAS KALTE LAND”  tradotto letteralmente
“Il paese freddo”, in senso traslato poteva diventare: la terra fredda, un ideale collegamento alla  “Terra desolata”  di Eliot, perché,
questa europa che ci appartiene e che ci vive intorno, schiava del suo benessere e delle sue contraddizioni, rappresenta il luogo e lo specchio
di una generazione troppo occupata a pensare alla sua futilità.
Non è un casuale se guardiamo alle rivolte che hanno devastato le periferie londinesi, perchè i negozi saccheggianti non erano del pane o di generi alimentari, ma degli ultimi cellulari alla moda.

                                                                              
Nelle foto sopra a partire da sinistra verso destra:
il jazzista  Marco Bianchi,
la poetessa  Birgit v. Criegern
e l’ attrice milanese Domitilla Colombo

                                                                                 

“DAS KALTE LAND / IL PAESE FREDDO” – reading della poetessa berlinese Birgit v. Criegern

Pubblicato agosto 26, 2011 di antoniobianchetti
Categorie: 08) UN CALICE DI VINO - Per intenditori

Nell’ ambito della serie “L’ altra Europa – incontri di poesia contemporanea”  sabato 27 agosto alle ore 21,15 nella splendida cornice del Chiostrino di Sant’ Eufemia a Como (piazzolo Terragni 4), si esibirà la poetessa tedesca Birgit v. Criegern.   Nata a Monaco di Baviera nel 1976 ha studiato Gremanistica, Storia dell’ Arte e Cultura Islamica a Berlino. I suoi testi, liriche e prose, sono state pubblicate sulle riviste “Streifuge” (Vienna) e “Die Brucke” (Saarbrucken).  Ha lavorato come giornalista per “Neues Deutschland”, “Junge Welt”, “Teopolis” e altre testate occupandosi in particolare di politiche sociali e dei diritti di stranieri e rifugiati, affiancando all’ attività giornalistica l’ impegno sindacale. Attualmente vive a Berlino dove lavora come insegnante.
Un appuntamento da non perdere, anche perchè ad accompagnare la lettura delle sue liriche ci saranno il jazzista Marco Bianchi, e l’ attrice milanese  Domitilla Colombo

das kalte land - il paese freddo